- Cosa: Dialoghi tra storia e contemporaneità, mostra personale di Alessandra Porfidia.
- Dove e Quando: Aleph Rome Hotel, via di San Basilio 15, Roma. Dal 12 dicembre 2025 al 9 aprile 2026.
- Perché: Un’esplorazione raffinata del paesaggio e della luce attraverso sei opere inedite integrate nell’architettura storica di un ex palazzo bancario.
L’Aleph Rome Hotel, prestigioso tassello della Curio Collection by Hilton, conferma la sua vocazione di centro culturale urbano inaugurando un nuovo capitolo del suo ambizioso progetto espositivo. Dopo l’apertura affidata a Gianluca Murasecchi, la hall dell’albergo si trasforma nuovamente in una galleria d’eccezione per accogliere le opere di Alessandra Maria Porfidia. Inserita nel ciclo annuale Dialoghi tra storia e contemporaneità, curato con rigore scientifico dalla storica dell’arte Brigida Mascitti, questa esposizione non si limita a decorare uno spazio di passaggio, ma ambisce a instaurare una conversazione profonda tra le memorie architettoniche del palazzo e la sensibilità artistica odierna. La direttrice della struttura, Valeria Fruscio, sottolinea come queste incursioni creative siano diventate un elemento distintivo dell’ospitalità dell’hotel, offrendo agli ospiti un’esperienza estetica che trascende il semplice soggiorno.
L’estetica del silenzio: il ciclo Landscapes
Il cuore della mostra è rappresentato da sei grandi tele realizzate con tecnica mista, appartenenti al nuovo ciclo creativo intitolato Landscapes. Silence of light, silence of shadow. Queste opere sono state concepite dall’artista appositamente per essere inserite nelle boiseries della lobby, creando un effetto di continuità visiva con le pareti stesse. La ricerca di Porfidia si concentra qui sulla rarefazione del paesaggio, inteso non come riproduzione naturalistica ma come indagine pura sulla vibrazione cromatica e luminosa. I toni pastellati, che dominano le superfici, sembrano fluttuare in una visione aerea, dove il contrasto binario tra il bianco e il nero interviene per dare struttura e ritmo alla composizione, quasi come un battito cardiaco sotteso all’immagine.
L’approccio di Porfidia alla pittura rimane intrinsecamente legato alla sua formazione e attività di scultrice. Nonostante la bidimensionalità della tela, l’artista riesce a mantenere una visione spaziale complessa, mutuata dalla sua lunga esperienza nella scultura ambientale. Le opere diventano così dispositivi capaci di dialogare con il contesto circostante, fatto di marmi pregiati come il verde cipollino e di una storia che affonda le radici nel passato finanziario di Roma (l’edificio era infatti l’antica sede della Cassa di Risparmio). Questa “sostenibilità estetica” si traduce in un intervento che rispetta il Genius Loci del palazzo, arricchendolo di nuove suggestioni contemporanee che invitano il visitatore alla pausa e alla riflessione silenziosa.
Tra accademia e sperimentazione internazionale
Alessandra Maria Porfidia non è solo un’artista affermata, ma una figura centrale nella didattica dell’arte contemporanea in Italia. Docente di Scultura e coordinatrice della relativa scuola presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, la sua carriera è segnata da una tensione costante tra la progettualità individuale e l’apertura ai processi collettivi. Il suo percorso, iniziato alla fine degli anni Ottanta, l’ha portata a esporre in contesti di assoluto rilievo internazionale, dal Giappone agli Stati Uniti, passando per le principali capitali europee. Questa caratura accademica e cosmopolita emerge chiaramente nella solidità del suo “verbo astratto”, che la curatrice Brigida Mascitti definisce come capace di superare i confini della contemporaneità per toccare corde universali e senza tempo.
Il lavoro della Porfidia si inserisce perfettamente nel progetto corale che vede coinvolti altri due storici docenti dell’Accademia: Gianluca Murasecchi e Vincenzo Scolamiero. Pur nella diversità delle cifre stilistiche e dei materiali utilizzati, i tre artisti condividono l’obiettivo di rinnovare la tradizione artistica italiana attraverso una sperimentazione che non dimentica le radici. La partecipazione della Porfidia a piattaforme di ricerca transnazionale come Erasmus+ e Horizon 2020 testimonia ulteriormente il suo impegno nel considerare l’opera d’arte come un’esperienza relazionale e un luogo di trasformazione sociale, capace di attivare nuove connessioni tra l’individuo, lo spazio urbano e la natura circostante.
Un percorso di luce e materia nel cuore di Roma
L’installazione all’Aleph Hotel rappresenta una sintesi perfetta delle tematiche care all’artista: la luce come materia costruttiva e l’ombra come elemento di definizione spaziale. Questo interesse, già esplorato in progetti passati come Spazi di Luce o le recenti installazioni site-specific al Museo Laboratorio della Mente, trova qui una nuova declinazione domestica e monumentale allo stesso tempo. Le grandi tele, racchiuse nelle cornici lignee della lobby, si offrono allo sguardo come finestre aperte su territori interiori, dove il paesaggio diventa una metafora del “sentire”. È un’arte che non urla, ma che preferisce sussurrare attraverso la vibrazione dei colori e la sapiente distribuzione dei pesi visivi sulla tela.
L’invito rivolto al pubblico romano e ai viaggiatori internazionali è quello di lasciarsi trasportare da questo flusso di luci e ombre, riscoprendo la bellezza di un luogo storico attraverso la lente della creatività moderna. La mostra di Alessandra Porfidia rimarrà visitabile fino ad aprile, momento in cui il testimone passerà a Vincenzo Scolamiero per l’atto conclusivo di questo ciclo espositivo. In un momento in cui l’arte cerca nuovi spazi di espressione al di fuori dei circuiti museali tradizionali, l’iniziativa dell’Aleph Rome Hotel si pone come un modello virtuoso di come l’ospitalità di lusso possa trasformarsi in un potente veicolo di promozione culturale e bellezza accessibile.
Info utili
- Sede: Aleph Rome Hotel, via di San Basilio 15, Roma
- Periodo: Dal 12 dicembre 2025 al 9 aprile 2026
- Orari: Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 20.00
- Ingresso: Libero
(in foto: Alessandra Porfidia, “Under a golden light”, particolare, 2025, tecnica mista su tela, cm 120×100)
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