Cosa: Lo spettacolo teatrale “Figli Maschi”, una commedia esilarante sull’eredità emotiva e i legami familiari.
Dove e Quando: Teatro Golden (Via Taranto, 36), dal 19 febbraio all’8 marzo 2026.
Perché: Per ridere degli stereotipi di genere e riflettere sulla complessità dei rapporti tra madri e figli nel mondo contemporaneo.
La scena teatrale capitolina si arricchisce di un nuovo appuntamento imperdibile che promette di coniugare la comicità brillante alla riflessione sociale. Al Teatro Golden, dal 19 febbraio all’8 marzo 2026, approda Figli Maschi, l’ultima fatica dei Centouno, il trio composto da Luca Latino, Flavio Moscatelli ed Ezio Passacantilli. Insieme a loro, il palco vedrà la partecipazione di Francesca Anna Bellucci e Lara Balbo, sotto la sapiente regia di Leonardo Buttaroni. Una produzione Lea Production che punta a scardinare uno dei detti popolari più radicati nella nostra cultura, quell’augurio di “figli maschi” che un tempo rappresentava una garanzia di stabilità e continuità, ma che oggi si scontra con una realtà fluida e decisamente più complessa.
L’opera si inserisce nel solco della commedia di situazione, ma ne eleva il tono grazie a una scrittura attenta alle dinamiche psicologiche dei personaggi. Il pretesto narrativo è l’organizzazione del settantesimo compleanno di una madre, figura centrale eppure fisicamente assente per gran parte della narrazione, la cui influenza permea ogni dialogo e ogni conflitto tra i protagonisti. I Centouno confermano la loro cifra stilistica fatta di tempi comici serrati e una chimica scenica collaudata, trasportando lo spettatore in un ambiente domestico familiare, una terrazza romana che diventa metafora di un’attesa esistenziale.
Un’eredità emotiva sotto i riflettori
Al centro della vicenda troviamo Luca e Flavio, due fratelli alle prese con il peso di essere “figli maschi” di una madre profondamente anticonformista. La donna, descritta come sfuggente e lontana dai canoni della maternità tradizionale, ha lasciato nei due un’impronta indelebile, fatta di insicurezze e domande irrisolte. Mentre attendono il suo arrivo per festeggiarla, i fratelli si ritrovano in terrazzo con il cugino Ezio, da sempre considerato parte integrante del nucleo familiare. In questo spazio sospeso tra il cielo di Roma e le mura domestiche, i tre iniziano a scoperchiare il vaso di Pandora delle proprie esistenze.
Quella che doveva essere una semplice festa si trasforma rapidamente in un’analisi introspettiva, seppur mediata dall’ironia. La stabilità che il genere maschile avrebbe dovuto garantire, secondo gli antichi proverbi, si rivela un castello di carte. Le vite dei tre protagonisti sono in realtà fragili, costellate di piccoli fallimenti e grandi dubbi. Il confronto tra i maschi della famiglia mette a nudo una vulnerabilità spesso taciuta, rendendo la commedia un ritratto generazionale autentico. La regia di Buttaroni è abile nel calibrare i momenti di pura risata con quelli di maggiore intensità emotiva, evitando che il ritmo cali anche nelle fasi più riflessive.
Intrighi condominiali e colpi di scena
L’equilibrio precario dei tre protagonisti viene ulteriormente scosso dall’intervento dell’elemento esterno: il vicinato. Come spesso accade nei condomini romani, i confini tra pubblico e privato si assottigliano, e la terrazza diventa teatro di incontri imprevisti. L’arrivo di due avventrici casuali, interpretate da Francesca Anna Bellucci e Lara Balbo, porta una ventata di scompiglio che accelera il meccanismo dei colpi di scena. Le dinamiche si complicano, le bugie vengono a galla e i segreti personali si intrecciano con i problemi delle nuove arrivate, creando un cortocircuito comico di grande efficacia.
Questi incontri “indesiderati” costringono Luca, Flavio ed Ezio a guardarsi allo specchio. Non sono più solo i figli in attesa della madre, ma uomini chiamati a rispondere delle proprie azioni in un contesto che non possono controllare. La commedia esplora così il tema del cambiamento: è possibile affrancarsi dalle aspettative familiari e sociali? Il desiderio di evolversi si scontra con la comodità delle vecchie abitudini. La forza di Figli Maschi risiede proprio in questa tensione, risolta attraverso battute fulminanti e una mimica che attinge alla migliore tradizione della comicità italiana contemporanea.
Il mito della “fortuna” maschile al tramonto
Il titolo dello spettacolo richiama esplicitamente una concezione patriarcale della famiglia, dove il figlio maschio era considerato un “investimento” per il futuro. I Centouno giocano abilmente con questo concetto, mostrandone l’anacronismo. Nella società attuale, l’essere maschi non esenta dalle fragilità e non garantisce affatto quel successo o quella solidità che i genitori di una volta auspicavano. Attraverso il gioco del teatro, si ride di una tradizione che sta sbiadendo, lasciando il posto a una ricerca di identità più autentica e meno legata ai ruoli predefiniti.
In conclusione, Figli Maschi è un invito a ridere delle proprie debolezze senza mai perdere di vista l’importanza dei legami affettivi. La commedia riesce nell’intento di intrattenere il pubblico del Teatro Golden offrendo al contempo diversi spunti di riflessione sulla vita di coppia, sulla fratellanza e sul rapporto mai risolto con le figure genitoriali. Resta solo da scoprire se i protagonisti riusciranno a essere all’altezza del loro desiderio di cambiamento o se rimarranno ancorati a quella secolare credenza che li vorrebbe fortunati per diritto di nascita. Una sfida che si consuma tra un brindisi e l’altro, in attesa di una madre che, forse, ha ancora molto da insegnare loro.
Info utili
- Date: Dal 19 febbraio all’8 marzo 2026
- Luogo: Teatro Golden, Via Taranto 36, Roma
- Orari: Consultare il botteghino per i turni serali e pomeridiani
- Contatti: Telefono 06.70493826
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