- Cosa: Lo spettacolo teatrale Il Caos – Antichi VIP allo sbaraglio.
- Dove e Quando: Teatro Trastevere, Roma. Data unica il 18 febbraio alle ore 21:00.
- Perché: Una rilettura ironica e pungente dei grandi eroi dell’epica classica, proiettati nelle nevrosi della vita contemporanea.
Il panorama teatrale romano si arricchisce di un appuntamento imperdibile che promette di scuotere le fondamenta del mito classico per riportarlo a una dimensione sorprendentemente umana e attuale. Il prossimo 18 febbraio, il palco del Teatro Trastevere ospiterà la data unica di Il Caos – Antichi VIP allo sbaraglio, un’opera firmata e interpretata da Susanna Lauletta. Questo progetto ambizioso nasce da una profonda riflessione sugli scritti di Mariangela Galatea Vaglio, nota per la sua capacità di divulgare la storia e la mitologia con un piglio critico e moderno, rendendo accessibili figure che spesso restano confinate nell’aula scolastica o nell’accademia.
L’evento si presenta come un viaggio trasversale tra le epoche, dove il solco tracciato dai poemi epici di Omero e Virgilio viene riempito di nuovi significati. Non si tratta di una semplice parodia, ma di un’operazione di “spogliarello” emotivo: i grandi eroi, solitamente avvolti in un’aura di perfezione e solennità, vengono privati del loro canto aulico per essere immersi nel caos della quotidianità. Il risultato è un ritratto speculare della nostra società, dove le ambizioni, le fragilità e i colpi di scena che caratterizzavano le vite degli antichi sembrano sussurrare una vicinanza inquietante e affascinante alle difficoltà dell’uomo moderno.
Un linguaggio duplice tra corpo e parola
Il cuore pulsante di questo spettacolo risiede nella scelta registica di utilizzare un duplice linguaggio, quello corporeo e quello verbale, che si intrecciano per dare forma a una narrazione polifonica. Susanna Lauletta ha selezionato alcune delle figure più iconiche della letteratura classica, estrapolandone sfumature psicologiche particolari che faticano a emergere nelle letture tradizionali. Il movimento del corpo non è solo accessorio, ma diventa una vera e propria partitura astratta di mimodramma che apre lo spettacolo e ne sintetizza il nucleo profondo.
Questa astrazione corporea serve a rappresentare l’avanzare delle ere e la persistenza dei pensieri umani, che oscillano incessantemente tra un passato mitico e un futuro incerto. Il linguaggio fisico è radicato e terreno, quasi a voler ancorare le divinità e gli eroi alla terra, rendendoli vulnerabili e tangibili. È un lavoro di sintesi espressiva dove il gesto anticipa la parola, preparando lo spettatore a un’immersione totale nel caos narrativo che seguirà. La regia sceglie deliberatamente di spogliare il palco, eliminando sovrastrutture scenografiche ingombranti per riempire lo spazio solo con l’essenzialità del corpo e dell’immaginazione.
Il vortice riparatore del mito contemporaneo
Quando la parola prende il sopravvento, lo fa con una forza “vorticosa e riparatrice”. Il linguaggio verbale in Il Caos è concepito come uno strumento di interpretazione viva, capace di guardare oltre la superficie del testo scritto. Le figure epiche, un tempo distanti, diventano personaggi vibranti che parlano la nostra lingua emotiva. La parola si fa ironica e pungente, distruggendo il piedistallo su cui abbiamo posto gli “antichi VIP” per rivelarne la natura più autentica e, paradossalmente, più eroica proprio perché fallibile.
Questo approccio permette al pubblico di percepire il mito non come un reperto museale, ma come una guida per interpretare il presente. Gli accadimenti che si susseguono in scena sono lo specchio di una realtà in cui il caos non è solo disordine, ma una fucina di nuove possibilità. La capacità della Lauletta di trasformare le pagine della Vaglio in azione scenica permette di esplorare come le passioni umane restino immutate nei secoli, nonostante il mutare delle tecnologie e delle strutture sociali. È una riflessione sulla continuità della natura umana che trova nella performance teatrale la sua espressione più completa.
La magia del Teatro Trastevere come cornice
Scegliere il Teatro Trastevere per una rappresentazione di questo tipo non è casuale. Situato nel cuore pulsante di uno dei quartieri più storici e vivaci di Roma, questo spazio si presta perfettamente a ospitare lavori che fondono ricerca artistica e coinvolgimento popolare. L’atmosfera intima del teatro permette al pubblico di sentirsi parte integrante del “caos” evocato sul palco, rendendo l’esperienza dello spettatore quasi immersiva. La vicinanza fisica tra interprete e platea esalta ogni sfumatura del mimodramma e ogni accento del testo verbale.
In un’epoca in cui siamo bombardati da contenuti digitali rapidi e spesso superficiali, concedersi il tempo di osservare il mito che si fa carne e parola in una serata dedicata è un atto di resistenza culturale. Il Caos – Antichi VIP allo sbaraglio si configura quindi come un evento speciale non solo per la sua data unica, ma per la capacità di farci ridere delle nostre stesse debolezze attraverso gli occhi di chi ha fondato la cultura occidentale. Un appuntamento che promette di lasciare il segno, invitando a guardare oltre le apparenze di ieri e di oggi.
Info utili
- Luogo: Teatro Trastevere, Via Jacopa de’ Settesoli 3, Roma.
- Data: 18 febbraio, ore 21:00.
- Biglietti: Intero 13,00 euro; Ridotto 10,00 euro.
- Note: È prevista la tessera associativa.
- Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847.
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
