Director’s cut

Quattro Slam, dieci Masters 1000, settanta settimane da numero uno. A Roma il cerchio si chiude. Ma chi lo definisce “freddo” non gli rende giustizia. Sinner: la personalità di un campione.
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Non so se Roma fosse pronta alla sconfitta del suo gigante. Lo era, certo, ad accoglierlo, come è pronta sempre quando uno dei suoi figli scende in campo al Foro: con quella voglia un po’ tenera, un po’ apprensiva, di vederlo bene, di vederlo suo. Ma a guardarlo entrare oggi sul Centrale, Matteo Berrettini, con quel passo che non era del tutto quello dei giorni vincenti, qualcosa nell’aria già lo diceva.
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Il 12 aprile 2026 Yeman Crippa vince la Maratona di Parigi e Jannik Sinner conquista Montecarlo. Stesso giorno, due storie diverse, un’unica lettura: l’Italia che vince è spesso un’Italia multiculturale. Questo articolo racconta sei campioni — Crippa, Dosso, Battocletti, Paolini, Furlani, Sinner — non solo attraverso i loro risultati, ma attraverso le loro biografie: famiglie che si incontrano, culture che si mescolano, identità che si costruiscono pezzo per pezzo. La tesi è semplice: l’integrazione non produce debolezza, produce unicità. E quella unicità, sui campi e in pista, la vediamo ogni giorno. Il punto vero, però, è che questi campioni non sono eccezioni: sono il volto visibile di migliaia di italiani che fanno lo stesso percorso nell’ombra, dal piccolo gesto quotidiano alla grande impresa. Spetta a noi imparare a riconoscerli e a raccontarli.

Medici Senza Frontiere, nata nel 1971, opera oggi in oltre 70 Paesi con 65 000 operatori, guidata da neutralità, imparzialità e indipendenza finanziata al 100 % da donazioni private. In Italia il 5×1000 e la Bottega Solidale sostengono progetti per migranti e vittime di tortura; all’estero finanziano interventi in Afghanistan, Gaza, Sudan, Ucraina e altre crisi. Il Fondo Emergenze assicura rapidità d’azione, mentre l’organizzazione punta a dimezzare le proprie emissioni entro il 2030. L’articolo mette in luce sfide, prospettive e il valore di ogni singola donazione.