- Cosa: Animalier, una mostra di arte contemporanea collettiva che esplora il legame simbolico e psicologico tra l’essere umano e il mondo animale.
- Dove e Quando: Galleria d’Arte Studio CiCo, Via Gallese 8/10/12, Roma. Dal 22 febbraio all’8 marzo 2026.
- Perché: Per riflettere, attraverso pittura, scultura e fotografia, su come la figura animale sia lo specchio ancestrale delle nostre pulsioni e della memoria collettiva.
L’arte ha sempre guardato al regno animale non solo come fonte di ispirazione estetica, ma come un linguaggio universale per decifrare l’enigma dell’esistenza umana. La Galleria d’Arte Studio CiCo di Roma inaugura una nuova ed emozionante tappa di questo percorso conoscitivo con la mostra Animalier. L’esposizione, che aprirà i battenti domenica 22 febbraio 2026, si propone di indagare il rapporto profondo e spesso contraddittorio che lega l’uomo all’animale, inteso quest’ultimo come una vera e propria estensione della psiche umana, un compagno di viaggio e, al contempo, un’entità divina o totemica che abita i nostri sogni più profondi.
In un periodo storico caratterizzato da una crescente sensibilità verso le tematiche ambientali e il benessere delle specie viventi, Animalier non si limita alla semplice esposizione di soggetti figurativi. Al contrario, l’animale viene elevato a dispositivo concettuale. Attraverso le opere selezionate, gli artisti interrogano il pubblico su temi cruciali come l’identità, il comportamento sociale e la responsabilità etica. La mostra diventa così un terreno di confronto dove il confine tra “umano” e “non umano” si fa labile, invitando il visitatore a riconoscersi negli occhi di una creatura selvatica o domestica, riscoprendo quegli istinti primordiali che la civiltà moderna ha cercato, spesso invano, di addomesticare.
Un viaggio tra archetipi e storia dell’arte
Il percorso espositivo di Animalier è strutturato come un’immersione cronologica e tematica che attraversa diverse epoche dell’immaginario collettivo. Si parte dalle radici profonde dell’animalità simbolica, tipica delle civiltà antiche e del medioevo, dove il bestiario era popolato da creature cariche di significati morali e religiosi. Questa sezione permette di comprendere come la figura animale sia stata, per secoli, il mezzo principale attraverso cui l’uomo ha cercato di dare un volto alle proprie paure e alle proprie aspirazioni trascendenti, passando poi per la raffinatezza del bestiario rinascimentale e il rigore scientifico-estetico dell’animalier ottocentesco.
L’approdo al contemporaneo segna però una svolta decisiva: le interpretazioni novecentesche e attuali si legano strettamente alla psicoanalisi. In questo contesto, l’animale emerge come un vero e proprio archetipo, una proiezione dell’inconscio che funge da chiave di lettura per interpretare il presente. Gli artisti in mostra utilizzano linguaggi eterogenei – dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia – per costruire un dialogo serrato tra riferimenti storici e letture psicologiche moderne, rendendo ogni opera un frammento di un discorso più ampio sulla natura selvaggia che ancora risiede dentro ognuno di noi.
Gli artisti e la poetica dello specchio
La forza di questa collettiva risiede nella varietà delle voci artistiche coinvolte. Tra i protagonisti figurano nomi di rilievo come Bacci, Bolognesi, Colella, Cotellessa, Gudenko, Di Stefano, Kostabi, Maresti, Pietrangeli, Procopio, Rapanotti, Ricci Piccirilli, Sacchetti e Ulisse. Ognuno di loro apporta una visione unica: se in alcune opere l’animale è sinonimo di libertà e trasformazione, in altre diventa l’incarnazione del desiderio o della paura. Il filo conduttore resta la capacità dell’opera d’arte di “smascherare” l’osservatore, restituendo all’animale la sua funzione simbolica originaria di presenza attiva e non di semplice oggetto inerte.
Come sottolineato nelle dichiarazioni curatoriali di Cotellessa, la mostra nasce proprio dall’urgenza di restituire all’animale la sua dignità di “specchio”. Le opere non si limitano a ritrarre una forma, ma mettono in scena un incontro. L’animale ci osserva, ci interroga e ci costringe a fare i conti con la nostra memoria collettiva e con le pulsioni più autentiche. In un’epoca di crisi ecologiche e ridefinizioni etiche, questa esposizione diventa un atto politico e poetico al tempo stesso, un invito a riconsiderare il nostro ruolo nel mondo e la nostra responsabilità verso le altre forme di vita che condividono con noi il pianeta.
Riflessioni sul confine tra umano e natura
Animalier si configura infine come un’esperienza immersiva capace di connettere passato e presente. La scelta della Galleria Studio CiCo di ospitare un progetto così ambizioso sottolinea la volontà di offrire uno spazio di osservazione critica sulla realtà. Il legame ancestrale che unisce l’uomo al mondo animale viene analizzato sotto una luce sensibile, capace di toccare corde emotive profonde. Non si tratta solo di ammirare la bellezza di un tratto o la perfezione di una forma plastica, ma di partecipare a una riflessione collettiva sul senso della vita e sulla sacralità della natura.
Il percorso suggerito invita lo spettatore a perdere le proprie certezze antropocentriche. Attraverso il confronto con le opere, emerge la consapevolezza che la grandezza di una civiltà si misura anche dal modo in cui essa si relaziona con le altre specie. Riprendendo le celebri riflessioni di Gandhi e Pitagora, la mostra suggerisce che il progresso morale dell’umanità sia indissolubilmente legato al rispetto per il mondo animale. Animalier è dunque un appello alla consapevolezza, una tappa necessaria per chiunque voglia esplorare, attraverso la lente dell’arte contemporanea, le radici più autentiche e selvagge della nostra esistenza.
Info utili
- Sede: Galleria d’Arte Studio CiCo, Via Gallese 8/10/12, Roma.
- Date: Dal 22 febbraio all’8 marzo 2026.
- Orari: Dalle 12.00 alle 19.30 (esclusi i giorni festivi).
- Apertura domenicale: Solo su appuntamento.
- Inaugurazione: Domenica 22 febbraio 2026 alle ore 12.00.
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