- Cosa: Lo spettacolo teatrale Gertrude, Lucia e le altre, diretto da Simonetta Solder e interpretato da Eleonora Mazzoni.
- Dove e Quando: Al Teatro del Lido di Ostia il 23 gennaio (matinée ore 11.30) e il 24 gennaio (ore 19.00).
- Perché: Una rilettura contemporanea e umana di Alessandro Manzoni attraverso le figure femminili dei suoi romanzi e della sua vita privata.
L’immagine di Alessandro Manzoni, spesso relegata ai busti marmorei dei corridoi scolastici o alle pagine polverose delle antologie, subisce una metamorfosi profonda grazie alla nuova produzione firmata 369gradi. Con lo spettacolo Gertrude, Lucia e le altre, la regista Simonetta Solder e l’attrice Eleonora Mazzoni portano sul palco una narrazione che scardina l’austerità del “Don Lisander” nazionale per rivelarne il volto più inquieto, vitale e sorprendentemente moderno. Lo spettacolo approda al Teatro del Lido di Ostia, offrendo al pubblico un’occasione rara per riscoprire il genio lombardo non attraverso i suoi dogmi, ma attraverso le sue passioni e, soprattutto, attraverso l’universo femminile che lo ha circondato e ispirato.
Questa operazione culturale nasce da una solida base letteraria, essendo liberamente tratta dal saggio Il cuore è un guazzabuglio di Eleonora Mazzoni, pubblicato da Einaudi nel 2023. Il lavoro della Mazzoni non è solo una ricerca biografica, ma un atto d’amore verso la complessità umana. Sul palco, la parola si fa carne e immagine, sostenuta dalla voce recitante fuori campo di Lino Guanciale, che aggiunge una dimensione evocativa a un dispositivo scenico essenziale ma potentissimo. La scelta di Ostia come tappa del tour conferma la volontà di portare il grande teatro di narrazione in contesti decentrati, favorendo un dialogo diretto con un pubblico eterogeneo che, come dimostrato dalle date precedenti, vede una partecipazione massiccia e interessata delle nuove generazioni.
Tra letteratura e vita privata: il cuore delle donne
Il cuore dello spettacolo risiede nell’intreccio indissolubile tra i personaggi immortali de I promessi sposi e le donne in carne e ossa che hanno segnato l’esistenza di Manzoni. Non si tratta di una semplice carrellata di ritratti, ma di una contaminazione continua dove la finzione letteraria si nutre della realtà biografica. In scena prendono vita figure iconiche come la tormentata Monaca di Monza, la luminosa Lucia Mondella e la tragica madre di Cecilia, i cui dolori e le cui speranze risuonano con una forza che travalica i secoli. Queste eroine di carta vengono messe in costante dialogo con le figure reali: Giulia Beccaria, la madre intellettuale e carismatica, ed Enrichetta Blondel, la moglie amata la cui presenza è stata fondamentale per la stabilità emotiva e spirituale dello scrittore.
Questa sovrapposizione permette di far emergere un Manzoni “in ascolto”, un uomo capace di percepire le sfumature più sottili dell’animo femminile in un’epoca che tendeva a ignorarle o a costringerle in schemi rigidi. La regia di Simonetta Solder punta proprio su questa vitalità inattesa, valorizzando la forza e la complessità di figure che spesso, in ambito scolastico, vengono ridotte a stereotipi di virtù o peccato. La narrazione restituisce loro una dignità nuova, rendendole protagoniste di un racconto che parla di libertà, oppressione, amore e resilienza. L’attualità di queste donne è il vero motore dell’opera, capace di parlare al presente con un linguaggio schietto e privo di retorica.
Un dispositivo scenico moderno ed essenziale
La messa in scena di Gertrude, Lucia e le altre si distingue per una pulizia formale che esalta la potenza del testo. La parola di Eleonora Mazzoni, densa di studi accademici ma vibrante di intensità attoriale, è il pilastro su cui si regge l’intera architettura teatrale. Accanto a lei, il disegno luci di Camila Chiozza e il sound design curato da Lorenzo Danesin creano un’atmosfera immersiva, capace di trasportare lo spettatore dai salotti milanesi dell’Ottocento ai conventi della Brianza, fino agli spazi mentali e affettivi dei protagonisti. L’uso della voce fuori campo di Lino Guanciale non è un semplice accessorio, ma funge da contrappunto maschile, un’eco di quel Manzoni che osserva, scrive e si interroga sui misteri del cuore umano.
Il successo riscontrato durante il tour testimonia come il classico, se trattato con intelligenza e senza timore reverenziale, possa ancora essere un formidabile strumento di analisi della realtà contemporanea. La critica ha lodato la capacità dello spettacolo di restituire allo scrittore una “vitalità inattesa”, un giudizio che trova riscontro nell’accoglienza calorosa dei giovani spettatori. Questo pubblico, spesso considerato distante dai grandi nomi della letteratura italiana, si ritrova invece specchiato nelle inquietudini e nelle passioni portate in scena, a dimostrazione che il “guazzabuglio” del cuore umano non ha data di scadenza e che Manzoni, spogliato della sua aura scolastica, resta uno dei nostri contemporanei più lucidi e necessari.
Il talento di Mazzoni e Solder: un connubio d’eccellenza
Il progetto è frutto della collaborazione tra due professioniste di grande spessore. Eleonora Mazzoni, dopo una solida formazione con Ezio Raimondi e alla Scuola di Galante Garrone, ha saputo coniugare la carriera di attrice con quella di scrittrice e sceneggiatrice di successo, diventando una delle voci più originali nel panorama culturale italiano. La sua direzione artistica del Festival Caterina Sforza di Forlì e le sue numerose pubblicazioni testimoniano una curiosità intellettuale che in questo spettacolo trova la sua massima espressione. La sua interpretazione non è solo recitazione, ma un’indagine profonda sui testi che ha studiato e amato per anni.
Dall’altro lato, la regia di Simonetta Solder apporta una visione internazionale e una sensibilità maturata tra Vienna e gli Stati Uniti. La sua esperienza nella traduzione di testi tedeschi e la collaborazione con artisti del calibro di Teho Teardo e Paola Rota infondono allo spettacolo un ritmo europeo e una precisione tecnica impeccabile. La Solder riesce a coordinare i diversi elementi — dalla recitazione dal vivo ai contributi sonori — in un flusso armonico che non concede pause, mantenendo alta la tensione emotiva dall’inizio alla fine. Insieme, Mazzoni e Solder hanno creato un’opera che non è solo teatro, ma un’esperienza di riscoperta culturale necessaria per comprendere le radici della nostra identità letteraria e umana.
Info utili
- Luogo: Teatro del Lido di Ostia, Via delle Sirene, 22, Roma (Ostia).
- Date e orari: 23 gennaio (matinée per le scuole) ore 11.30; 24 gennaio ore 19.00.
- Biglietti: Disponibili online sul circuito Vivaticket.
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
