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La Roma e il sogno infranto

totti_3Troppo bello. Sarebbe stato troppo bello continuare a veder vincere la Roma. Prima o poi doveva accadere e segnali in tal senso già ce ne erano stati. Contro il Bari e l’Atalanta i giallorossi hanno rischiato e solo la troppa differenza tecnica ha impedito il tracollo nelle settimane scorse. Contro la Lazio è accaduto un piccolo miracolo. Una partita che se giocata altre nove volte avrebbe visto vincenti i cugini biancocelesti. Ed invece, con due tiri in porta, la Roma si è aggiudicata anche il secondo derby della stagione e ripreso il primo posto. Poi è arrivata la Sampdoria di Del Neri e Cassano. Due ex. E il sogno sembrava poter continuare. Un primo tempo di classe assoluta, padronanza del campo e degli spazi ma un solo gol. Un solo gol a fronte di una mole di gioco incessante e di occasioni da rete numerose. Fra queste un tiro del Capitano, già autore del gol, che, complice una leggera deviazione di Storari, vede il pallone schiantarsi sul palo.

claudio_ranieri_articoloEd è lì che si sono schiantati anche i sogni dei romanisti. Perchè rientrati dagli spogliatoi dopo l’intervallo la Roma si è persa. Non ha saputo organizzarsi. Non ha più saputo costruire azioni degne di nota. E la Samp che aveva nella gambe e nel cuore la voglia prepotente di arrivare in champions, prima pareggia e poi passa in vantaggio. Ed anche Ranieri, che giusto una settimana prima aveva, con un colpo di genio, cambiato le sorti del derby con il cambio De Rossi – Totti con Menèz – Taddei, stavolta appare confuso nelle scelte. Toglie Perrotta per far entrare Toni. Fa uscire Cassetti per Taddei. Tutti all’attacco. Nel tentativo disperato di provare a ribaltare di nuovo la situazione. Senza riuscirci. Persa la partita e perso il primo il posto in campionato. Lasciato agli uomini di Mou con due punti di distacco. Al termine della partita i giocatori erano affranti come se avessero perso una finale di Coppa dei Campioni. E questo non mi è piaciuto. Non è ieri che si è perso lo scudetto. Per questo non devono essere tristi. Ma devono essere orgogliosi di quanto hanno fatto. Delle emozioni che hanno saputo regalare e che ancora regaleranno in questo finale di stagione. La loro è stata una rincorsa esaltante ma che prima o poi, la fatica, la tensione, la paura avrebbero interrotto.

La fortuna aiuta gli audaci, si dice. Quindi aspettiamo a dire è finita. Ci sono ancora nove punti e finchè la matematica non metterà la parola fine alla disputa bisognerà crederci. Soprattutto perchè un arrivo a pari punti premierebbe la compagine giallorossa. E’ vero che trovarsi legati a ciò che la Lazio sarà in grado di fare contro l’Inter è paradossale, ma voglio pensare che la Lazio sia una squadra di professionisti e che come tale onorerà l’impegno. Certamente la Roma dovrà ricominciare a fare il proprio dovere già da sabato battendo un Parma che nè in positivo, nè in negativo ha più niente da chiedere a questo campionato.

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