- Cosa: “Alda Merini. Una donna sospesa tra il dolore e la gioia”, spettacolo teatrale con Giorgia Trasselli.
- Dove e Quando: Teatro di Villa Lazzaroni (Roma), dal 6 all’8 febbraio 2026.
- Perché: Per scoprire il volto drammatico e intenso di un’attrice amata, attraverso l’anima tormentata della “poetessa dei Navigli”.
Roma si prepara ad accogliere un ritratto intimo e vibrante di una delle voci più potenti del Novecento italiano. Sul palcoscenico del Teatro di Villa Lazzaroni, la complessità umana e artistica di Alda Merini prenderà vita grazie all’interpretazione di Giorgia Trasselli, in uno spettacolo che trascende la semplice biografia per diventare indagine sull’anima. “Alda Merini. Una donna sospesa tra il dolore e la gioia”, scritto e diretto da Antonio Nobili, arriva nella Capitale dopo sette anni di tournée di successo, confermandosi come un appuntamento imperdibile per chi ama la poesia e il teatro di narrazione.
Non si tratta di un monologo statico, né di una lettura di versi, ma di un viaggio tridimensionale all’interno del caotico appartamento milanese della poetessa. L’opera invita lo spettatore a sedersi metaforicamente accanto a lei, tra mozziconi di sigarette, fogli sparsi e quella polvere che, nelle case dei poeti, sembra depositarsi sempre con una certa eleganza malinconica. È un’occasione per il pubblico romano di confrontarsi con una figura che ha saputo trasformare il dolore dell’istituzionalizzazione psichiatrica in versi di struggente bellezza, portata in scena da un’attrice che qui rivela sfumature ben lontane dai ruoli comici che l’hanno resa celebre al grande pubblico televisivo.
Quattro giorni immaginari sui Navigli
La struttura drammaturgica ideata da Antonio Nobili si concentra su un lasso di tempo circoscritto: quattro giorni immaginari nella vita della poetessa. Tutto ha inizio con una telefonata tra Alda e un professore universitario, un evento apparentemente banale che funge da catalizzatore per l’ingresso in scena di un giovane studente, interpretato da Andrea Carpiceci. Questo incontro scontro generazionale e culturale apre le porte dell’intimità della Merini, permettendo al pubblico di osservare la donna dietro il mito.
In questo microcosmo domestico, la narrazione si dipana tra momenti di quotidianità disarmante e picchi di altissima tensione emotiva. Il rapporto che si instaura tra la poetessa e il giovane ospite diventa il veicolo per esplorare il confine sottile che separa la sofferenza dalla creatività. I due personaggi, chiusi in quello spazio fisico e mentale, andranno incontro a un cambiamento profondo. La regia guida lo spettatore attraverso dialoghi serrati, silenzi eloquenti e improvvisi scoppi di ilarità, restituendo l’immagine di una donna che, nonostante le cicatrici del manicomio e le difficoltà della vita, non ha mai perso la capacità di innamorarsi della vita stessa.
Oltre la biografia: un messaggio sociale
Sebbene lo spettacolo possieda una forte valenza biografica, attingendo a piene mani dall’esperienza reale della “poetessa dei Navigli”, il testo si allarga per abbracciare tematiche di stringente attualità. La follia non viene trattata come semplice elemento folcloristico o biografico, ma diventa il punto di partenza per una riflessione sullo stigma che ancora oggi colpisce i disturbi psichiatrici. Attraverso le parole della Merini, lo spettacolo affronta la questione dell’integrazione sociale e della solidarietà, ponendo l’accento sulla condizione femminile e sulla necessità di accogliere la “diversità” come una risorsa e non come un difetto.
La sospensione “tra il dolore e la gioia” citata nel titolo non è solo una condizione esistenziale della protagonista, ma una chiave di lettura universale. Lo spettacolo ci ricorda che solo i poeti, o forse solo chi ha il coraggio di guardare nell’abisso senza ritrarsi, riescono a raccontare come la bellezza possa fiorire anche nel terreno più arido. La presenza scenica di Carpiceci fa da contrappunto all’energia debordante della Trasselli, creando un equilibrio dinamico che mantiene alta l’attenzione e permette al messaggio sociale di arrivare dritto al cuore senza didascalismi, ma attraverso l’emozione pura dell’atto teatrale.
Giorgia Trasselli: la versatilità di un’artista completa
Per molti, il volto di Giorgia Trasselli è indissolubilmente legato al personaggio della “Tata” nella storica sit-com Casa Vianello, un ruolo che le ha regalato una popolarità immensa. Tuttavia, ridurre la sua carriera a quella pur iconica interpretazione sarebbe un errore madornale. Trasselli è un’attrice di solida formazione teatrale, cresciuta artisticamente al Teatro Stabile di Roma e perfezionatasi nello studio del movimento scenico e del canto. La sua carriera è costellata di collaborazioni con registi del calibro di Luigi Squarzina e Marco Ferreri, spaziando dal cinema d’autore alle grandi produzioni televisive come Distretto di Polizia e Fosca Innocente.
In questo allestimento, l’attrice mette in campo tutta la sua esperienza e la sua sensibilità per restituire le mille sfaccettature di Alda Merini. È una prova d’attore complessa, che richiede di passare in un istante dal registro comico a quello drammatico, dalla lucidità tagliente allo smarrimento totale. La sua Merini è carnalmente viva, ironica, dolente e materna allo stesso tempo. Dopo anni di repliche e applausi in tutta Italia, la sua interpretazione è maturata, diventando un vero e proprio atto d’amore verso la poetessa milanese, capace di commuovere e far sorridere, proprio come sapevano fare i versi di Alda.
Info utili
- Indirizzo: Teatro di Villa Lazzaroni, Via Appia Nuova 522 / Via Tommaso Fortifiocca 71 (ingresso parcheggio gratuito), Roma.
- Date: Venerdì 6, Sabato 7 e Domenica 8 Febbraio 2026.
- Orari: Venerdì ore 21:00; Sabato ore 19:00; Domenica ore 17:30.
- Contatti per il pubblico: Tel. 392 4406597.
(Foto: Giorgia Trasselli; ph Luca Brunetti)
