- Cosa: Lo spettacolo teatrale Amori al Royal Hotel, commedia amara e brillante.
- Dove e Quando: Al Teatro Testaccio di Roma, dal 23 al 25 gennaio 2026.
- Perché: Un riadattamento originale del genio di Neil Simon ambientato nel cuore della Capitale.
Il sipario del Teatro Testaccio si prepara ad alzarsi su una delle produzioni più attese della stagione invernale romana. Giorgio Gori, figura poliedrica del panorama teatrale capitolino, torna a calcare le scene con Amori al Royal Hotel, un’opera che promette di mescolare la sapida ironia anglosassone con il calore e le contraddizioni tipiche della realtà italiana. Lo spettacolo non è solo un omaggio al grande drammaturgo americano Neil Simon, ma rappresenta una vera e propria sfida creativa: trasporre le nevrosi e i sentimenti nati nell’iconico Appartamento al Plaza di New York tra le mura di una lussuosa camera d’albergo nel cuore di Roma.
L’operazione culturale portata avanti da Gori si inserisce in un solco di continuità artistica che vede il regista impegnato nell’esplorazione dei rapporti umani attraverso la lente della commedia sofisticata. La scelta di ambientare le vicende all’interno dell’Hotel Royal non è casuale; l’albergo diventa un non-luogo, uno spazio sospeso dove le maschere sociali dei protagonisti cadono, lasciando emergere verità scomode, fragilità e desideri repressi. In questo contesto, la regia si avvale di un raffinato disegno luci che scandisce il ritmo narrativo, fungendo da ponte invisibile tra i diversi episodi che compongono la trama.
Tre storie, un’unica stanza: la poetica di Neil Simon in salsa romana
La struttura dello spettacolo ricalca la celebre tripartizione dell’opera originale, offrendo al pubblico tre spaccati di vita diametralmente opposti ma uniti dallo stesso palcoscenico. La narrazione si snoda attraverso tre racconti d’amore che esplorano le diverse fasi della vita di coppia: si inizia con la crisi di due sposi alle prese con la stanchezza del tempo, si prosegue con la passione clandestina di due amanti e si conclude con la concitata gestione di due genitori nel giorno del fatidico “sì” della figlia. Ogni frammento è un microcosmo a sé stante, capace di passare con estrema naturalezza dalla comicità grottesca alla riflessione esistenziale più profonda.
L’adattamento curato da Giorgio Gori mira a creare un cortocircuito emotivo tra lo humour tagliente di Simon e la gestualità tipicamente nostrana. I dialoghi, serrati e brillanti, mantengono intatta l’impronta psicologica dei personaggi originali, ma vengono arricchiti da sfumature che rendono le situazioni immediatamente riconoscibili per il pubblico italiano. Questa commistione permette di esplorare le piccole meschinità e le grandi tenerezze quotidiane, restituendo uno sguardo ironico ma autentico su come le persone affrontano i cambiamenti e le sfide dei legami affettivi.
Una regia tecnica per liberare l’attore
Dietro la facciata della commedia brillante si cela una precisa volontà tecnica e pedagogica. Come dichiarato dallo stesso regista, la messa in scena di Amori al Royal Hotel nasce dal desiderio di offrire agli interpreti uno spazio di espressione che esuli dai canoni classici della comicità televisiva o di largo consumo. L’obiettivo è far ridere lo spettatore stimolando contemporaneamente il pensiero critico, evitando soluzioni scontate e puntando tutto sulla qualità della recitazione e sulla verità del momento. Il cast, guidato da Gori insieme ad Achiropita Dalila Bosco e con la partecipazione straordinaria di Simona di Sarno, lavora in sottrazione per far emergere l’umanità dei personaggi.
La filosofia che muove l’intero progetto è racchiusa nel concetto di “scala di valori”. In un’epoca dominata dal tutto e subito, lo spettacolo invita a fermarsi e a osservare come le piccole cose siano spesso le più preziose e le più facili da perdere se non curate con attenzione. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di una riflessione sulla necessità di costruire successi personali e sentimentali basati sulla solidità e non sull’apparenza. La scenografia di Alice Battilani e la cura grafica di Valedia Adinolfi contribuiscono a creare quell’atmosfera sospesa e ovattata necessaria per far fiorire i complessi intrecci amorosi ideati da Simon e reinterpretati da Gori.
L’eredità culturale e il valore dell’ironia
Portare in scena Neil Simon oggi significa confrontarsi con un maestro della parola che ha saputo descrivere come nessun altro la classe media del ventesimo secolo. Gori ne raccoglie l’eredità, traslandola nel ventunesimo secolo romano e dimostrando l’universalità delle tematiche trattate. Che si tratti di gelosie, di incomprensioni generazionali o di sogni infranti, il Royal Hotel diventa il teatro del mondo, dove ogni spettatore può ritrovare un pezzetto della propria storia o dei propri timori.
L’evento al Teatro Testaccio si preannuncia quindi come un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro di parola e per chiunque desideri passare una serata tra risate e introspezione. La forza di Amori al Royal Hotel risiede proprio in questo equilibrio precario: saper ridere delle proprie disgrazie senza mai svilirle, trasformando la camera di un albergo in un rifugio dove, tra una battuta e l’altra, è possibile riscoprire il valore autentico del volersi bene.
Info utili
- Prezzo biglietto: € 15,00 (inclusa tessera associativa annuale)
- Orari spettacoli:
- Venerdì 23 gennaio 2026: ore 20.30
- Sabato 24 gennaio 2026: ore 20.30
- Domenica 25 gennaio 2026: ore 18.00
- Indirizzo: Teatro Testaccio – Via Romolo Gessi, 8 – 00153 Roma
- Contatti: Cell. 348.960.2600
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
