- Cosa: L’esposizione Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin, con oltre 80 tavole originali.
- Dove e Quando: Presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma, dal 22 gennaio al 20 marzo 2026.
- Perché: Per scoprire l’opera di una delle più autorevoli autrici di graphic novel tedesche, capace di intrecciare il destino dei singoli con la grande Storia.
Il fumetto d’autore entra prepotentemente negli spazi istituzionali della Capitale per raccontare la complessità della memoria collettiva. Il 21 gennaio 2026, il Goethe-Institut di Roma inaugura un appuntamento imperdibile per gli amanti della nona arte e della ricerca storica: la mostra dedicata a Barbara Yelin, artista tedesca di rilievo internazionale che ha saputo trasformare il linguaggio del graphic novel in uno strumento d’indagine profonda. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, segna un momento di riflessione importante, celebrando un’autrice che ha fatto del disegno un mezzo per dare voce ai silenzi del passato e corpo alle emozioni del presente.
L’inaugurazione si preannuncia come un evento culturale a tutto tondo, arricchito dalla presenza dell’artista stessa. Barbara Yelin, che da settembre vive a Roma come borsista proprio presso Villa Massimo, aprirà le porte del KunstRaum di via Savoia per guidare i visitatori tra le pieghe del suo lavoro. Oltre alla visione delle tavole, la serata inaugurale offrirà una lettura scenica bilingue, in italiano e tedesco, offrendo un assaggio della potenza narrativa che scaturisce dall’unione tra la parola scritta e il segno grafico.
La memoria attraverso le vite degli altri
Il cuore dell’esposizione si concentra sulla capacità di Yelin di indagare il terreno della biografia per ricostruire i frammenti di storie personali che diventano universali. Tra le opere principali in mostra spicca Irmina, un lavoro di finzione ispirato a vicende reali che analizza la figura di una complice passiva del nazionalsocialismo, mettendo in luce le contraddizioni tra ambizione sociale e libertà personale. Ma la ricerca dell’artista non si ferma alla finzione: le oltre 80 tavole esposte raccontano anche figure storiche di straordinario spessore come Therese Giehse, protagonista del teatro tedesco e prima attrice di Madre Coraggio, o la drammatica testimonianza di Emmie Arbel, sopravvissuta ai campi di sterminio di Ravensbrück e Bergen-Belsen.
Attraverso queste figure, l’autrice tedesca affronta il tema della resistenza e della violenza, ma anche quello della contemporaneità, come dimostra il racconto di Kidane, un immigrato eritreo nella Svizzera dei nostri giorni. Questa varietà tematica sottolinea la cifra poetica di un’artista che vede nelle vite degli altri uno specchio in cui riflettere le fratture della Storia. La capacità di Yelin di passare dal dramma dell’Olocausto alle sfide dell’immigrazione attuale dimostra una sensibilità rara, rendendo il suo lavoro una testimonianza necessaria per comprendere le dinamiche sociali che attraversano le epoche.
Il processo creativo tra schizzi e acquerelli
Un aspetto fondamentale della mostra è l’attenzione riservata alla tecnica pittorica e al processo creativo dell’autrice. Le tavole di Barbara Yelin non sono semplici illustrazioni, ma il risultato di una stratificazione di tecniche manuali che comprendono l’uso di acquerello, matite colorate, grafite e gouache. Questi materiali rimangono volutamente visibili sulla carta, restituendo al visitatore il disegno non solo come prodotto finito, ma come un vero e proprio “processo di pensiero”. Vedere gli storyboard e gli schizzi preparatori permette di entrare nel laboratorio dell’artista, comprendendo come immagini e testi si sviluppino in parallelo per arrivare alla potenza visiva finale.
Il graphic novel, nelle mani di Yelin, diventa una chiave per “dire senza dire” e “mostrare senza mostrare”. È un gioco di equilibri dove oggettività storica e soggettività emotiva si mescolano continuamente. La sua sperimentazione visiva, che pur mantenendo una struttura narrativa classica si concede ampie libertà espressive, riesce a dare corpo a sensazioni e illuminazioni che la sola parola scritta faticherebbe a restituire. Questo approccio ha permesso a Barbara Yelin di essere la prima autrice di graphic novel a ricevere il prestigioso Premio Roma Villa Massimo nella categoria Letteratura, a conferma di quanto il fumetto sia ormai riconosciuto come una forma d’arte colta e matura.
Un ponte tra generazioni e culture
L’esposizione romana non si limita alla contemplazione estetica, ma assume una forte valenza educativa. In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, l’artista incontrerà gli studenti delle scuole superiori di Roma per approfondire i temi centrali della sua opera. Sarà un momento di confronto diretto sulle tecniche pittoriche e sulla responsabilità civile di chi racconta la Storia. Insegnare ai giovani come un’immagine possa custodire la memoria è una missione fondamentale in un’epoca dominata dal consumo rapido di contenuti visivi; il lavoro di Yelin, al contrario, invita alla sosta, alla riflessione e all’empatia.
La collaborazione tra diverse istituzioni romane, dal NABA alle Biblioteche di Roma, fino all’Associazione Culturale Hamelin e al Festival ARF!, testimonia quanto la presenza di Barbara Yelin sia diventata un polo d’attrazione per la scena culturale cittadina. La mostra rappresenta dunque un ponte tra la tradizione della scuola tedesca del fumetto e il pubblico italiano, confermando Roma come centro nevralgico di scambi artistici internazionali. Visitare Disegnare le vite significa immergersi in un percorso fatto di luce e ombra, dove il segno sulla carta diventa un atto di resistenza contro l’oblio.
Info utili
- Indirizzo: KunstRaum Goethe-Institut, via Savoia 15, Roma.
- Periodo: Dal 22 gennaio al 20 marzo 2026.
- Orari di apertura: Lunedì, martedì e giovedì ore 9:00-19:00; mercoledì e venerdì ore 9:00-15:00.
- Inaugurazione: 21 gennaio 2026, ore 19:00.
- Ingresso: Libero.
(foto: Barbara Yelin; copyright ©VillaMassimo, ph Alberto Novelli)
