- Cosa: Spazi interni, mostra personale dell’artista Virginia Carbonelli dedicata all’incisione e alla xilografia.
- Dove e Quando: Presso Hyunnart Studio, viale Manzoni 85-87, Roma. Dal 31 gennaio al 7 marzo 2026.
- Perché: Un’occasione unica per scoprire l’evoluzione del linguaggio calcografico e l’esordio dell’artista nella tecnica xilografica.
Il panorama artistico della Capitale si arricchisce di un nuovo appuntamento dedicato alla grafica d’arte e alla sperimentazione segnica. Sabato 31 gennaio 2026, lo spazio espositivo Hyunnart Studio apre le porte alla mostra Spazi interni, una personale dedicata alla ricerca estetica di Virginia Carbonelli. Artista romana di profonda sensibilità, la Carbonelli ha consolidato negli anni una solida specializzazione nella calcografia, muovendosi con estrema disinvoltura tra le tecniche di stampa tradizionale e le più audaci contaminazioni sperimentali. Questa esposizione rappresenta un momento di sintesi e, al contempo, di apertura verso nuovi orizzonti materici.
Il percorso espositivo si snoda attraverso una serie di opere che testimoniano la capacità dell’artista di trasformare il supporto fisico in una narrazione emotiva. Le sale di viale Manzoni ospiteranno un corpus di lavori che spaziano dalle matrici in rame al polimetacrilato, offrendo al visitatore una panoramica completa sulle potenzialità espressive del segno inciso. L’evento inaugurale, previsto per le ore 18.00, segna l’inizio di un viaggio visivo che rimarrà fruibile fino ai primi di marzo, invitando il pubblico a riflettere sulla densità del gesto artistico nell’epoca della riproducibilità tecnica.
L’alfabeto grafico tra memoria e mutazione
Al centro della ricerca di Virginia Carbonelli si trova un alfabeto grafico astratto, una grammatica visiva in perenne rinnovamento che sembra nutrirsi delle esperienze dirette e dei luoghi attraversati dall’artista. Le incisioni presentate in mostra non sono semplici rappresentazioni statiche, ma veri e propri paesaggi onirici. Si tratta di mappe dell’anima, dove il segno non è mai casuale ma risponde a una “mutazione emotiva” che guida la mano lungo percorsi imprevedibili. L’eleganza dei tratteggi delineati sulle matrici di rame dialoga con la forza delle sperimentazioni su polimetacrilato, creando un contrasto armonico che cattura lo sguardo.
La densità del lavoro della Carbonelli risiede nella stratificazione. Siamo di fronte a un’infinità di segni — punti, linee, tracciati multiformi — che si sovrappongono e si intersecano, filtrati costantemente dalla memoria. Ogni opera diventa così una testimonianza di un vissuto rielaborato, dove la tecnica calcografica e il monotipo diventano strumenti per scavare oltre la superficie del visibile. Questo approccio permette di superare la mera estetica della forma per approdare a una dimensione più intima, dove l’astrazione diventa il linguaggio più idoneo per descrivere la complessità dell’esistenza e dei suoi mutamenti.
Xilografia: lo scavo del legno come metafora del sé
La vera novità di questa esposizione è rappresentata dalla serie intitolata Spazi interni, che dà il nome all’intera mostra. Per la prima volta, Virginia Carbonelli presenta al pubblico un ciclo di xilografie, segnando un passaggio significativo verso l’utilizzo del legno come matrice privilegiata. In una scelta curatoriale di grande interesse, verranno esposte sia le stampe finali sia le matrici lignee incise. Questa doppia visione permette di apprezzare il processo creativo nel suo farsi: le linee tracciate sulla superficie lignea non si limitano a creare un’immagine, ma assecondano e rimarcano le venature naturali del materiale, esaltandone le potenzialità espressive.
In questo contesto, lo scavo del legno assume una valenza simbolica prepotente, diventando metafora del profondo. L’artista esplora l’elemento naturale per rievocare il vitalismo dell’universo femminile, inteso come dimensione interiore. Sulla superficie si palesano graffi, crepe e ferite che, lungi dall’essere interpretate come lacerazioni negative da rimarginare, vengono presentate come cave da esplorare. È una riflessione poetica sulla natura umana dove non prevale mai il senso del dramma; emerge piuttosto una vena malinconica, un pensiero pacato che osserva la natura e l’esistenza accettandone le imperfezioni e la bellezza intrinseca dello scavo interiore.
Dialoghi site-specific e l’identità di Hyunnart Studio
A completare e chiudere il percorso espositivo è un’opera site-specific, nata da un dialogo creativo e professionale tra Virginia Carbonelli e Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio. La sollecitazione di Di Capua ha spinto l’artista a confrontarsi direttamente con lo spazio architettonico dello studio, portando la sua ricerca segnica oltre i confini del foglio di carta e della matrice tradizionale. Questa installazione rappresenta il culmine di una riflessione sulla spazialità, dove l’interno intimo dell’artista incontra l’interno fisico del luogo che la ospita, creando un corto circuito visivo di grande impatto.
Hyunnart Studio si conferma, con questa mostra, un presidio culturale fondamentale nel quartiere Esquilino, capace di promuovere l’arte contemporanea attraverso una selezione attenta e una cura particolare per i linguaggi dell’incisione. La presenza di testi critici a corredo della mostra, come quello di Simona Pandolfi, sottolinea la volontà di offrire al pubblico non solo un’esperienza visiva, ma anche strumenti interpretativi per comprendere appieno la poetica di artisti come la Carbonelli. L’esposizione si pone dunque come un appuntamento imperdibile per gli amanti della grafica d’arte e per chiunque desideri immergersi in una dimensione artistica fatta di silenzio, scavo e memoria.
Info utili
- Sede: Hyunnart Studio, viale Manzoni 85-87, Roma.
- Periodo: Dal 31 gennaio al 7 marzo 2026.
- Inaugurazione: Sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00.
- Orari: Dal martedì al venerdì, dalle ore 16.00 alle ore 18.30.
- Modalità di accesso: Ingresso su appuntamento chiamando il numero 335 5477120.
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