- Cosa: Lo spettacolo teatrale Più forte di me, liberamente tratto dall’omonima opera di Rossana Campo.
- Dove e Quando: Presso il Teatrosophia di Roma, dal 26 febbraio al 1 marzo 2026.
- Perché: Un’indagine intensa e viscerale sulla dipendenza affettiva e la rinascita interiore attraverso il linguaggio del teatro contemporaneo.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di un appuntamento di profondo impatto emotivo con l’arrivo sul palco del Teatrosophia di Più forte di me. La pièce, che vede protagonisti Claudia Rota e Alessandro Catalucci, si ispira liberamente alla scrittura densa e senza filtri di Rossana Campo, un’autrice capace di scandagliare le pieghe più dolorose dell’animo umano con una schiettezza disarmante. Lo spettacolo si inserisce nel cartellone 2025/2026 come una proposta di teatro civile e introspettivo, mirata a scuotere la sensibilità dello spettatore attraverso una narrazione che non concede sconti, ma che cerca, nel fango della sofferenza, un raggio di luce e di riscatto.
La regia, affidata alla stessa Claudia Rota, sceglie di puntare sulla forza della parola e sull’intensità dell’interpretazione attoriale per restituire la complessità di un sentimento che sfugge a ogni definizione razionale. In un’epoca in cui le relazioni vengono spesso consumate in superficie, Più forte di me scava nel sottosuolo dei legami tossici, esplorando quella zona d’ombra dove l’amore smette di essere cura e diventa condanna. L’allestimento si avvale del tappeto musicale curato da GipoLow e del disegno luci di Gloria Mancuso, elementi fondamentali per creare quell’atmosfera sospesa tra il realismo crudo del quotidiano e la dimensione onirica del ricordo e del desiderio.
L’anatomia di un crollo sentimentale
Al centro della vicenda troviamo una donna la cui esistenza viene improvvisamente squarciata da una notizia tanto semplice quanto devastante: il marito ha deciso di lasciarla per un’altra. Questo evento non rappresenta solo la fine di un matrimonio, ma l’innesco di una reazione a catena che porta la protagonista a confrontarsi con i propri demoni più profondi. La stabilità, già precaria, si frantuma lasciando spazio a un vuoto che lei tenta disperatamente di colmare. Il testo esplora con precisione chirurgica il momento esatto in cui il dolore si trasforma in autodistruzione, seguendo la protagonista in un “girotondo sinistro” dove ogni tentativo di rialzarsi sembra tradursi in una nuova caduta.
L’amore viene descritto non come un idillio, ma come un’urgenza assoluta e incontrollabile, una forza della natura che travolge ogni difesa e ogni briciolo di buon senso. La protagonista vive questa passione come un’onda anomala che la trascina oltre i confini della propria dignità, in un balletto solitario con la perdita di sé. La narrazione si concentra sulla fragilità dei legami e sulla facilità con cui l’identità individuale può essere annullata quando viene riposta interamente nelle mani di un altro. È il racconto di una discesa agli inferi necessaria per comprendere che ciò che definiamo “amore” può talvolta essere solo il riflesso delle nostre paure più grandi.
L’abisso e la risalita: tra alcol e consapevolezza
La pièce affronta con estremo coraggio il tema della dipendenza, in particolare quella dall’alcol, vista come l’unica via di fuga apparente da un dolore insopportabile. La discesa nell’abisso dell’alcolismo è descritta come una conseguenza diretta dello sfaldarsi del matrimonio e del tradimento subito. Il fondo toccato dalla protagonista diventa però, paradossalmente, il punto di appoggio necessario per la risalita. Il ricovero e il percorso di recupero non sono solo tappe mediche, ma momenti di una profonda analisi spirituale e umana. Lo spettatore viene portato a interrogarsi se ogni sofferenza, anche la più estrema, possa avere un senso all’interno della trama complessa della nostra esistenza.
Il messaggio finale dello spettacolo è tuttavia intriso di una speranza concreta e faticosa. Attraverso il confronto con chi ha vissuto esperienze analoghe, la protagonista scopre che il mostro che credeva invincibile, quel sentimento o quella sostanza che sentiva come “più forte di lei”, può essere in realtà affrontato e sconfitto. La guarigione passa per il riconoscimento della propria vulnerabilità e per la scoperta che la vera forza non risiede nell’ostinazione di un amore malato, ma nella capacità di ritrovarsi e di ricostruirsi sulle proprie macerie. È un inno alla resilienza che trasforma il palco in uno spazio di condivisione e catarsi collettiva.
Il teatro come spazio di incontro sociale
La produzione del Teatro degli Angeli conferma con questo lavoro la sua vocazione per un teatro che sappia parlare al presente e dei problemi del presente. La scelta del Teatrosophia come sede della rappresentazione sottolinea inoltre l’importanza dei presidi culturali di prossimità nella Capitale. Al termine di ogni recita, come da tradizione dello spazio, il pubblico avrà la possibilità di partecipare a un aperitivo offerto dalla direzione, un momento pensato per abbattere la barriera tra attori e spettatori e permettere uno scambio di riflessioni sui temi trattati. Questa pratica trasforma la visione dello spettacolo in un’esperienza comunitaria completa, dove l’emozione provata in sala può trovare sfogo e confronto nel dialogo immediato.
In sintesi, Più forte di me si preannuncia come un’opera necessaria, capace di dare voce a chi si sente prigioniero di situazioni soffocanti. La prova attoriale di Claudia Rota e Alessandro Catalucci promette di restituire tutta la tensione e la verità umana contenute nelle pagine di Rossana Campo. In un mondo che corre veloce, il teatro si ferma a guardare dentro l’abisso, ricordandoci che anche quando tutto sembra crollare, esiste sempre la possibilità di una nuova narrazione di sé, più consapevole e, finalmente, libera dalle catene di ciò che credevamo imbattibile.
Info utili
- Date: Dal 26 febbraio al 1 marzo 2026.
- Orari: Giovedì e venerdì ore 21:00; sabato e domenica ore 18:00.
- Indirizzo: Teatrosophia, Roma (Zona Piazza Navona).
- Costo Biglietti: Intero euro 15,00 + tessera associativa annuale euro 5,00.
- Prenotazioni: Necessaria la registrazione preventiva sul sito dell’Associazione Culturale Teatrosophia.
(Credit ph Gino Rosa)
