- Cosa: Sissi l’imperatrice, scritto e diretto da Roberto Cavosi con Federica Luna Vincenti.
- Dove e quando: Teatro India di Roma, dal 27 gennaio al 1° febbraio 2026.
- Perché: Per scoprire la donna dietro il mito: anoressica, anticonformista e sorprendentemente contemporanea.
Dimenticate le carrozze dorate, i valzer viennesi e la dolcezza zuccherosa dei film che hanno segnato l’immaginario collettivo del Novecento. La figura che approda sul palcoscenico romano è una donna in carne, ossa e nevrosi, lontana anni luce dalla fiaba edulcorata a cui siamo abituati. Sissi l’imperatrice, acclamata da pubblico e critica durante la sua tournée italiana, arriva finalmente a Roma per una settimana di repliche imperdibili, portando in scena un ritratto crudo e potente di Elisabetta d’Austria.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Roberto Cavosi e prodotto da Goldenart Production in coproduzione con il Teatro Stabile di Bolzano e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, vede protagonista una straordinaria Federica Luna Vincenti. L’attrice, recentemente candidata ai Nastri d’Argento e al Globo d’Oro, incarna un personaggio complesso, sfaccettato, che usa il teatro come mezzo per gridare la propria verità contro le convenzioni di un’epoca che la voleva solo come un bel soprammobile di corte.
Oltre il mito: la gabbia dorata di Elisabetta
Il cuore della drammaturgia risiede nella decostruzione del mito. Elisabetta non è la principessa felice, ma una donna profondamente tormentata e inquieta. La sua vita a corte è rappresentata non come un privilegio, ma come una prigionia soffocante. Il testo scava nei diari personali dell’imperatrice, restituendo al pubblico la voce autentica di una donna che lottava quotidianamente contro la depressione e contro un sistema rigido e spietato.
Emerge con prepotenza il tema del corpo come campo di battaglia. La Sissi portata in scena da Cavosi è anoressica, ossessionata dalla forma fisica e schiava della propria bellezza, vissuta però non come vanità, ma come scudo. Le estenuanti sedute ginniche e la cura maniacale dei capelli – che lei stessa definisce un “corpo estraneo” che la opprime – diventano l’unico modo per esercitare un controllo su una vita che le sfugge di mano. Il dolore per la morte dei figli e la sensazione di essere “in eterno lutto” trasformano la sua esistenza in una continua ricerca di evasione, sia fisica che mentale, attraverso la poesia di Heine e Baudelaire.
Un’imperatrice moderna e politica
Uno degli aspetti più affascinanti di questa rilettura è l’attualità del pensiero politico di Elisabetta. Lungi dall’essere disinteressata alle sorti del mondo, questa Sissi si rivela una figura dirompente e irriverente. È descritta come un’imperatrice anti-imperialista, vicina alle masse operaie e sensibile alle minoranze etniche. Il suo disprezzo per la corte asburgica, definita senza mezzi termini “una schiatta depravata”, e per le atrocità delle guerre, ne fanno un personaggio incredibilmente moderno.
La regia sottolinea come la decadenza dell’Impero Asburgico diventi un paradigma del nostro mondo contemporaneo. Le parole di Sissi risuonano come un monito contro le sopraffazioni, il razzismo e la violenza bellica, mali che affliggono il presente esattamente come il passato. Particolarmente toccante è il riferimento al suo testamento spirituale: la volontà di devolvere i proventi dei suoi diari ai rifugiati politici, un desiderio che si è concretizzato solo decenni dopo la sua morte con donazioni all’Alto Commissariato ONU e ad Amnesty International. Elisabetta, dunque, non come icona di stile, ma come simbolo di resistenza e indipendenza femminile.
La messa in scena e il paesaggio sonoro
Sul palco del Teatro India, la narrazione si snoda attraverso vari quadri che esplorano diversi aspetti dell’animo dell’imperatrice: dalla filosofia al sesso, dalla politica all’arte. Roberto Cavosi dirige un cast di talenti che include Marco Manca, Francesca Bruni Ercole, Miana Merisi e Maria Giulia Scarcella, creando un microcosmo che riflette simbolicamente i “nostri imperi” attuali.
Fondamentale nell’economia dello spettacolo è la colonna sonora. Le musiche originali sono composte dal duo Oragravity, di cui fa parte la stessa Federica Luna Vincenti. Il tappeto sonoro accompagna lo spettatore in questo viaggio emotivo, amplificando le “grida” interiori di una donna che si sentiva sola in un mondo crudele. L’allestimento, curato nei minimi dettagli con i costumi di Paola Marchesin e le luci di Gerardo Buzzanca, contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra il fasto decadente di fine Ottocento e l’intimità dolorosa di una stanza dell’anima. Un appuntamento teatrale che promette di lasciare il segno, restituendo dignità e complessità a una delle figure più incomprese della storia.
Info utili
- Date e Orari:
- Martedì 27 gennaio: ore 21.00
- Mercoledì 28 gennaio: ore 19.30
- Giovedì 29 gennaio: ore 19.30
- Venerdì 30 gennaio: ore 19.30
- Sabato 31 gennaio: ore 21.00
- Domenica 1° febbraio: ore 19.30
- Luogo: Teatro India, Roma.
- Durata: 1 ora e 30 minuti.
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