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La principessa e il ranocchio

principessa_1L’atteso film animato natalizio della Disney sta affascinando grandi e piccoli, grazie a personaggi più simili a quelli delle fiabe del passato, e a una storia che fa sognare.
La principessa Tiana bacia l’immancabile ranocchio, ma i tempi sono cambiati, e si troverà ad affrontare situazioni incredibili, dove dovrà distinguersi con la sua forza e le sue capacità. Saltello dopo saltello, tra le paludi della Lousiana, Tiana non smette mai di inseguire il proprio sogno.
Storia di una delle poche principesse dalla pelle nera, perché, a volte, i sogni si realizzano veramente…

principessa_2Sarà un trionfo del disegno a mano, La principessa e il ranocchio, del 2D puro. Una sfida di non poco conto, se si considera che l’ideatore, John Lasseter, è un maestro del cartone animato tridimensionale, con il quale ha portato sullo schermo Up, grande successo a livello mondiale.
Non si tratta però di un ritorno allo stile Biancaneve e i sette nani prima maniera, ma piuttosto ad una grafica che disegna personaggi più tradizionalmente fiabeschi, e ad un’ambientazione più soft, lontana dalla grinta e dall’irrefrenabilità di Toy story e Monsters.
Chissà se questo ritorno alla tradizione, che avviene anche in altri ambiti, oltre a quello cinematografico, non sia da ricondursi al delicato momento storico che stiamo vivendo, dove molti preferiscono forme espressive già note, che trovano più rassicuranti, piuttosto che innovazioni all’avanguardia, ma sconosciute.

Quello di Lasseter non è però un ritorno alle atmosfere dei cartoni d’esordio della Disney. Basta guardare il film, per rendersi conto con quale cura e abilità sia stata disegnata ogni singola figura, ogni dettaglio.
E’ questa la firma del creativo Disney, che fin da piccolo disegnava con la mano guidata dalla passione incontenibile che solo i bambini possono avere, e che l’ha portato a diventare uno dei più grandi disegnatori del mondo.
‘I miei sono film, non cartoni’, tiene infatti a sottolineare, e così sembra aver pensato anche la giuria del Festival del  Cinema di Venezia, dove è stata presentata l’anteprima del trailer de La principessa e il ranocchio, consegnandogli lo scorso settembre il Leone d’oro alla carriera.

Ispirato alla favola dei fratelli Grimm Il principe ranocchio, il nuovo film della Disney racconta la storia della principessa Tiana, che bacia un ranocchio per riportarlo alla condizione di principe, ma si ritrova anche lei trasformata in rana.
I due, per uscire dalla loro condizione, dovranno affrontare mille avventure tra le paludi della Louisiana, saltellando sulle melodie jazz del premio Oscar Randy Newman.
Tiana, principessa creola, è una donna forte e decisa, figura per la quale Lasseter si è ispirato a sua moglie, e ha la pelle scura.
Non ci sono tanti altri esempi di principesse di colore, nelle fiabe, ma, come sostengono molti, la presenza di Michelle Obama alla Casa Bianca è un cambiamento destinato a lasciare il segno, uno dei pochi casi in cui la realtà anticipa la finzione cinematografica.

Anche questo spiega il successo che sta riscuotendo in questa stagione natalizia La principessa e il ranocchio, che come tutte le produzioni Disney, affascina i bambini grazie a un mondo magico e colorato, e coinvolge i più grandi nelle vicissitudini dei personaggi.
Lasseter spiega che non è una cosa voluta, ma l’elemento caratteristico delle storie semplici e senza tempo, capaci di coinvolgere tutti.
Le emozioni, d’altra parte, possono via via arricchirsi di nuove sfumature, ma non hanno età.
Chi non si è mai commosso guardando Bambi o Dumbo?
Un omaggio alla tradizione con un’importante spunto di riflessione sul presente, quello di Lasseter, perché, come dice una vecchietta alla principessa dall’aspetto di rana: “L’unica cosa che conta è quello che c’è sotto la pelle”.

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