Tocca subito dire che tali sculture risalgono, in realtà, al 1929, anno in cui Cataldi le realizzò in modo tale da abbellire la facciata dello Stadio Nazionale, poi intitolato Stadio Torino, in ricordo del tragico incidente di Superga in cui morirono i giocatori della squadra di calcio del Torino. Nel 1957 quella struttura fu, tuttavia, demolita del tutto e sostituita dall’attuale Stadio Flaminio, progettato dall’architetto Pier Luigi Nervi, per le Olimpiadi di Roma del 1960. Si tratta di statue alte due metri e mezzo e simboleggiano ciascuna uno sport attraverso la rappresentazione di imponenti atleti immersi a svolgere la propria disciplina agonistica.
Il restauro è avvenuto sotto la direzione congiunta degli Uffici Ministeriali della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale di Roma, d’intesa con la Sovrintendenza Capitolina.
Si è, in particolare, pensato a pulire le sculture ed a mettere una patina protettiva sui basamenti.
Gli interventi sono stati finanziati dal senatore Luigi Ramponi in onore ed in memoria della moglie, la Prof.ssa Eugenia Matteucci Ramponi.
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