- Cosa: Lo spettacolo teatrale Agenzia Cyrano, scritto da Laura Grimaldi e Andrea Papale.
- Dove e Quando: Al Teatro Trastevere di Roma, dal 24 febbraio al 1 marzo 2026.
- Perché: Una commedia brillante e surreale sulla difficoltà di comunicare e sulla ricerca della verità nell’era dei discorsi pronti all’uso.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di una nuova, intrigante proposta che mette al centro il potere — e talvolta l’inganno — della parola scritta. Dal 24 febbraio al 1 marzo 2026, il Teatro Trastevere ospita Agenzia Cyrano, una produzione firmata dalla compagnia Parzialmente Scremati. Lo spettacolo, nato dalla penna di Laura Grimaldi e Andrea Papale, si addentra con ironia e sensibilità nelle dinamiche della comunicazione contemporanea, esplorando quel sottile confine che separa ciò che diciamo da ciò che realmente proviamo. In un’epoca dominata dai messaggi veloci e dalle immagini filtrate, il testo riporta l’attenzione sulla costruzione del discorso e sull’impatto che il linguaggio ha sulle relazioni umane.
La vicenda ruota attorno a un’attività commerciale decisamente insolita: un’agenzia specializzata nel fornire parole a chi non ne ha. Che si tratti di una dichiarazione d’amore appassionata, di un addio che non lasci spazio a recriminazioni o di un elogio funebre toccante, i protagonisti di questa storia si propongono come i “ghostwriter” dei sentimenti altrui. L’opera si inserisce nel solco della tradizione della commedia degli equivoci, ma con una profondità tematica che invita alla riflessione sulla sincerità e sull’autenticità dei rapporti sociali in un mondo sempre più mediato da schermi e formalismi.
Un ufficio fuori dagli schemi tra razionalità e istrionismo
Il cuore pulsante di Agenzia Cyrano è rappresentato dai due soci che gestiscono questa bizzarra impresa. La struttura narrativa si regge sul contrasto psicologico e caratteriale tra i due protagonisti, interpretati da un cast dinamico composto da Eugenio Banella, Federico Capponi, Edoardo La Rosa, Elisa Luciano e Francesco Romano. Da una parte troviamo una figura istrionica e teatrale, un uomo che vive costantemente sopra le righe e che vede la vita come un palcoscenico permanente; dall’altra, un socio razionale e metodico, ossessionato dalla verità e costituzionalmente incapace di mentire.
Questo dualismo non è solo una fonte inesauribile di gag comiche, ma rappresenta anche il cuore del conflitto filosofico dello spettacolo. Come può un uomo che non sa mentire vendere parole scritte per conto terzi? L’equilibrio precario tra queste due visioni del mondo viene messo a dura prova dall’arrivo di clienti improbabili, ognuno portatore di una richiesta più assurda della precedente. Le situazioni surreali che si vengono a creare spingono i personaggi e il pubblico a interrogarsi se sia possibile trasmettere una verità profonda utilizzando parole confezionate da qualcun altro, proprio come il mitico Cyrano de Bergerac faceva per il suo Cristiano.
La regia di Federico Capponi: tra ritmo e fragilità
La messa in scena, curata da Federico Capponi, punta a valorizzare la natura dinamica ed essenziale del testo. Le note di regia sottolineano come i personaggi utilizzino spesso i discorsi e le parole come vere e proprie barriere protettive, delle “scorciatoie” per evitare di mostrare la propria vulnerabilità. La sfida registica si è concentrata nel trovare il punto di incontro ideale tra la comicità dichiarata e quei momenti di fragilità intima che emergono quando le maschere iniziano a incrinarsi. L’obiettivo è quello di non ingabbiare gli attori, ma di lasciarli fluire all’interno di una struttura ritmica serrata che esalti la relazione viva tra i personaggi sul palco.
Il lavoro della compagnia Parzialmente Scremati si distingue per una ricerca basata sull’ascolto reciproco e sulla precisione dei tempi comici. In Agenzia Cyrano, la risata non è mai fine a se stessa, ma nasce dall’urgenza della scena e dalla paradossalità della condizione umana. La regia fluida accompagna lo spettatore attraverso dialoghi incalzanti, permettendo alla narrazione di scivolare con leggerezza verso temi più complessi, come la paura del giudizio e la difficoltà di essere autentici in una società che richiede performance comunicative sempre impeccabili.
Una riflessione sull’urgenza di comunicare davvero
Oltre il velo della commedia surreale, lo spettacolo lancia una provocazione quanto mai attuale: abbiamo ancora la capacità di parlare con il cuore o abbiamo bisogno di un manuale d’istruzioni per ogni emozione? Agenzia Cyrano diventa così una metafora della nostra contemporaneità, dove spesso preferiamo delegare la nostra espressione a modelli predefiniti piuttosto che rischiare l’errore o l’imbarazzo di una parola fuori posto ma sincera. Gli equivoci che costellano la trama non sono solo espedienti narrativi, ma rappresentano i cortocircuiti comunicativi che ognuno di noi sperimenta quotidianamente.
Il palcoscenico del Teatro Trastevere, con la sua atmosfera accogliente e la sua storia legata al teatro di ricerca e di qualità, rappresenta la cornice ideale per questo tipo di narrazione. La vicinanza tra attori e pubblico favorisce quell’ascolto profondo che la regia di Capponi ha posto come base del progetto. Assistere a questo spettacolo significa immergersi in un vortice di parole che, pur essendo nate per “nascondere”, finiscono inevitabilmente per rivelare la natura più vera e fragile dell’essere umano, regalando al pubblico un’esperienza di intrattenimento intelligente e mai banale.
Info utili
- Indirizzo: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
- Orari: Giorni feriali ore 21:00, festivi ore 17:30
- Biglietti: Intero 13,00 € – Ridotto 10,00 €
- Note: È prevista la tessera associativa
- Contatti: 06 5814004 – 328 3546847
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
