- Cosa: Il secondo concerto della Rassegna Agorà Musicale 2026 intitolato Il violino e la viola tra Ottocento e Novecento.
- Dove e Quando: Roma, Salone della Chiesa di S. Angela Merici (Via Sant’Angela Merici 55), domenica 15 febbraio alle ore 19:00.
- Perché: Un viaggio sonoro che unisce il romanticismo tedesco alla modernità jazzistica di Milhaud, interpretato dall’Ensemble ArchiinCanto.
La capitale si conferma ancora una volta un palcoscenico vibrante per la musica da camera, capace di far rivivere spazi comunitari attraverso la colta bellezza delle sette note. Domenica 15 febbraio, il quartiere Nomentano si animerà grazie al secondo appuntamento della Rassegna Agorà Musicale 2026, un progetto che mira a portare l’eccellenza esecutiva a stretto contatto con il territorio. Protagonista della serata sarà un dialogo strumentale d’eccezione, quello tra il violino e la viola, due anime della famiglia degli archi che, pur condividendo una radice comune, offrono sfumature timbriche profondamente diverse: brillante e svettante il primo, brunito e introspettivo il secondo.
Il concerto, intitolato significativamente Il violino e la viola tra Ottocento e Novecento, promette di essere molto più di una semplice esecuzione accademica. Si tratta di un’esplorazione stilistica che attraversa due secoli di storia della musica, mettendo in luce come il linguaggio dei suoni si sia evoluto, trasformato e talvolta contaminato con altri generi. L’evento gode del patrocinio del II Municipio del Comune di Roma, a testimonianza della rilevanza culturale di un’iniziativa che vede nella diffusione della musica dal vivo un potente strumento di coesione sociale e arricchimento personale.
Tra Romanticismo e suggestioni popolari
Il programma della serata si apre nel segno della grande tradizione classica e romantica. Uno dei momenti più attesi è senza dubbio l’esecuzione dell’ Adagio Cantabile dalla Romanza n.2 per violino e pianoforte di Ludwig van Beethoven. Questo brano, intriso di una nobiltà melodica senza tempo, è curiosamente entrato nell’immaginario collettivo italiano anche per ragioni extra-musicali: negli anni Settanta, infatti, la sua melodia fu scelta per accompagnare la pubblicità di un celebre liquore, diventando un “tema” familiare anche per chi non frequentava abitualmente le sale da concerto. Ascoltarlo oggi nella sua veste integrale permette di riscoprire la purezza della scrittura beethoveniana, lontana dalle logiche commerciali.
Il percorso prosegue con il tardoromanticismo tedesco di Max Bruch, rappresentato dalla Romanza per viola op.85. Bruch, maestro della forma e della melodia, dedica alla viola una pagina di straordinaria cantabilità lirica, esaltando il registro medio dello strumento che qui sembra quasi imitare la voce umana. È una musica che avvolge l’ascoltatore, fatta di ampi respiri e di una ricerca armonica che guarda con nostalgia a un mondo che stava per cambiare per sempre sotto i colpi delle avanguardie del nuovo secolo.
L’eredità di Respighi e le innovazioni del Novecento
Il legame tra i compositori in programma si fa ancora più stretto con la figura di Ottorino Respighi, di cui verranno eseguiti la Berceuse e il Valse Caressante tratti dai Sei pezzi per violino e pianoforte. Respighi fu allievo proprio di Bruch a Berlino, e da lui ereditò quella maestria nella costruzione melodica che seppe poi declinare in una sensibilità tutta italiana, raffinata e impressionistica. In questi brani, il violino danza su armonie delicate, evocando atmosfere quasi sognanti, tipiche della musica da camera europea dei primi anni del Novecento, dove la grazia del valzer incontra una malinconia sottile e preziosa.
Il vero scarto stilistico della serata si avverte però con l’approdo al linguaggio di Darius Milhaud. Con i suoi 4 Visages per viola e piano op.238, il compositore francese ci trascina in pieno Novecento. Milhaud, esponente di spicco del “Gruppo dei Sei”, introduce elementi di rottura come la politonalità e, soprattutto, le influenze derivanti dal jazz. La viola qui cambia pelle: non è più solo lo strumento elegiaco del secolo precedente, ma diventa interprete di ritmi spezzati, armonie aspre e una vitalità metropolitana che riflette le inquietudini e l’energia della modernità. Un contrasto affascinante che mette alla prova la versatilità degli esecutori.
Gli interpreti: l’Ensemble ArchiinCanto
A dare vita a questo complesso programma saranno tre musicisti di chiara fama, componenti dell’Ensemble ArchiinCanto dell’Associazione Culturale Insieme Oltre la Musica. Il M° Emilia Nigro al violino e Giovanni Nigro alla viola cureranno le parti solistiche, creando quell’intesa cameristica necessaria per svelare le trame dei dialoghi tra i due archi. Il sostegno armonico e il contrappunto pianistico saranno invece affidati al M° Ombretta Barbiero, la cui esperienza garantisce un equilibrio perfetto tra gli strumenti.
L’Associazione Insieme Oltre la Musica, attraverso la rassegna Agorà Musicale, prosegue dunque il suo impegno nel promuovere la cultura musicale a Roma, puntando su programmi originali che sappiano incuriosire il pubblico. L’ingresso a offerta libera sottolinea la volontà di rendere la grande musica accessibile a tutti, trasformando una domenica pomeriggio in un’occasione di incontro e bellezza condivisa all’interno del suggestivo salone della Chiesa di S. Angela Merici.
Info utili
- Evento: Concerto “Il violino e la viola tra Ottocento e Novecento”
- Data: Domenica 15 febbraio 2026, ore 19:00
- Luogo: Salone della Chiesa di S. Angela Merici, Via Sant’Angela Merici 55, Roma
- Ingresso: Offerta libera
- Organizzazione: Associazione Culturale Insieme Oltre la Musica (IOLM)
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