- Cosa: Mostra personale “SCRAPS” di Alice Pasquini.
- Dove e Quando: Rosso20sette arte contemporanea, Via del Sudario 39, Roma. Dal 14 marzo al 24 aprile 2026.
- Perché: Un’esplorazione poetica della città attraverso i frammenti, gli scarti e le storie che popolano il paesaggio urbano quotidiano.
La città non è mai un blocco monolitico, immobile o definito. È, al contrario, un organismo pulsante, fatto di sovrapposizioni, di sguardi fugaci e di sedimentazioni visive. È proprio su questa natura stratificata e in continua trasformazione che si concentra la nuova ricerca di Alice Pasquini, una delle figure più autorevoli del panorama urbano contemporaneo. Con la mostra personale intitolata SCRAPS, l’artista torna a Roma, la sua città natale, per presentare un progetto espositivo che invita il pubblico a fermarsi e osservare il mondo che abitiamo con una sensibilità diversa, più attenta e quasi archeologica.
Il racconto dei frammenti urbani
Il cuore pulsante di questo progetto espositivo, accompagnato da un testo critico di Jacopo Gonzales, risiede proprio nel concetto di “scarto”. Il termine stesso, SCRAPS, suggerisce l’idea di ritagli, di porzioni di realtà che vengono sottratte all’oblio della quotidianità. Mentre attraversiamo frettolosamente le strade, spesso ignoriamo i dettagli, le presenze umane che occupano i margini del nostro campo visivo, le storie personali che si intrecciano nei luoghi di passaggio. Alice Pasquini compie un gesto radicale: decide di isolare queste porzioni di paesaggio visivo per trasferirle nel silenzio protetto della galleria.
All’interno dello spazio espositivo, questi frammenti cessano di essere semplici detriti visivi per evolversi in oggetti compiuti. L’artista, attraverso un processo meticoloso, trasforma la galleria in un dispositivo narrativo dove ogni opera non è soltanto un’immagine, ma il frammento di una storia più vasta, una sorta di archivio di moltitudini sospese. È un invito esplicito a cambiare prospettiva: smettere di guardare oltre e iniziare a guardare “intorno”, focalizzando l’attenzione su quelle figure colte nel loro quotidiano, su quegli attimi di vita che, pur essendo invisibili al centro della frenesia urbana, ne costituiscono la vera essenza.
Una tecnica tra accumulo e memoria
La mostra riunisce due cicli di lavori distinti, che dialogano tra loro in un gioco di rimandi tecnici e concettuali. Il primo ciclo è dedicato a tele e disegni che mettono in discussione la tradizionale gerarchia tra figura e sfondo. Qui, la pittura si intreccia con il collage in modo organico: non assistiamo a un processo di sottrazione, tipico di molte forme storiche di décollage, bensì a una tecnica di accumulazione e stratificazione. Carte ritagliate e campiture di colore si sovrappongono, rendendo i livelli indistinguibili e trasformando la superficie dell’opera in qualcosa di fluido, quasi instabile.
In queste composizioni, l’origine dell’immagine e la sua conclusione perdono contorni netti, invitando l’osservatore a perdersi nella complessità del gesto pittorico. È qui che emerge con forza la formazione artistica di Alice Pasquini, nata all’Accademia di Belle Arti di Roma, capace di fondere una solida base accademica con il dinamismo dell’arte di strada. L’artista non si limita a ritrarre il soggetto, ma ne costruisce l’identità attraverso un lavoro materico che parla di memoria, di tempo trascorso e di evoluzione visiva, rendendo il frammento non un residuo, ma l’origine stessa della narrazione.
Il segnale stradale come nuova scena
Il secondo ciclo di lavori rappresenta forse l’espressione più audace di questa indagine sul paesaggio urbano. Alice Pasquini recupera segnali stradali dismessi, oggetti che hanno perso la loro funzione normativa originaria per essere riattivati come supporti pittorici. La forma del segnale, già codificata e profondamente radicata nella nostra memoria visiva collettiva, diventa il campo di battaglia – o meglio, il teatro – di un nuovo intervento narrativo. L’artista non cancella il passato di questi oggetti, ma lo integra, creando un cortocircuito semantico tra il significato imposto dal segnale e la nuova scena che vi viene dipinta.
Attraverso questo intervento, l’artista compie un gesto di riappropriazione dello spazio pubblico. L’objet trouvé non viene solo esposto, ma trasformato in un nuovo dispositivo in cui la memoria del tessuto urbano viene preservata e, al contempo, superata. La donna, soggetto centrale dell’intera poetica dell’artista, appare in questi lavori con la sua vitalità quotidiana, sovvertendo deliberatamente i canoni dello sguardo oggettivante e offrendo una rappresentazione dell’emotività profonda che, ancora una volta, ci interroga su come percepiamo il corpo umano nelle nostre città. La mostra si conferma, quindi, non solo come un evento artistico di alto profilo, ma come una riflessione necessaria sulla nostra convivenza nello spazio comune.
Info utili
- Mostra: SCRAPS di Alice Pasquini
- Sede: Rosso20sette arte contemporanea, Via del Sudario 39, Roma
- Opening: sabato 14 marzo 2026, ore 18.00
- Date: dal 14 marzo al 24 aprile 2026
- Orari: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00
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