Cosa: La nuova commedia scritta e diretta da Luca Giacomozzi, un racconto vibrante di ironia e umanità.
Dove e Quando: Al Teatro Roma, in via Umbertide 3, dal 26 febbraio all’8 marzo 2025.
Perché: Uno spettacolo che alterna risate e commozione, esplorando il coraggio necessario per rialzarsi dopo le cadute della vita.
L’offerta culturale della Capitale si arricchisce di una nuova, intensa proposta teatrale che promette di toccare le corde più profonde degli spettatori. Dopo il grande successo ottenuto nella scorsa stagione con Si vede che era destino, il drammaturgo e regista Luca Giacomozzi torna sul palco del Teatro Roma con la sua ultima fatica: Ho imparato a sognare. Si tratta di un’opera che si inserisce nel solco della commedia contemporanea, capace di mescolare con sapienza il registro brillante a quello emotivo, portando in scena uno spaccato di vita quotidiana tanto ordinario quanto straordinario.
La pièce si avvale di un cast affiatato e di grande talento, composto da Attilio Fontana, Claudia Ferri, Emiliano Reggente e Francesca Pausilli. Questi interpreti danno corpo e voce a quattro anime apparentemente distanti, ma profondamente unite da fragilità comuni, errori di percorso e desideri mai del tutto assopiti. Attraverso le loro vicende, lo spettacolo diventa un invito a non arrendersi, ricordandoci quanto sia necessario, oggi più che mai, continuare a sognare nonostante le difficoltà che il presente ci pone davanti.
Un’amicizia nata tra le corsie: Mirko e Bruno
Il cuore pulsante della narrazione risiede nell’incontro, inizialmente scontrato e poi progressivamente tenero, tra due colleghi infermieri. Da una parte troviamo Bruno, un uomo buono e ingenuo, la cui esistenza ruota quasi interamente attorno al legame profondo e simbiotico con la madre. Dall’altra parte c’è Mirko, il nuovo arrivato dal carattere ruvido e spigoloso, segnato indelebilmente da un’infanzia difficile trascorsa in orfanotrofio. Il contrasto tra le loro personalità genera sin da subito situazioni comiche e discussioni assurde, tipiche di chi deve imparare a convivere in un ambiente di lavoro stressante.
Tuttavia, sotto la superficie delle incomprensioni, nasce un’amicizia improbabile ma autentica. Il rapporto tra i due uomini evolve attraverso confidenze inattese e piccoli gesti di quotidiana delicatezza, fino a quando un evento traumatico — la morte improvvisa della madre di Bruno — non arriva a sconvolgere gli equilibri. Questo passaggio, che segna la conclusione del primo atto, costringe entrambi i protagonisti a confrontarsi con le proprie ferite più profonde e con il senso di perdita, trasformando il loro legame in una vera ancora di salvezza contro la solitudine.
Crisi e rinascite: il legame tra Michela e Asia
Parallelamente alla storia di Mirko e Bruno, lo spettacolo segue le vicende di Michela e Asia, una coppia affiatata ma al contempo disfunzionale. Le due donne si trovano a navigare in una spirale di problemi economici e dipendenze affettive che mettono a dura prova la loro unione. Asia, in particolare, vive il dramma di rischiare la perdita del proprio locale, schiacciata dai debiti e dal timore paralizzante del fallimento professionale. Michela cerca di restarle accanto con dedizione, ma finisce per sentirsi soffocata dalle nevrosi della compagna e dal suo costante bisogno di controllo.
La tensione raggiunge il culmine quando Michela rivela di essere incinta. Questa notizia, che in altre circostanze potrebbe rappresentare un momento di gioia, scatena invece una crisi dolorosa che mette a nudo gli egoismi reciproci e le fragilità strutturali del loro rapporto. È in questo contesto di rottura che emerge il tema centrale della commedia: la capacità di fare pace con il passato e di riscoprire il coraggio necessario per guardare avanti. La rinascita delle due protagoniste passa attraverso la consapevolezza che la vera forza non risiede nell’invulnerabilità, ma nella volontà di rialzarsi dopo ogni caduta.
Una produzione d’eccellenza per una storia umana
Ho imparato a sognare non è solo un racconto di vite incrociate, ma è il risultato di un lavoro corale coordinato dalla produzione di Futura Spettacoli srl. L’allestimento tecnico gioca un ruolo fondamentale nel sottolineare i passaggi emotivi della storia. Le scenografie firmate da Michele Funghi e i costumi di Carlotta De Rossi contribuiscono a creare quell’atmosfera intima e vibrante necessaria per accogliere le “rivoluzioni silenziose” dei protagonisti. Il lavoro sul palco è supportato dalla precisione di Valentina Pastorello (assistente alla regia), Barbara Ninetti (trucco) e Stefano Losito, che cura il disegno audio e luci.
In definitiva, lo spettacolo diretto da Giacomozzi si configura come una commedia profondamente umana, capace di alternare il sorriso alla commozione senza mai cadere nel banale. Mostra come le esistenze più ordinarie nascondano spesso una complessità fatta di amore, perdita e speranza. Invitando il pubblico a riflettere sulle proprie fragilità, la rappresentazione al Teatro Roma diventa uno specchio in cui è facile riconoscersi, lasciando in chi guarda la consapevolezza che, nonostante tutto, sognare non è solo un lusso, ma una necessità vitale per continuare a camminare.
Info utili
- Dove: Teatro Roma, Via Umbertide 3 (zona Appia/Tuscolana), 00181 Roma.
- Quando: Dal 26 febbraio all’8 marzo 2025.
- Orario spettacoli 1° settimana: giovedì e venerdì ore 21.00; sabato ore 17.00 e 21.00; domenica ore 17.30.
- Orario spettacoli 2° settimana: giovedì e venerdì ore 21.00; sabato ore 17.00 e 21.00; domenica ore 17.30.
- Prezzo biglietto: Intero € 27,00 (comprensivo di prevendita).
- Botteghino: Aperto dal lunedì al sabato dalle ore 16.00 alle 20.00.
- Parcheggio: Disponibile parcheggio custodito in Via Umbertide 27.
- Contatti: Telefono 06 78 50 626; Whatsapp 324 54 98 051.
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