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Il Parco degli Acquedotti, un affascinante itinerario archeologico tra antichità e Rinascimento

Parco_Acquedotti-1La capitale è ricca di polmoni verdi, situati più o meno su tutto il territorio demaniale. Molte di queste aree sono individuabili come parchi per i quali all’interesse naturalistico si aggiunge un grande valore storico ed architettonico. Da questo punto di vista, il Parco degli Acquedotti è senza dubbio una delle aree di maggiore spicco della zona sud della capitale. Situato interamente all’interno del Municipio X (quartiere Appio Claudio), il Parco ha una estensione di circa 15 ettari ed è incluso nell’area cuneiforme del Parco Regionale dell’Appia Antica (circa 240 ettari), nel quale rientrano anche il Parco della Caffarella, quello di Tor Fiscale e, appunto, quello dell’Appia Antica.

Camminando nel silenzio, circondati dagli splendidi resti archeologici degli acquedotti, il Parco regala al visitatore scorci suggestivi ed incredibilmente affascinanti, rivisitando un itinerario storico che si snoda dagli antichi romaniParco_Acquedotti-2 giungendo fino al Rinascimento, in un affascinante incontro tra antichità e storia.
Originariamente, l’area di campagna in cui si trova il Parco si estendeva ininterrottamente fino ai Colli Albani. La denominazione odierna deriva dalla presenza dei resti di ben sette acquedotti che, in epoche differenti, hanno rifornito Roma. Ben visibili sono quelli delle acque Tepula, Iulia, Marcia e Felice (tra loro sovrapposti) e quelli delle acque Claudia e dell’Anio Novus (anche questi con arcate sovrapposte), mentre quello dell’Anio Vetus è sotterraneo.

Il Parco è nato negli anni ’80, quando alcuni residenti del quartiere si organizzarono per salvaguardare l’area, giunta in quel periodo ad uno stato di forte degrado nonostante gli interventi di restauro della Sovrintendenza su alcuni degli acquedotti. La zona era stata destinata a verde pubblico sin dal 1965 e durante gli anni ’70 era stata sgombrata dalle baraccopoli sorte nei pressi dell’acquedotto Felice. Si trattava di dimore in cui avevano trovato residenza stabile i migranti giunti nella capitale per cercare lavoro nell’arco di almeno quattro decenni a partire dagli anni ’30.

Dopo aver creato nel 1986 un Comitato, i residenti iniziarono una fervida azione di salvaguardia dell’area soprattutto contro gli abusi e le speculazioni edilizie. Con l’aiuto anche di intellettuali del tempo, nel 1988 il Comitato ottenne che l’area venisse inserita nel Parco dell’Appia Antica.
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All’interno del Parco trovano spazio numerosi resti di interesse archeologico e storico, tra cui il Campo Barbarico, zona così chiamata in virtù del suo utilizzo da parte di Vitige, re dei Goti, durante l’assedio della città nel 539, le arcate rimanenti dell’Acquedotto Felice, fatto costruire dal Papa Sisto V alla fine del XVI secolo, la torre medievale di Tor Fiscale, eretta sfruttando l’incrocio tra gli acquedotti Marcio e Claudio e la “tomba dei cento scalini”, dal numero di gradini che scendono alla camera sepolcrale.

Al Parco si può accedere mediante tre ingressi, ubicati rispettivamente in via delle Capannelle, via Lemonia e viale Appio Claudio. Presso l’ingresso di via Lemonia, al civico 256, si trova il punto informativo dell’ente Parco, aperto ogni domenica. Tra le attività didattiche organizzate, quelle gratuite rivolte alle scuole. Informazioni e prenotazioni sul sito web Il sito web www.parcoappiaantica.org o al numero 06.39967800 (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 17 ed il sabato dalle 9 alle 13.30.

Per arrivare al Parco è possibile utilizzare la metro A (stazioni Giulio Agricola, Lucio Sestio e Subaugusta) oppure i trasporti di superficie (autobus 451, 502, 503, 552, 557, 558, 559, 590, 650, 654 e 657).

A piedi o in bicicletta, passeggiando o facendo jogging, il Parco degli Acquedotti è uno dei luoghi ideali della nostra città per ritrovare la serenità, per riaccostarsi alle origini storiche di Roma dimenticando per qualche ora il caos cittadino che freme a poche centinaia di metri di distanza.

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