Di San Lorenzo, alcuni personaggi noti hanno espresso pareri suggestivi. L’Ing. Talamo (direttore dell’Istituto Romano dei Beni Stabili agli inizi del XX secolo) affermava che “riassume in sé prima tutti gli errori che la incoscienza di quell’infausto periodo seppe creare, poi tutte le disastrose conseguenze economiche, igieniche e morali che a quello dovevano inevitabilmente seguire”. La grande educatrice e pedagoga Maria Montessori, ricordando la sua prima passeggiata per le vie del quartiere “dove la gente per bene passa solo dopo morta”, afferma di aver avuto, in quella circostanza, la netta sensazione di trovarsi in una città colpita da un grande evento disastroso.
Con una forma geometrica simile a quella di un quadrilatero allungato, e limitato da strade e piazze importanti come la tangenziale est, Porta Maggiore, via Tiburtina, San Lorenzo è un quartiere a se stante, evidentemente diverso da tutti gli altri di Roma. Camminando per le sue vie e guardandosi intorno si avverte chiaramente un’anima sofferente, ma viva, che aleggia tra le abitazioni. Con lo sfondo sempre presente dell’imponente scalo, il quartiere pullula di ragazzi, soprattutto in virtù dell’adiacente presenza dell’università La Sapienza, ma anche perché San Lorenzo incarna ancora oggi lo spirito ribelle delle nuove generazioni, quasi come se l’anima combattente espressa durante la seconda guerra dovesse perpetuare la sua presenza nel dedalo di vie del quartiere.
E recentemente, ai nomi storici si sono affiancati locali costantemente gremiti di clienti, come il ristorante “Pinsa e Buoi” (viale dello Scalo di San Lorenzo n. 15, www.pinsaebuoi.it), dove oltre a degli ottimi piatti di carne è possibile gustare la “Pinsa”, una sorta di pizza realizzata con tre diversi tipi di farina e lievitata per circa 3 giorni, risultando in tal modo altamente digeribile.
Ed il Teatro allo scalo (via dei Reti n.36, www.teatroalloscalo.it, www.ezrome.it), rinnovato ed inaugurato lo scorso anno, un piccolo ma suggestivo ritrovo per gli amanti di un ambiente teatrale dove è possibile il contatto ravvicinato con gli attori.
Il B-Said (via Tiburtina n. 135, www.said.it) è invece un suggestivo locale situato in uno dei vicoletti più nascosti di via Tiburtina. Conosciuto ai più come la cioccolateria di San Lorenzo, propone con raffinatezza un ambiente curato, dove gustare una prelibata cioccolata calda oppure un aperitivo con calice di vino e stuzzichini preparati con gusto. Purtroppo, è chiuso di domenica.
E per concludere, “C’era una svolta” (via dei Volsci n. 49), un’associazione culturale ormai diventata punto di riferimento per gli universitari e non solo. Il locale è perfetto per gustare una birra, da selezionare tra le molte disponibili, tra cui anche raffinate e rare birre artigianali italiane. Ma non mancano neppure tisane e diverse scelte di vino, da gustare insieme ad una variegata scelta di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale. I proprietari del locale sono naturalisti convinti e per questo dal menù sono banditi i superalcolici. Il contesto amichevole del posto è c completato dalla possibilità di passare il tempo ascoltando musica dal vivo (tra cui jazz, funk e blues), con i giochi da tavolo a disposizione, leggendo o partecipando alle attività culturali dell’associazione, tra cui sessioni di reading organizzate di frequente.
È evidente come San Lorenzo rappresenti uno dei quartieri simbolo della nostra capitale. Con il suo passato travagliato e sofferto, con le sue profonde ferite rimarginate e le contraddittorie personalità che vi hanno vissuto, ci si trova immersi in una sorta di palcoscenico. Un contesto dove tutti indistintamente, romani e non, turisti e abitanti, ritrovano uno spirito popolare verace semplicemente passeggiando per le vie. Un quartiere da salvaguardare, per non dimenticare la nostra storia e per vivere appieno quanto di meglio sa offrire.
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