Mercoledì, 08 Luglio 2020

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Locandina_Madama_ButterflyIn questi giorni al Teatro dell’Opera di Roma è in scena una delle opere più spettacolari di Giacomo Puccini, che da più di un secolo entusiasma i suoi spettatori. Madama Butterfly, ancora fino al 28 maggio 2010, emozionerà il pubblico appassionato di lirica italiana grazie alla professionalità del coro e dell’orchestra del Teatro dell’Opera e all’allestimento del Teatro comunale di Bologna.
E’ una delle opere più conosciute al mondo, una delle più celebri del compositore italiano noto come uno dei massimi operisti della storia. Il suo fascino continua ad ammaliare i numerosi spettatori che seguono costantemente ogni sua rappresentazione. E il Teatro dell’Opera, almeno una volta all’anno, la include nel suo cartellone, proponendola anche d’estate nella fantastica cornice delle Terme di Caracalla, che contribuisce sicuramente a evocare grande suggestione e un’emozione indescrivibile.

Madama_ButterflyScritta in seguito alle due più celebri opere di Giacomo Puccini, La bohème e Tosca, che stregarono fin da subito il pubblico, Madama Butterfly rappresentava un campo inesplorato per l’autore che fino ad allora non aveva mai messo mano ad opere “esotiche” e non si era ancora cimentato con l’espressionismo musicale nascente. Anche se l’opera si collocava nel periodo di maggior successo del compositore, dettato fondamentalmente dal prezioso rapporto instaurato con i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, Madama Butterfly al suo debutto si rivelò inaspettatamente un vero e proprio fiasco.
Era il 1904 quando alla Scala di Milano la nuova opera tanto attesa di Puccini deluse i suoi spettatori. Ma l’operista non si perse d’animo e tenacemente si occupò di una revisione accurata. Non poteva abbandonare la tragedia di David Belasco di cui si innamorò a prima vista durante una rappresentazione a Londra. Il testo era tratto a sua volta da un racconto dell’americano John Luther Long dal titolo Madam Butterfly.
Al Teatro Grande di Brescia, qualche mese dopo, finalmente Madama Butterfly ebbe l’accoglienza che si meritava. Il suo trionfo non cessò nemmeno un attimo nel corso degli anni, e ancora oggi si rivela una delle opere più apprezzate di sempre, messa in scena nei teatri più importanti del mondo.

La famosa “tragedia giapponese in due atti”, come veniva chiamata originariamente, narra di una delle storie d’amore più sofferte e passionali di tutti i tempi, che vede come protagonista Pinkerton, un ufficiale della marina degli Stati Uniti, e una geisha di nome Cio-cio-san, che nella traduzione inglese prende il nome di Madama Butterfly. Sbarcato a Nagasaki, l’ufficiale prende in sposa la giovane giapponese spinto unicamente dalla curiosità per le usanze locali, secondo le quali l’uomo poteva ripudiare la moglie anche solo dopo un mese. Così accade, e Butterfly rimane sola ad accudire il figlio nato dall’unione, sempre accesa da un amore ardente e fiduciosa del ritorno del suo amato. Ma dopo una lunga attesa, la giovane geisha si trova di fronte ad un’amara illusione: l’ufficiale torna per prendersi il bambino, accompagnato da una donna presa in sposa negli Stati Uniti. Straziata dal dolore, Butterfly decide di suicidarsi. E solo quando Pinkerton decide di tornare da lei a chiederle perdono, si accorgerà della tragedia già consumata.

Questa struggente storia d’amore ha il potere di coinvolgere sempre i suoi spettatori perché è narrata con un’intensità e una forza espressiva tale da trascinarci nella trama e nel dolore della giovane donna. La musica poi gioca la sua parte, con i suoi famosi brani che oramai hanno preso parte nell’immaginario collettivo della tradizione operistica. E poi tutto è studiato nei minimi dettagli. Non a caso, Puccini prima di comporre l’opera si documentò senza sosta sulla cultura orientale, studiano approfonditamente gli usi e i costumi dell’affascinante tradizione giapponese.

A quanto pare il suo lavoro non è stato inutile e neanche approssimativo, se, a distanza di così tanti anni, la sua opera ha ancora una presa così forte sul pubblico e emoziona tutte le generazioni.

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