- Cosa: Lo spettacolo teatrale Petrolio, scritto, diretto e interpretato da Ulderico Pesce.
- Dove e Quando: Teatro di Villa Lazzaroni, Roma; domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17:30.
- Perché: Un’opera di forte impegno civile che indaga le contraddizioni del progresso e l’impatto ambientale delle estrazioni petrolifere in Basilicata.
L’impegno civile torna a farsi sentire con forza sul palcoscenico romano del Teatro di Villa Lazzaroni. Domenica 11 gennaio 2026, la scena sarà interamente occupata da Petrolio, l’opera magistrale di e con Ulderico Pesce. Questo spettacolo non è soltanto una rappresentazione teatrale, ma un viaggio antropologico e sociale che scava nelle viscere della terra lucana, portando alla luce le speranze e le tragedie di un territorio trasformato per sempre dalla scoperta dell’oro nero. Attraverso una narrazione potente e viscerale, Pesce si conferma uno dei narratori più autentici del nostro tempo, capace di trasformare dati di cronaca in poesia civile.
L’appuntamento si inserisce in una programmazione che punta a valorizzare il teatro come strumento di riflessione collettiva. La vicenda di Petrolio è una storia di promesse tradite, di cambiamenti radicali e di una natura che reclama il suo spazio contro l’invasione industriale. Il protagonista ci conduce per mano in una realtà dove il benessere economico, sbandierato per decenni come un destino inevitabile, si scontra con la dura realtà dei danni ambientali e delle conseguenze sulla salute pubblica.
La Basilicata tra speranza e disillusione
Il cuore della narrazione batte nella Val d’Agri, una terra che negli anni Novanta ha vissuto un momento di euforia collettiva. L’arrivo dell’Eni e l’apertura del più grande giacimento petrolifero del continente europeo furono accolti come una vera e propria benedizione divina. Per una regione storicamente segnata dall’emigrazione e dalla povertà, il Centro Oli rappresentava molto più di una fabbrica: era l’approdo sicuro, il lavoro stabile, la possibilità concreta di riscatto sociale per intere generazioni che fino a quel momento avevano guardato altrove per costruire il proprio futuro.
In questo contesto si muove Giovanni, la figura centrale che incarna le aspirazioni di un intero popolo. Per lui, trovare impiego proprio in quel complesso industriale significava finalmente poter “metter su famiglia” e guardare al domani con serenità. Il Centro Oli era visto come la vita stessa, il motore di una modernità che sembrava non poter avere lati oscuri. Tuttavia, con il passare degli anni, quella che era stata salutata come una fortuna si è rivelata una trasformazione profonda e irreversibile del tessuto identitario e naturale della regione.
Il prezzo dell’oro nero e la Lucania Saudita
Il racconto di Ulderico Pesce prosegue analizzando come la terra lucana sia stata lentamente trasformata in una sorta di Lucania Saudita. Con un’estrazione quotidiana che sfiora i centomila barili di petrolio, l’impatto sul territorio è diventato insostenibile. La ricchezza promessa si è scontrata con un bilancio drammatico: un alto indice di mortalità tumorale e danni ambientali che gli esperti definiscono ormai irreversibili. Le illusioni di un benessere diffuso hanno lasciato il posto a una consapevolezza amara, dove il profitto di pochi si è tradotto in una perdita incalcolabile per la comunità locale.
Attraverso la performance di Pesce, lo spettatore viene messo di fronte alle contraddizioni di un sistema che sacrifica la salute e l’ambiente sull’altare dell’energia. L’attore e regista lucano non si limita alla denuncia, ma scava nelle emozioni dei personaggi, rendendo tangibile il senso di tradimento provato da chi, come Giovanni, ha creduto fermamente in quel modello di sviluppo. Lo spettacolo diventa così un atto di resistenza culturale, un modo per non dimenticare che ogni barile estratto porta con sé un peso che non può essere misurato solo in termini monetari.
Un teatro necessario per la coscienza civile
Portare Petrolio a Roma, in un contesto come quello di Villa Lazzaroni, significa offrire alla capitale un’occasione di confronto su temi che riguardano l’intera nazione e non solo una singola regione. La questione energetica, la tutela del paesaggio e il diritto alla salute sono pilastri della nostra democrazia che il teatro di narrazione riesce a indagare con una profondità preclusa ad altri media. Ulderico Pesce utilizza il palcoscenico come una piazza pubblica, dove la parola si fa azione e la memoria diventa uno strumento per interpretare il presente.
L’interpretazione magistrale di Pesce, densa di sfumature dialettali e gestualità antica, restituisce dignità alle vittime silenziose di questo processo industriale. Petrolio è un’opera che interroga le nostre coscienze, chiedendoci quale sia il vero costo del nostro stile di vita e quanto siamo disposti a sacrificare in nome del progresso tecnologico. Un’esperienza teatrale necessaria, che lascia il segno e invita al dibattito ben oltre la caduta del sipario.
Info utili
- Luogo: Teatro di Villa Lazzaroni, Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (Roma)
- Data: Domenica 11 gennaio 2026
- Orario: 17:30
- Parcheggio: Gratuito presso l’ingresso di Via Tommaso Fortifiocca, 71
- Contatti: 392 4406597
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