- Cosa: Un palinsesto di oltre 40 eventi tra concerti, teatro, proiezioni e mostre per onorare le vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste.
- Dove e Quando: In tutta la città di Roma, in teatri, biblioteche e cinema, fino al 5 febbraio 2026.
- Perché: Per trasformare il ricordo storico in una coscienza collettiva viva, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni.
Roma si ferma per ricordare, ma soprattutto per costruire. In occasione del Giorno della Memoria 2026, la Capitale ha inaugurato una stagione di riflessione profonda che non si limita alla commemorazione rituale, ma punta a un coinvolgimento attivo della cittadinanza. Il progetto, dal titolo evocativo Memoria genera Futuro, propone un percorso capillare che attraversa l’intera città, dal centro alle periferie, per mantenere viva la voce dei testimoni e riaffermare quei valori di libertà e rispetto della dignità umana che sono l’antidoto a ogni forma di discriminazione odierna.
Fino al 5 febbraio, gli spazi culturali romani si trasformano in luoghi di testimonianza. Non si parla solo della tragedia ebraica, pilastro imprescindibile della memoria, ma lo sguardo si allarga per includere tutte le vittime della ferocia nazifascista: Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, militari e oppositori politici. È un mosaico di cultura e impegno civile promosso dall’Assessorato alla Cultura e da numerose istituzioni cittadine, volto a creare un argine contro l’indifferenza attraverso la potenza dell’arte, della letteratura e della musica.
Le nuove generazioni al centro del ricordo
Il cuore pulsante di questa edizione è il dialogo con i più giovani, destinatari privilegiati di un passaggio di testimone sempre più urgente man mano che le voci dirette dei sopravvissuti si affievoliscono. Un momento cruciale di questo percorso formativo si terrà all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Qui, studentesse e studenti incontreranno la storia viva attraverso la presentazione del volume Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino, curato dalla Fondazione Museo della Shoah.
L’evento ripercorre la vicenda drammatica e toccante di Nando Tagliacozzo, scampato al rastrellamento del 16 ottobre 1943 grazie alla casualità di una porta non aperta, mentre la sua famiglia veniva deportata. La sua testimonianza, legata alla figura della sorellina Ada, catturata a soli otto anni e mai più tornata da Birkenau, rappresenta un doloroso spaccato della storia romana. Raccontare queste storie nelle scuole e negli auditorium non è solo un atto di pietà storica, ma un’opportunità educativa per trasformare le ferite del passato in una consapevolezza capace di leggere e interpretare le ingiustizie del presente. Le biblioteche civiche, inoltre, offriranno laboratori e letture di albi illustrati per spiegare la Shoah anche ai più piccoli, con delicatezza e verità.
Il teatro e la musica come atti di resistenza
Il programma culturale si distingue per la capacità di utilizzare i linguaggi dell’arte come veicoli emotivi di memoria. La musica, spesso compagna o vittima delle tragedie del Novecento, risuonerà in diversi luoghi della città. Di particolare rilievo è il concerto previsto al MuSA, il Museo degli Strumenti Musicali, dove verranno eseguite opere di Mieczyslaw Weinberg, compositore la cui esistenza fu devastata dallo sterminio della sua famiglia per mano nazista. Anche la Biblioteca Casa delle Letterature ospiterà recital di repertorio ebraico, unendo le note di Avinu Malkeinu ai classici della musica colta europea, in un abbraccio simbolico tra culture.
Sul fronte teatrale, la narrazione si fa corpo e voce per illuminare pagine di storia locale e internazionale spesso trascurate. Il Teatro Villa Pamphilj ospiterà Nido di vespe, una rappresentazione potente sul rastrellamento del Quadraro, operazione che colpì duramente la resistenza romana e la popolazione civile. Al Teatro Tor Bella Monaca, invece, andrà in scena Bent, un’opera fondamentale per comprendere la persecuzione degli omosessuali, costretti a indossare il triangolo rosa e a subire una disumanizzazione feroce. Questi spettacoli non sono semplice intrattenimento, ma documenti viventi che restituiscono dignità a chi fu perseguitato non solo per la sua religione, ma per il suo orientamento sessuale o per la sua opposizione politica al regime.
Cinema e percorsi urbani: la memoria visibile
Il cinema si conferma uno strumento essenziale per l’approfondimento storico, con una rassegna che spazia dai capolavori riconosciuti ai documentari di ricerca. La proiezione de La Tregua di Francesco Rosi, prevista sia al Nuovo Cinema Aquila che alla Casa del Cinema, riporta sullo schermo il difficile viaggio di ritorno di Primo Levi, metafora della faticosa riconquista della vita dopo l’orrore. Di grande impatto anche la scelta di proiettare Paragraph 175 al MACRO, un documentario che dà voce ai sopravvissuti alla persecuzione omosessuale durante il Terzo Reich, rompendo decenni di silenzio storiografico.
Oltre alle sale buie, la memoria si fa strada per le vie della città attraverso itinerari e mostre. Il Goethe-Institut propone un’interessante esposizione delle tavole di Barbara Yelin, che indaga il confine tra biografia personale e storia collettiva attraverso il fumetto. Parallelamente, visite guidate all’antico Ghetto ebraico permetteranno di leggere le pietre di Roma, ricostruendo secoli di segregazione ma anche di resilienza di una comunità che è parte integrante dell’identità capitolina. Camminare per questi luoghi, oggi, significa riappropriarsi di una topografia della memoria necessaria per non smarrire la rotta nel futuro.
Info utili
- Periodo: Dal 22 gennaio al 5 febbraio 2026.
- Prenotazioni: Molti eventi sono gratuiti fino a esaurimento posti, ma è spesso consigliata o obbligatoria la prenotazione.
- Contatti telefonici: 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19).
- Online: Programma completo e aggiornamenti su www.culture.roma.it.
- Social: Seguire l’hashtag #MemoriaGeneraFuturo2026.
(Foto: Goethe Institut, Hanna Arendt; © Heimatfilm)
