- Cosa: Mostra personale “The Anatomy of Silence” di Carlo Marchetti.
- Dove e Quando: Galleria Kayros, Via Giulia 8, Roma. Dal 14 marzo al 30 aprile 2026.
- Perché: Un’indagine profonda sul tempo, la materia e la memoria, che trasforma lo spazio espositivo in una serie di stanze alchemiche.
Roma non è solo la città eterna delle pietre e dei monumenti; è un palcoscenico in continuo mutamento, dove il passato si confonde con un presente sempre più frenetico. In questo contesto di rumore visivo costante, la ricerca artistica di Carlo Marchetti si pone come un’isola di resistenza, un invito alla sospensione. Con la mostra “The Anatomy of Silence”, ospitata presso la Galleria Kayros in via Giulia, l’artista romano compie un’operazione di scavo archeologico e spirituale, portando alla luce le strutture invisibili che sorreggono la nostra percezione della realtà. Non si tratta di una semplice esposizione di opere, ma di un allestimento scenografico che trasforma la galleria in un luogo di contemplazione pura.
Il potere simbolico della materia
Il percorso espositivo proposto da Marchetti è un viaggio attraverso cromie che non sono semplici scelte estetiche, ma vere e proprie dichiarazioni filosofiche. L’artista gioca magistralmente con il nero, inteso non come assenza, ma come totalità, l’assorbimento di tutte le lunghezze d’onda, un colore che nella storia dell’arte ha sempre veicolato mistero, lutto e profondità insondabili. Accanto a esso, il grigio, neutro e acromatico, funge da contrappunto sobrio, un colore che esprime equilibrio ma anche quella sottile malinconia necessaria per guardarsi dentro.
Ma è nel trattamento dei materiali che la poetica di Marchetti rivela la sua forza più autentica. L’artista non si limita a usare il legno, la gomma, lo specchio o il tessuto come semplici supporti: li interroga. Il legno diventa memoria palpabile, la gomma un elemento di modernità sintetica, lo specchio una soglia tra il mondo visibile e quello interiore, mentre il tessuto rappresenta la trama stessa della realtà che ci circonda. Attraverso questa alchimia di elementi, Marchetti crea un allestimento che ricorda le antiche stanze alchemiche, dove la materia grezza deve essere trasmutata per rivelare un’essenza spirituale più profonda. Ogni stanza della mostra diventa così una tappa di un cammino di consapevolezza.
La memoria tra Freud e Foucault
La riflessione sulla memoria è il perno attorno al quale ruota l’intero impianto concettuale della mostra. Citando la celebre intuizione di Sigmund Freud, Marchetti ci ricorda che la memoria non è una copia conforme del passato, ma un’interpretazione soggettiva e costantemente aggiornata. In una delle opere più significative, caratterizzata da uno sfondo nero e da dieci cornici vuote, l’artista esplora il tema dell’assenza. In questo gioco di rimandi, la cornice – solitamente relegata al ruolo di servitrice dell’opera – diventa protagonista, evidenziando il “nulla” che essa racchiude. È un rovesciamento prospettico potente: non è più l’oggetto ad attrarre lo sguardo, ma il concetto di mancanza, il vuoto che definisce la nostra esperienza delle cose.
Questo approccio dialoga perfettamente con il pensiero di Michel Foucault, il quale vedeva nel giardino la metafora perfetta della totalità del mondo, condensata in uno spazio ristretto. L’opera “I Giardini di Contemplazione” funge da cuore pulsante dell’esposizione: un invito a rallentare il ritmo, a ritrovare nel silenzio quel tempo interiore che la modernità tende a erodere. Marchetti, attraverso le sue creazioni, ci spinge a chiederci quanto del nostro tempo sia dedicato all’ascolto profondo e quanto, invece, sia perduto nella superficie delle cose. L’artista, in questo senso, si fa egli stesso atto creativo, un demiurgo che tesse le forze cosmiche per comporre la propria visione dell’universo.
Un atto creativo radicale
In ultima analisi, “The Anatomy of Silence” non è una mostra pensata per chi cerca soluzioni facili, ma per chi è disposto a confrontarsi con il mistero. Marchetti riesce nel difficile intento di rendere tangibile ciò che di solito sfugge: il peso del silenzio, la fluidità del tempo, la fragilità della memoria. Via Giulia, con il suo fascino storico e la sua densità artistica, diventa la cornice ideale per un percorso che, pur essendo profondamente contemporaneo nel linguaggio e nella scelta dei materiali, affonda le sue radici nelle domande eterne che l’uomo si pone sul proprio ruolo nel mondo. Chi visiterà la galleria Kayros avrà l’opportunità di immergersi in un’esperienza multisensoriale che sfida la percezione e invita, finalmente, a sostare.
Info utili
- Mostra: The Anatomy of Silence – Mostra personale di Carlo Marchetti
- Sede: Galleria Kayros, Via Giulia 8, Roma
- Opening: 14 marzo 2026, ore 18.00
- Date: Dal 14 marzo al 30 aprile 2026
- Orari: Lunedì – Venerdì: 10.00 – 18.00 (altri giorni su appuntamento)
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