- Cosa: Lo spettacolo teatrale Bubù, Babà, Bebè – Assolo per due.
- Dove e Quando: Alla Sala Umberto di Roma, dal 20 al 25 gennaio 2026.
- Perché: Un omaggio surreale al teatro del Novecento con Peppe Barra e Lalla Esposito tra musica e prosa.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di un appuntamento imperdibile che vede protagonista uno degli interpreti più iconici della tradizione partenopea e internazionale. Peppe Barra, insieme alla talentuosa Lalla Esposito, porta sul palco della Sala Umberto lo spettacolo Bubù, Babà, Bebè – Assolo per due. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di una vera e propria immersione in un’epoca d’oro dello spettacolo, dove il confine tra realtà e sogno si fa sottile e la musica diventa il battito cardiaco della narrazione.
L’opera trae ispirazione fin dal suo titolo da una celebre e surreale filastrocca di Rodolfo De Angelis, figura poliedrica degli anni Trenta che incarnò lo spirito futurista con passo ritmico e lieve. Questo spirito di leggerezza e curiosità intellettuale guida l’intera messinscena, trasformando il palco in un vicolo della memoria dove si incrociano le grandi voci del teatro novecentesco. La produzione, curata da Tradizione e Turismo – Centro di produzione teatrale – Teatro Sannazaro e Ag Spettacoli, promette di restituire al pubblico romano l’anima vibrante di un secolo che ha saputo mescolare con maestria la commedia più esilarante alla tragedia più profonda.
Un viaggio tra le maschere del Novecento
Il cuore pulsante di Bubù, Babà, Bebè risiede nella sua struttura di vivace e incalzante miscellanea teatrale. I due protagonisti, Barra ed Esposito, mettono in moto un meccanismo narrativo che non concede pause, un girotondo di testi che si rincorrono per associazione di idee o per netto contrasto. Lo spettatore viene così trasportato attraverso una galleria di figure leggendarie e situazioni paradossali, attingendo al repertorio di giganti come Di Giacomo, Bovio, Viviani e Moscato, senza dimenticare le incursioni colte nel mondo di Rossini e le assurdità avanguardiste di Ionesco.
Questa “passeggiata nei vicoli del teatro” non è solo un omaggio filologico, ma una reinterpretazione viva che coglie lo stile, l’umore e il gesto di un’epoca dalle mille facce. Gli attori si trasformano incessantemente, dando vita a personaggi diversi con pochissimi elementi scenici: qualche tocco di colore sovrapposto a un costume nero di base è sufficiente a evocare interi mondi. È un lavoro di sottrazione che esalta la potenza della parola e della mimica, celebrando l’amore profondo per la prosa e per la canzone che ha caratterizzato la cultura italiana per decenni.
La magia della scena e l’incanto surreale
La regia di Lamberto Lambertini sceglie un approccio estetico che strizza l’occhio al surrealismo magrittiano. L’elemento centrale della scenografia è un grande paravento d’ispirazione onirica, che funge da portale magico per i due interpreti. Grazie a questo espediente, Barra ed Esposito possono compiere cambi veloci, apparizioni e sparizioni improvvise, alimentando quel senso di meraviglia tipico del teatro di varietà e del sogno. La semplicità degli arredi, che vede inizialmente solo due sedie di paglia poi sostituite da poltroncine più eleganti nel finale, sottolinea come la vera magia nasca dall’interazione umana.
A sostenere questa architettura teatrale contribuisce in modo decisivo la musica dal vivo, con gli arrangiamenti curati da Giorgio Mellone. L’ensemble composto da Giuseppe Di Colandrea al clarinetto, Agostino Oliviero al mandolino e violino, e Antonio Ottaviano al pianoforte, non si limita a un semplice accompagnamento. Gli orchestrali diventano parte integrante del gioco scenico, invitati a partecipare insieme al pubblico a un rito collettivo di divertimento e riflessione. Quello che nasce come un “assolo per due” diventa così un’esperienza corale che abbatte la quarta parete.
Un’eredità culturale tra luce e ombra
Bubù, Babà, Bebè rappresenta una sfida artistica notevole per i due interpreti, chiamati a reggere un ritmo serrato di monologhi, canzoni e duetti. Peppe Barra, con la sua inconfondibile voce e la capacità di incarnare l’anima popolare e colta di Napoli, trova in Lalla Esposito una compagna di viaggio ideale, capace di assecondare e rilanciare ogni sfumatura emotiva. Lo spettacolo attraversa l’ombra e la luce del secolo scorso, offrendo una chiave di lettura contemporanea a testi che hanno fatto la storia della drammaturgia.
In questa proposta teatrale, il titolo diventa un manifesto programmatico: la ricerca di un senso nel non-senso, la gioia della parola che si fa ritmo e la malinconia che si trasforma in canto. Per il pubblico della Sala Umberto sarà l’occasione per riscoprire la bellezza di un teatro che non ha bisogno di artifici tecnologici per emozionare, ma che punta tutto sulla maestria dell’attore e sulla forza evocativa della musica. Un appuntamento che celebra il passato guardando al presente con intelligenza e ironia.
Info utili
- Luogo: Sala Umberto, Via della Mercede 50, Roma.
- Date: Dal 20 al 25 gennaio 2026.
- Orari: Martedì, Mercoledì e Venerdì ore 20:30; Giovedì ore 19:00; Sabato e Domenica ore 16:00.
- Durata: 90 minuti.
- Prezzi: Da 22 € a 34 €.
- Biglietteria: Disponibile sul sito ufficiale del teatro e su Ticketone.
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