- Cosa: Una visita guidata speciale condotta dall’artista Claudio Palmieri e da un archeologo alla scoperta del sito e della mostra Apparizioni.
- Dove e Quando: Sabato 14 febbraio 2026, ore 10:00, presso le Case Romane del Celio (Via Clivo di Scauro, Roma).
- Perché: Un’occasione unica per esplorare i sotterranei di Roma attraverso un dialogo suggestivo tra reperti antichi e scultura contemporanea.
L’amore per la storia e quello per l’arte si fondono in un appuntamento imperdibile nel cuore della Capitale. Per il prossimo sabato 14 febbraio, in occasione della festa degli innamorati, CoopCulture propone un evento straordinario che trasforma una semplice visita culturale in un’esperienza immersiva e multisensoriale. Le Case Romane del Celio, uno dei tesori più preziosi e affascinanti della Roma ipogea, aprono le proprie porte per una mattinata dedicata alla bellezza, dove il fascino dell’antico incontra la forza espressiva della scultura contemporanea del Maestro Claudio Palmieri.
Questo evento non è solo una celebrazione del sentimento, ma un omaggio alla città eterna e alla sua capacità di rigenerarsi attraverso il tempo. I visitatori avranno il privilegio di essere accompagnati in un percorso a due voci: da un lato la precisione scientifica e il racconto storico di un archeologo del complesso, dall’altro la visione poetica e la sensibilità dell’artista Palmieri. È un’opportunità rara per comprendere come la materia moderna possa dialogare con pietre millenarie, creando un ponte invisibile ma palpabile tra epoche distanti, in un luogo dove il passaggio dal paganesimo al cristianesimo è ancora impresso su ogni parete.
Il dialogo tra antico e contemporaneo nella mostra Apparizioni
Al centro dell’iniziativa troviamo la mostra Apparizioni. 21 sculture di Claudio Palmieri, curata da Romina Guidelli. L’allestimento non è una semplice esposizione, ma una vera e propria “occupazione” artistica di uno spazio architettonico senza eguali. Le ventuno sculture selezionate per l’occasione rappresentano un viaggio attraverso quarant’anni di carriera del Maestro, abbracciando un arco temporale che va dal 1987 ai giorni nostri. Queste opere, eterogenee e polimateriche, sono state scelte per la loro capacità di apparire come entità vive e pulsanti, capaci di abitare gli ambienti storici con una naturalezza sorprendente.
Le sculture di Palmieri si integrano tra i vasti ambienti che un tempo ospitavano botteghe, magazzini e poi una lussuosa dimora signorile. La ricerca dell’artista si focalizza sulla materia intesa come organismo in evoluzione, un concetto che trova una sponda perfetta nella stratificazione storica delle Case Romane. Passeggiando tra le opere, si percepisce il potenziamento delle abilità tecniche e l’evoluzione della ricerca estetica di un protagonista della Nuova Scuola Romana, il cui lavoro è da sempre caratterizzato dalla contaminazione tra diversi linguaggi espressivi, dalla pittura alla fotografia fino alle performance sonore.
Un viaggio ancestrale: il ritorno di Claudio Palmieri al Celio
Per l’artista, esporre in questo luogo ha il sapore di un ritorno alle origini, quasi un cerchio che si chiude. Palmieri racconta infatti di aver visitato queste domus per la prima volta durante l’adolescenza, in modo quasi avventuroso, esplorando con una candela in mano il buio ignoto delle cave del Tempio di Claudio. Quell’esperienza giovanile, definita come un viaggio ancestrale attraverso passaggi stretti e grotte esoteriche, è rimasta impressa nella sua memoria creativa, influenzando probabilmente la sua percezione della forma e dello spazio.
Oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, quell’incontro si celebra nuovamente con una consapevolezza diversa. L’invito a installare le proprie opere verticali in questo scrigno archeologico è stato vissuto dall’artista come una “chiamata simbolica”. La mostra diventa dunque uno strumento per reinterpretare, attraverso la materia scultorea, quei ricordi remoti. È un incontro tra memoria personale, tempo collettivo e creazione artistica, dove le opere diventano ponti tra il vissuto dell’autore e la storia millenaria della città, offrendo al pubblico una chiave di lettura emozionale e profondamente umana del patrimonio culturale.
La magia sotterranea delle Case Romane del Celio
Le Case Romane del Celio, situate sotto la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, rappresentano una tappa fondamentale per chiunque voglia comprendere la complessità della Roma antica. Insieme agli scavi di San Clemente, costituiscono uno degli esempi più straordinari di conservazione di ambienti affrescati. Il sito racconta oltre quattro secoli di storia, documentando in modo visibile la trasformazione di un’insula (un edificio popolare a più piani) in un’elegante domus di età tardo-antica. Qui la convivenza tra elementi pagani e simbologia cristiana è tangibile, rendendo il complesso un luogo di immenso valore non solo artistico, ma anche religioso.
Visitare questi spazi durante il giorno di San Valentino aggiunge una nota di suggestione a un percorso già di per sé magico. Tra gli affreschi più belli della tarda romanità, i visitatori potranno perdersi in un dedalo di stanze cariche di energia, dove ogni angolo rivela un dettaglio prezioso o un’opera di Palmieri pronta a scatenare una riflessione. L’iniziativa di CoopCulture permette così di vivere il patrimonio culturale come una realtà viva, non confinata nel passato, ma capace di ispirare nuove visioni e di accogliere le espressioni più alte dell’ingegno contemporaneo.
Info utili
- Luogo: Case Romane del Celio, Via Clivo di Scauro, Roma.
- Data e Orario: Sabato 14 febbraio 2026, ore 10:00.
- Costo: La visita guidata è gratuita; è richiesto esclusivamente l’acquisto del biglietto d’ingresso al sito archeologico.
- Partecipazione: Max 30 persone, prenotazione obbligatoria tramite il sito ufficiale di CoopCulture.
- Durata mostra: L’esposizione Apparizioni sarà visitabile fino al 22 marzo 2026.
(in foto: Claudio Palmieri, Forma aliena Forma biomorfa Pianta solfurea)
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