Dalle stelle alle stalle. La grande Germania del 4-0 contro l’Australia si smonta nella seconda partita perdendo contro la Serbia. C’è da dire che non è andata proprio così, in quanto la squadra che incontravano era ben diversa, posizionata bene in campo e disposta a rispondere colpo su colpo e poi ci si è messo anche l’arbitro spagnolo Undiano a spezzettare eccessivamente le azioni, fischiando anche i raccattapalle. Ci sono stati sette ammoniti, un espulso per doppia ammonizione, un rigore e decine di falli e falletti fischiati, praticamente la partita l’ha fatta l’arbitro. Comunque, in fin dei conti, è stata se non altro una partita viva, giocata al massimo da entrambe le squadre, a tratti nervosa e a tratti frenetica, ma alla fine quello che pesa è stata l’espulsione di Klose al 36° del primo tempo e il gol di Janovic al 38° del primo tempo, quando ancora la Germania non si era riorganizzata. Dopodichè si è giocato alla pari per più di un tempo con la Germania che tentava la rimonta e la Serbia che cercava di chiudere la partita. E’ stata colpita la traversa una volta per uno e l’altro episodio determinante è stato il rigore fallito da Podolski al 15° del secondo tempo che oggi ha giocato un pò sotto tono rispetto alla scorsa partita. Il risultato di oggi consente comunque a tre squadre (Serbia, Germania e Ghana) di stare insieme a tre punti, in attesa della partita di domani tra Australia e Ghana.
Valerio Amendolagine è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora con diverse testate online, tra cui "EZ Rome" e "Arrecasa". Per la sua formazione universitaria nel campo ingegneristico si occupa principalmente di temi tecnologici o scientifici. Oltre alla sua attività giornalistica, è co-fondatore di ARvis.it, un'agenzia di comunicazione digitale specializzata in servizi SEO, SEM e marketing online nata nel 2006. Nel 2020, ha fondato "The Proptech Company", azienda specializzata in soluzioni avanzate per le agenzie immobiliari. Podista impenitente, sogna di poter correre fino alla pensione col motto "lento pede, sed inexorabili".