- Cosa: Lo spettacolo teatrale Storie di Kirikù e le ombre magiche, una produzione del Teatro dei Colori.
- Dove e Quando: Domenica 18 gennaio 2026 alle ore 16.30 presso Centrale Preneste Teatro, via Alberto da Giussano 58, Roma.
- Perché: Una rilettura poetica e moderna che celebra 20 anni di repliche, mescolando teatro d’attore, sagome in ombra e musica dal vivo.
Roma si prepara ad accogliere un eroe piccolo nella statura ma immenso nel coraggio. La rassegna Infanzie in gioco 2025-2026, ospitata dallo storico spazio di Centrale Preneste Teatro nel cuore del quartiere Pigneto/Malatesta, apre le porte a una delle figure più affascinanti della narrativa per l’infanzia legata alle tradizioni dell’Africa occidentale. Arriva infatti da Avezzano la compagnia Teatro dei Colori, portando in scena una versione rinnovata e vibrante di uno dei suoi successi più amati.
Lo spettacolo non è solo una rappresentazione teatrale, ma un viaggio sensoriale che fonde il fascino ancestrale delle leggende africane con una messa in scena contemporanea e dinamica. Attraverso l’uso sapiente delle luci, delle ombre e dei suoni, il pubblico viene trasportato in una dimensione dove il tempo sembra fermarsi, permettendo ai bambini e agli adulti di riscoprire il valore della curiosità e dell’astuzia come strumenti per affrontare le paure più profonde e i pregiudizi.
Un eroe bambino contro la maledizione della paura
Al centro della narrazione troviamo Kirikù, un bambino decisamente fuori dal comune. La sua particolarità emerge fin dal grembo materno, da dove la sua voce già comunica con il mondo esterno. Una volta nato, Kirikù non aspetta che gli altri decidano per lui, ma sceglie autonomamente il proprio nome, manifestando una determinazione e una consapevolezza rare. Nonostante la sua fisicità minuta, è investito di una missione titanica: liberare il proprio villaggio dalla maledizione della strega Karabà, una figura temuta che ha gettato la comunità nella morsa della siccità e del terrore.
Il fascino della storia risiede proprio nel metodo utilizzato dal piccolo protagonista. Kirikù non sconfigge il male con la forza bruta o con poteri magici distruttivi, ma agisce con le armi tipiche dell’infanzia: l’intelligenza, l’astuzia e, soprattutto, la comprensione. Attraverso una serie di prove, vittorie e anche sconfitte necessarie alla crescita, il bambino-eroe riesce a restituire al villaggio la serenità perduta. È un messaggio potente che parla di resilienza e della capacità di guardare oltre le apparenze, invitando a comprendere le ragioni del nemico anziché limitarsi a combatterlo.
Il gioco delle ombre e la magia del racconto vivo
La messa in scena di Storie di Kirikù e le ombre magiche si poggia su una struttura drammaturgica solida, nata da un’idea di Gabriele Ciaccia con la regia e la drammaturgia curate da Valentina Ciaccia. Sul palco, le attrici Raffaella Alfidi e Ilaria Fantozzi danno vita a una narrazione corale, supportata dagli interventi sonori dal vivo di Vito Caputo. Quest’ultimo elemento è fondamentale: suoni, canti, percussioni e l’uso creativo di oggetti quotidiani creano un tappeto acustico che rende l’Africa “bella, vitale e vicina”.
L’allestimento scenico è un omaggio all’artigianalità del teatro di figura. Grandi stoffe colorate diventano lo schermo su cui danzano le ombre magiche, un gioco millenario che qui viene celebrato come il “gioco più bello che c’è”. Il vecchio spirito dell’albero dei racconti e la saggia nonna del villaggio guidano i piccoli spettatori in questo labirinto di luci e sagome, dove la capanna diventa il centro del mondo, luogo simbolo di nascita e protezione. Le sagome in ombra, realizzate da Roberto Santavicca, e le figure di Bartolomeo Giusti e Ilaria Comisso, trasformano la scena in un caleidoscopio di emozioni visive.
Venti anni di successi per un classico senza tempo
Celebrare 20 anni di repliche ininterrotte è un traguardo eccezionale nel panorama teatrale contemporaneo. Lo spettacolo del Teatro dei Colori è riuscito a mantenersi fresco e attuale grazie a una continua ricerca estetica e musicale. La versione presentata a Centrale Preneste Teatro è arricchita da una componente musicale dal vivo ancora più marcata, che infonde gioiosa allegria a ogni passaggio narrativo. È un teatro che sa parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla profondità dei temi trattati, rendendolo adatto a una fascia d’età compresa tra i 5 e i 12 anni.
Il lavoro di squadra dietro le quinte, che vede coinvolti tra gli altri Boris Granieri alle luci e all’audio e Gabriella Montuori nell’organizzazione, garantisce una qualità tecnica che esalta la poesia della rappresentazione. Portare Kirikù a Roma significa offrire ai bambini della capitale non solo un pomeriggio di svago, ma un’opportunità di confronto con una cultura ricca di simbolismi e valori universali. In un mondo sempre più digitale, riscoprire la magia di un’ombra che danza su un lenzuolo bianco e la potenza di un racconto sussurrato è un’esperienza educativa di inestimabile valore.
Info utili
- Data: Domenica 18 gennaio 2026
- Orario: 16.30 (apertura biglietteria ore 16.00)
- Luogo: Centrale Preneste Teatro, Via Alberto da Giussano 58, Roma (Zona Pigneto/Malatesta)
- Prezzo biglietto: Biglietto unico 7,00 €
- Modalità d’acquisto: Esclusivamente online sul sito ufficiale della struttura o in biglietteria il giorno dell’evento (salvo esaurimento posti)
- Contatti: 06 27801063 (dal lunedì al venerdì, ore 10.00–17.00)
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