Venerdì, 30 Ottobre 2020

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fisica_2Università di Roma La Sapienza, SMFN, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Dipartimento di Fisica. Erede della scuola di Roma, ossia della tradizione di Enrico Fermi, Ettore Majorana e Edoardo Arnaldi, gode di grande prestigio a livello mondiale, grazie a un’elevata qualità della ricerca e a un’offerta didattica di alto livello.
A seguito della riforma universitaria, la vecchia laurea quadriennale in Fisica è stata sostituita da una Laurea Triennale, dopo la  quale si può accedere alla Laurea Specialistica biennale.
 La Laurea Triennale ha come obiettivo lo studio delle discipline fondamentali, finalizzato sia all’inserimento nel mondo del lavoro, sia alla prosecuzione degli studi con la Laurea Specialistica.
Quest’ultima è mirata all’alta specializzazione in un settore specifico, capace di avviare gli scienziati verso il mondo del  lavoro oppure  un Dottorato di Ricerca, un Master di secondo livello o una Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento.

Secondo un’indagine condotta da Alma Laurea sugli studenti che hanno conseguito la Laurea Triennale in Fisica all’Università La Sapienza, il 3.2% lavora, il 16.0% lavora ed è contemporaneamente iscritto ad una Laurea Specialistica, e il 78.4% si dedica a tempo pieno alla Laurea Specialistica.
Si dichiara soddisfatto del corso di studi il 34.7% dei laureati provenienti dal corso triennale, e il 57.1% che ha ottenuto la Laurea Specialistica.
Ma chi sono gli studenti che oggi scelgono come campo dei loro studi la fisica, una disciplina scientifica spesso considerata ostica e difficile da avvicinare? Da quali scuole provengono, in cosa consiste esattamente il loro corso di studi, e che futuro si immaginano dopo la laurea?

Università La Sapienza, piazzale Aldo Moro. Tra un gruppo di studenti mi avvicino a Marco, iscritto al primo anno della Laurea Triennale.
Marco, com’è stato il tuo impatto con il corso di studi?
Spesso si pensa alla fisica come a una scienza complicata e astrusa, e al fisico come a uno scienziato, che nella completa solitudine, si aggira tra provette e strani macchinari.
Mi rendo conto che io stesso non ero immune da questo pensare, ma la realtà è tutta un’altra cosa.
Di solito si lavora all’interno di un team, e specialmente all’inizio, logaritmi, esponenziali ed equazioni parametriche sono il pane quotidiano.
Immagino tu provenga, come tutti, dal Liceo Scientifico.
La maggior parte degli studenti ha la maturità scientifica, ma io, ad esempio, provengo da una scuola tecnica.
Non è una cosa impossibile, ma l’impegno è notevole, basti pensare che il programma di matematica che alle superiori si fa in tre anni, qui viene svolto in non più di tre mesi.
Quanto ti impegna lo studio?
Forse proprio perché non provengo da una scuola scientifica, devo studiare dalle 4 alle 6 ore al giorno, per mantenermi al passo con le lezioni.
Poi un’altra caratteristica del corso di laurea è che non è libero, come a Lettere o a Filosofia. Ogni esame è propedeutico al successivo, e va rispettato l’ordine del piano di studi, che è uguale per tutti.
Dato il non eccessivo numero di studenti, comunque, seguire le lezioni non è troppo complicato, e gli insegnanti sono sempre piuttosto disponibili.

Paola, laureanda.
Tu sei ormai giunta al traguardo dei tuoi studi. Se ti guardi indietro?
Io mi sono iscritta sotto il vecchio ordinamento, con la laurea quadriennale, che poi è stata equiparata alla nuova laurea che si ottiene in cinque anni, la triennale più la specialistica.
Quando ho cominciato a studiare, i nuovi iscritti erano circa 500, oggi mi sembrano sensibilmente diminuiti, ma forse è anche effetto dell’introduzione della Laurea Triennale, che permette comunque di lavorare subito.
Cos’è cambiato con la Laurea Triennale?
Quando è stata introdotta, i professori dicevano a noi studenti di informarci sulla possibilità che gli esami che avevamo già superato, potessero venire riconosciuti al fine di passare al nuovo ordinamento per conseguire la Laurea Triennale di primo livello, che permette di inserirsi nel mondo del lavoro.
Non era però molto chiaro come il mondo del lavoro potesse assorbire i nuovi laureati.
Io so che trovano occupazione in diverse aziende, ma davanti a una Laurea Specialistica quinquennale, viene preferita quest’ultima.
Siccome però oggi siamo purtroppo in un mondo di precari, spesso chi si presenta con una Laurea Triennale ha meno pretese, e certi tipi di contratto sono più applicabili.
E riguardo la presenza delle donne? Spesso nelle facoltà scientifiche sono poche.
In questo c’è abbastanza parità, almeno tra gli studenti. I professori sono però quasi tutti uomini, ma indubbiamente appartengono a un’altra generazione.
Generalmente, da dove proviene un fisico, e dove sogna di andare?
Di solito approda alla Facoltà di Fisica dopo il Liceo Scientifico, e al termine degli studi desidera lavorare nell’ambito della ricerca, sia universitario sia privato, come il CNR o l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Anche le aziende sono una possibilità, perché la Laurea in Fisica è piuttosto versatile come tipo di preparazione, quindi con dei corsi specifici si può diventare programmatori o esperti di gestione.
Una mia collega ad esempio, lavora in un’azienda di telecomunicazioni e si occupa di tarare gli strumenti per il collaudo degli impianti.
Diciamo che sono principalmente dei lavori legati alla progettualità o alla tecnica.
Sei a un passo dalla Laurea. Puoi tirare un sospiro di sollievo.
Sì, anche se l’impatto col mondo del lavoro è sempre incerto.
Molti fisici cercano di rimanere in ambito universitario come ricercatori, però poi si rendono conto che sarebbe un  lungo precariato, anche economico, e quindi si riversano sulle aziende, le più diverse, come la mia collega, che è un fisico e lavora in un’azienda di telecomunicazioni.
E’ questo che succede.

Foto in prima pagina tratta da Wikipedia

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Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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