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Morto un papa se ne fa n’antro

popeOvvero: Morto un papa se ne fa un altro.

C’è tutto il sarcasmo del popolo romano nel proverbio più famoso della capitale. Pur augurando lunga vita al nostro pontefice, la citazione è d’obbligo quando si ritiene che qualcuno sia sostituibile, più o meno facilmente. L’ironia è agevole in questo caso, soprattutto nei confronti di chi si ritiene di tale importanza da non poter essere soppiantato da qualcun altro, e magari lo fa imprudentemente pesare al suo interlocutore (“e chi te credi d’esse, er papa!” si dice in questi casi a Roma, appunto). E’ assai rischioso di fronte a un popolo così disincantato! E la risposta al malcapitato, che magari ha detto qualcosa tipo “Voglio vedere cosa farete senza di me!”, è appunto questa, diretta, prosastica e, soprattutto, mortale! Sì, perché come al solito non si va troppo per il sottile nelle citazioni popolari, soprattutto da queste parti, e si dà una sentenza … definitiva, mettendo in campo la morte, come niente fosse.

Molti si son trovati vittime di questo detto: politici, allenatori (soprattutto di calcio), sindacalisti, dirigenti, e via via anche persone meno importanti o meno note, che hanno ricoperto nella vita un ruolo di responsabilità. Spesso ciò che ne risulta è la tipica polemica con le opposte fazioni di quelli che si trovano assolutamente d’accordo, e anzi non vedevano l’ora, e degli altri che, scontenti del cambiamento, si schierano direttamente contro il proverbio, filosofeggiando sul fatto che “non è vero, non siamo sostituibili, siamo tutti diversi e unici …” ecc. ecc. Salvo ovviamente cambiare diametralmente opinione quando la situazione è opposta!

Come spesso accade, i proverbi si basano su fatti reali ed indiscutibili (non c’è dubbio che ad ogni morte di pontefice ne sia conseguita l’elezione di un altro), su cui poi si possono dedurre le conclusioni più disparate e personali. Un po’ come nelle favole, la morale deve essere lasciata alla libera interpretazione. Di fatto ogni essere umano è sostituibile con un altro in grado di ricoprire lo stesso ruolo. Ciò non toglie che ognuno mantiene e porta le sue caratteristiche al ruolo ricoperto, generando rimpianti o sollevamento di spirito in chi resta, a volte entrambi a seconda delle situazioni!

Insomma la “filosofia” è quantomeno spicciola in questi casi. Ma la soddisfazione è alle stelle! Far presente a uno che si sente un “Dio in terra” che qualcun altro è già lì, pronto a sostituirlo senza grandi problemi, dà a tutti la possibilità di ridimensionare le proiezioni allucinate di alcune persone!

hornsAnzi, si potrebbe aggiungere che cambiare fa bene, quasi sempre. Il problema semmai è proprio l’opposto. Non si riesce a cambiare abbastanza spesso. Leggendo il proverbio da un altro punto di vista, dover aspettare la morte di qualcuno per poter ottenere un rinnovamento, non è ciò che ci si aspetta da un sano andamento delle cose. Ovviamente non c’è alcun riferimento al papa in questo caso (che ha un ruolo particolare nella nostra società), ma a quei tanti personaggi “attaccati” alla poltrona, con una colla indissolubile, che non lasciano spazi a una naturale evoluzione dei ruoli e delle competenze.  

Bene! A questo punto, per tutti quelli che si sentono in questa posizione, il gesto scaramantico è d’obbligo!

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