- Cosa: La mostra collettiva “Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica”.
- Dove e Quando: Museo Crocetti, Roma (Via Cassia 492), dal 20 febbraio al 31 marzo 2026.
- Perché: Un omaggio ai 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone attraverso le opere di dieci maestri internazionali.
L’incontro tra culture distanti ma unite da una profonda sensibilità estetica trova una nuova ed emozionante sintesi nel cuore di Roma. Il Museo Crocetti si prepara a ospitare un evento espositivo di respiro internazionale che celebra il legame indissolubile tra l’Italia e il Sol Levante. La mostra collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica non è soltanto una rassegna artistica, ma un ponte ideale che attraversa 160 anni di storia diplomatica e culturale, mettendo in luce il lavoro di quegli artisti giapponesi che hanno eletto il Bel Paese a loro dimora creativa.
Curata con attenzione da Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa, l’esposizione si propone come un viaggio visivo e sensoriale che esplora come la tradizione nipponica si sia fusa con la ricerca contemporanea occidentale. Il progetto nasce per celebrare una ricorrenza solenne, l’avvio delle relazioni formali tra i due Paesi, ma lo fa guardando al presente e al futuro, concentrandosi sulla sintesi creativa di chi ha saputo trasformare l’Italia in un laboratorio di formazione e ricerca senza mai dimenticare le proprie radici millenarie.
Un dialogo millenario tra Oriente e Occidente
Il fulcro della mostra risiede nella partecipazione di dieci artisti giapponesi di fama internazionale, figure che hanno saputo costruire percorsi solidi e riconoscibili nel panorama dell’arte contemporanea. Tra i protagonisti figurano nomi come Nobushige Akiyama, Yuriko Damiani, Uemon Ikeda, Machiko Kodera, Hidetoshi Nagasawa, Kyoji Nagatani, Yoshin Ogata, Naoya Takahara, Sahoko Takahashi e Kan Yasuda. Questi autori rappresentano generazioni diverse e approcci differenti, ma sono accomunati dalla capacità di far dialogare il rigore e la spiritualità orientale con la materia e le forme della scultura e della pittura europea.
Le opere esposte spaziano attraverso una molteplicità di linguaggi espressivi che includono la pittura, la ceramica, l’installazione ambientale, la performance e la scultura monumentale. Non mancano progetti inediti e opere su carta di grande formato, che permettono al visitatore di immergersi in una pluralità di percorsi dove la memoria personale si intreccia con l’identità collettiva. Attraverso questi lavori emerge una poetica della semplicità e della contemplazione: la creazione artistica viene intesa non come un accumulo di segni, ma come un atto rivelatore capace di mostrare il sublime nella presenza autentica delle cose.
L’eredità di Venanzo Crocetti e il Giappone
La scelta del Museo Crocetti come sede dell’evento non è casuale, ma risponde a un legame storico profondo radicato nella figura del Maestro Venanzo Crocetti. Sin dagli anni Settanta, lo scultore italiano vide nel Giappone un terreno fertile di stimolo e confronto intellettuale. La sua carriera è stata segnata da numerose esposizioni in grandi centri come Tokyo, Osaka, Sendai e Sapporo, stabilendo rapporti che sono proseguiti ben oltre la sua scomparsa. La Fondazione Crocetti continua oggi a curare questo sodalizio, testimoniando quanto l’arte possa essere un linguaggio universale di pace.
Simbolo perfetto di questo dialogo è il gruppo equestre Il Giovane Cavaliere della Pace, un’opera di straordinaria intensità il cui viaggio internazionale iniziò proprio a Hiroshima nel 1989. Quel gesto non fu solo un evento espositivo, ma un potente messaggio di concordia tra i popoli che risuona ancora oggi tra le sale del museo. Vale la pena ricordare che, dopo l’Italia, il Giappone è lo Stato che conserva il maggior numero di opere di Crocetti, ospitate in spazi pubblici e musei di rilievo, confermando una stima reciproca che questa mostra intende onorare e rinnovare.
Una celebrazione di identità e sperimentazione
L’esposizione si inserisce in un contesto istituzionale di alto profilo, essendo stata realizzata con il contributo del Ministero della Cultura e potendo contare sul prestigioso patrocinio dell’Ambasciata del Giappone, della Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Tale supporto sottolinea l’importanza di riflettere sulle modalità con cui l’arte contemporanea possa agire da collante sociale e culturale in un mondo sempre più interconnesso. La mostra invita a guardare alla “penisola italica” non solo come luogo geografico, ma come spazio mentale e spirituale dove l’artista straniero trova la propria sintesi.
Visitare questa collettiva significa lasciarsi trasportare in una dimensione dove la materia — sia essa marmo, carta o ceramica — diventa soffio vitale. Ogni artista presente in catalogo porta con sé una scheggia di Giappone che, a contatto con la luce e la storia italiana, genera nuove forme di bellezza. È un’occasione rara per ammirare contemporaneamente i lavori di maestri che hanno segnato la scultura e la ricerca estetica degli ultimi decenni, offrendo al pubblico romano e internazionale una panoramica esaustiva e vibrante di cosa significhi, oggi, essere “artisti del mondo”.
Info utili
- Sede: Museo Crocetti, Via Cassia 492 – Roma
- Periodo: Dal 20 febbraio al 31 marzo 2026
- Vernissage: Venerdì 20 febbraio 2026, ore 18:00
- Orari: Da lunedì a venerdì: 11 – 13 e 15 – 19; Sabato: 11 – 19; Domenica: chiuso
- Ingresso: Gratuito
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