- Cosa: Anteprima nazionale del film Le cose non dette con Gabriele Muccino, Miriam Leone e Carolina Crescentini.
- Dove e Quando: Sabato 24 gennaio 2026 alle ore 20:30 presso l’UCI Cinemas Porta di Roma.
- Perché: Un’occasione esclusiva per incontrare il regista e il cast protagonista di un’intensa riflessione corale sui legami umani.
Il cinema italiano si prepara a un nuovo capitolo firmato da uno dei suoi autori più celebri e amati. Sabato 24 gennaio 2026, la Capitale ospiterà un evento di grande rilievo per gli appassionati del grande schermo: l’anteprima di Le cose non dette, l’ultima fatica cinematografica di Gabriele Muccino. La cornice scelta per questo debutto è l’UCI Cinemas Porta di Roma, dove il regista tornerà a dialogare con il suo pubblico, accompagnato dalle due straordinarie attrici protagoniste, Miriam Leone e Carolina Crescentini. Si tratta di un appuntamento atteso non solo per il valore artistico della pellicola, ma per la possibilità di approfondire dal vivo le tematiche di un’opera che promette di scavare a fondo nell’animo umano.
L’evento si terrà nella prestigiosa Sala XL del complesso, uno spazio pensato per offrire il massimo coinvolgimento sensoriale, ideale per accogliere un film che fa della tensione emotiva e della parola il suo centro nevralgico. La proiezione, prevista per le ore 20:30, sarà preceduta o seguita da un incontro con gli artisti, permettendo agli spettatori di scoprire i segreti del set e le ispirazioni che hanno guidato la scrittura di questa nuova storia. Per Muccino, Roma rappresenta da sempre il palcoscenico ideale per raccontare le fragilità della classe borghese, e questa anteprima si configura come un ritorno a casa carico di significato e aspettative.
Il ritorno alla dimensione corale
Con Le cose non dette, Gabriele Muccino riabbraccia la struttura corale che ha caratterizzato i suoi successi più grandi, da L’ultimo bacio a A casa tutti bene. Il regista si conferma un maestro nel tessere trame dove i destini di più personaggi si intrecciano inesorabilmente, creando un mosaico di sentimenti, errori e speranze. Al centro del racconto troviamo Carlo ed Elisa, interpretati rispettivamente da un cast che promette scintille. Carlo è un professore universitario e uno scrittore che attraversa un momento di profonda crisi creativa, mentre Elisa è una giornalista di successo, stimata a livello internazionale. Nonostante una vita apparentemente brillante e colma di successi professionali, il loro legame sembra aver perso la scintilla originaria, scivolando in una routine fatta di silenzi e abitudini consolidate.
Questa dimensione collettiva permette al regista di esplorare non solo la crisi di una singola coppia, ma di riflettere su come i rapporti umani si evolvano o si deteriorino sotto il peso del tempo e delle aspettative. La coralità si espande con l’ingresso in scena degli amici di sempre, Anna e Paolo, che insieme alla figlia adolescente Vittoria, partono con i protagonisti per un viaggio in Marocco. Questo spostamento geografico diventa il pretesto per una migrazione interiore: lontano dalle certezze della vita romana, i personaggi si ritrovano nudi di fronte alle proprie insicurezze. Il paesaggio lontano, caldo e quasi immobile, funge da reagente chimico che accelera i processi di rivelazione e trasformazione dei rapporti, portando a galla tutto ciò che per anni è stato taciuto.
Segreti e crepe nell’apparente perfezione
Il cuore pulsante della narrazione risiede nella sottile linea d’ombra che separa ciò che mostriamo al mondo da ciò che custodiamo gelosamente nel privato. Le cose non dette suggerisce che nessuna stabilità sia definitiva e che basti una crepa minuscola per far crollare edifici esistenziali costruiti in decenni. Il film si insinua nelle dinamiche irrisolte, nei segreti inconfessabili e in quegli sguardi che, improvvisamente, confondono i confini tra amicizia, amore e attrazione. La presenza della giovane Blu, una studentessa di filosofia di Carlo, agisce come elemento perturbatore. La sua figura misteriosa e vitale accende nuove tensioni e interrogativi, costringendo il gruppo di adulti a fare i conti con rimpianti e desideri mai sopiti.
Muccino utilizza la macchina da presa per pedinare i suoi personaggi, catturando ogni fremito e ogni incertezza. Il viaggio in Marocco si trasforma così in una sorta di confessionale a cielo aperto, dove il silenzio del deserto amplifica le voci della coscienza. Il film invita lo spettatore a riflettere su un tema universale e inquietante: la possibilità di non conoscere mai davvero chi ci sta accanto, nonostante anni di convivenza e condivisione. La pellicola esplora il concetto di “scelta” e di quanto le decisioni non prese finiscano per definire la nostra identità tanto quanto quelle portate a termine. È un cinema che non ha paura del confronto frontale con il dolore e la passione, tipico della cifra stilistica mucciniana.
Un cast d’eccellenza per una storia di sentimenti
La forza di un film basato sulle relazioni risiede inevitabilmente nella qualità della recitazione, e in questo caso il regista ha potuto contare su interpreti di primo piano del panorama italiano. Miriam Leone e Carolina Crescentini portano sullo schermo due figure femminili complesse, capaci di esprimere sfumature diverse della forza e della vulnerabilità. La loro presenza all’anteprima romana sottolinea il legame profondo tra gli attori e il progetto, un lavoro di squadra che mira a restituire verità e naturalezza a dialoghi intensi e spesso taglienti. La sinergia tra il cast e la regia sembra essere stata fondamentale per costruire quel clima di tensione che percorre tutta la durata dell’opera.
La scelta del Marocco come ambientazione aggiunge un valore estetico e simbolico non indifferente. La contrapposizione tra la Roma intellettuale e frenetica e l’immobilità suggestiva dei paesaggi nordafricani crea un contrasto visivo che riflette il tumulto interno dei protagonisti. Attraverso una fotografia curata e una colonna sonora che accompagna i picchi emotivi della storia, Muccino firma un’opera che ambisce a restare nel cuore del pubblico, stimolando una discussione che prosegue anche dopo l’uscita dalla sala. Le cose non dette è, in definitiva, un invito a guardarsi dentro con onestà, accettando la fragilità delle costruzioni umane e la bellezza, a volte crudele, della verità.
Info utili
- Data: Sabato 24 gennaio 2026
- Orario: 20:30
- Luogo: UCI Cinemas Porta di Roma (Sala XL)
- Indirizzo: Via Alberto Lionello, 201, Roma
- Biglietti: Acquistabili presso le casse del cinema o sul portale web di UCI Cinemas.
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