- Cosa: Le monde après la pluie, progetto espositivo dell’artista franco-brasiliana Eva Medin.
- Dove e Quando: Presso lo spazio CONDOTTO48 a Roma (Torre Angela), dal 15 marzo al 23 maggio 2026.
- Perché: Un’opera-video immersiva che fonde cinema, danza e scultura per esplorare i temi della metamorfosi e del futuro attraverso la lente della fantascienza.
Il panorama artistico romano si arricchisce di una nuova, suggestiva tappa nel cuore del Municipio VI. Nell’ambito della programmazione biennale di CONDOTTO48, lo spazio espositivo situato a Torre Angela, approda il progetto Le monde après la pluie dell’artista franco-brasiliana Eva Medin. L’esposizione, curata da Valeria De Siero, rappresenta un momento di profonda riflessione sulle capacità dell’arte contemporanea di ibridare linguaggi differenti, portando lo spettatore all’interno di una narrazione che scivola tra il reale e il futuribile.
L’opera, che gode del patrocinio del Municipio VI di Roma e dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, si inserisce in un percorso di iniziative formative e incontri multidisciplinari volti a rigenerare il tessuto culturale della periferia romana. Eva Medin, artista poliedrica con base a Marsiglia, porta a Roma una visione che è al contempo plastica e performativa, costruendo un ponte ideale tra la tradizione della scenografia europea e le suggestioni naturali e multiculturali delle sue origini brasiliane.
Tra Max Ernst e la fantascienza di Philippe Curval
Il cuore pulsante della mostra è l’opera-video che dà il titolo all’intera esposizione, Le monde après la pluie. Il riferimento colto è duplice: da un lato il celebre dipinto di Max Ernst, L’Europe après la pluie II, realizzato tra il 1940 e il 1942, e dall’altro l’omonimo romanzo di fantascienza dello scrittore francese Philippe Curval. Queste due fonti d’ispirazione convergono nel lavoro della Medin per creare una riflessione visiva sulla sopravvivenza e sulla rigenerazione in un mondo che ha subito una trasformazione radicale e irreversibile.
La scelta di richiamare Ernst non è casuale: come nel capolavoro surrealista le forme sembrano sciogliersi e ricomporsi in strutture organiche e minerali ambigue, così nel video di Medin il soggetto attraversa momenti di decostruzione e degenerazione. L’artista utilizza la narrazione sci-fi non come semplice esercizio di stile, ma come una “finzione emancipatoria”. Si tratta di uno strumento critico capace di raccordare la complessità del presente con le potenzialità inespresse del futuro, offrendo una chiave di lettura ragionata sulla nostra capacità di adattamento alle mutazioni ambientali e sociali.
L’acqua come elemento di metamorfosi e slancio vitale
Nella pratica multidisciplinare di Eva Medin, l’acqua assume un ruolo centrale, non solo come elemento scenografico, ma come vero e proprio agente di metamorfosi. Attraverso l’integrazione di cinema, danza, musica e scultura, l’artista enfatizza il passaggio dallo stato solido e definito a quello informe e incompiuto. Questo processo di fluidificazione del soggetto non è visto come una fine, bensì come uno slancio vitale, una necessità biologica e poetica per permettere la nascita di nuove forme di vita ibride.
Il corpo umano, elemento cardine nel lavoro dell’artista fin dai suoi esordi e dai suoi studi alla Scuola d’Arte di Monaco e all’École des Arts Décoratifs di Parigi, interagisce con lo spazio in modo immersivo. La sua esperienza passata nel mondo della danza emerge con forza nella gestione del movimento all’interno dell’inquadratura video, dove il gesto atletico e coreografico diventa il veicolo principale della trasformazione. L’ambiente naturale, influenzato dai ricordi d’infanzia dell’artista e dal suo patrimonio familiare (figlia di un mimo e musicista), si fonde con rigore tecnico e scenografico, creando un’esperienza sensoriale totale per il visitatore di CONDOTTO48.
Un’artista di respiro internazionale a Torre Angela
La presenza di Eva Medin a Roma segna un punto di grande rilievo per la programmazione di CONDOTTO48. L’artista ha infatti consolidato negli ultimi anni una carriera internazionale di alto profilo, culminata con il prestigioso Prix des Amis du Palais de Tokyo e l’esposizione presso il medesimo centro d’arte parigino nel 2022. La sua capacità di dialogare con istituzioni di rilievo, come la Biennale Manifesta di Marsiglia o il MOCA di Taipei, si sposa qui con la dimensione più intima e sperimentale di uno spazio che punta sulla qualità della ricerca artistica contemporanea.
Attraverso il supporto di realtà come Terracromata e Carbone Ar’dente, la mostra si propone di stimolare un dibattito sulla trasformazione dell’identità in un’epoca di crisi climatica e tecnologica. Le monde après la pluie non è solo una cronaca di ciò che resta dopo la tempesta, ma una celebrazione della bellezza che risiede nell’incertezza del divenire. L’invito rivolto al pubblico è quello di immergersi in un immaginario dove il confine tra umano e non-umano si fa sottile, lasciando spazio a una nuova visione del mondo, più fluida, aperta e, in definitiva, libera.
Info utili
- Sede: CONDOTTO48, Via Carlantonio Grue 48, Torre Angela – Roma
- Inaugurazione: 14 marzo 2026, ore 18:00 – 20:30
- Periodo mostra: Dal 15 marzo al 23 maggio 2026
- Orario visita: La mostra è visitabile esclusivamente su appuntamento
- Contatti: condotto48@gmail.com
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