Sabato, 24 Ottobre 2020

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lianazanfrisco_3Non è facile trovare un'organizzazione in cui l'obiettivo è promuovere artisti contemporanei, con serietà, dedizione, studio, ricerca e soprattutto passione. A Roma esiste, ed è Merzbau Arte e Cultura.
Chi è del settore il nome è noto. Nato come portale di arte contemporanea, organizza mostre di grande interesse con un unico comun denominatore, messaggi e storie da raccontare, dal punto di vista  dell'artista.

Il rapporto tra l'arte contemporanea e il pubblico non sempre è facile. Numerose sono le persone che avvicinandosi  ad un opera contemporanea si sentono confuse, incapaci di coglierne il significato, come se fosse un mondo lontano e per questo indecifrabile. Il segreto è quello di avvicinarsi al contemporaneo senza pregiudizi, con la mente aperta e pronta a "partire" per un viaggio emotivo, ma molte volte anche sensoriale inaspettato.


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Questo è quello che è possibile intraprendere nell'ultima esposizione curata da Merzbau dal titolo, Liana Zanfrisco C'est la vie. La mostra è a cura di Paola Donato e Loris Schermi ed organizzata in collaborazione con Mu.Ga.
"Liana Zanfrisco, artista internazionale colta e raffinata, espone per la prima volta a Roma, presentando un lavoro che si snoda tra correlazioni ed illogiche presenze. Per un mese il suo studio si trasferisce in Galleria, con opere disegni, pitture, fotografie, diasec, video, oggetti. Una installazione perfomativa in divenire che vede l'artista presente in prima persona per tutta la durata della mostra" (Paola Donato - Loris Schermi)
In questa frase dei curatori c' è un elemento da sottolineare: lo studio dell'artista è mobile e la mostra è in divenire. È proprio questo l'elemento più curioso, all'inizio anche spiazzante,  perché non sai cosa aspettarti, prima di entrare.

L'idea era quella di fare un'intervista con l'artista, ma non avendo un programma già precostruito, dettato da una mostra già bella e fatta, oserei dire che l'intervista che ho fatto a Liana Zanfrisco è anch'essa un divenire, senza programmazione delle domande, ma guidata, dalla percezione che ho ricevuto dalle opere  esposte, ma anche da quello che l'artista mi ha trasmesso, con le sue avvincenti parole. 
«Stavo lavorando per questo studio portatile, un'idea nata un po' per caso, per il mio essere un po' vagabonda. Un'italiana, andata in Germania, poi in Belgio. Il punto fermo era il mio lavoro, perché il mio studio lo portavo dietro con me anche durante le mostre».

C'est la vie, il titolo della mostra, è fortemente evocativo e come ci spiega la Zanfrisco, nella dizione francese può avere un doppio significato, uno più letterale, ad indicare il racconto di una vita, ed uno più leggero, perché i francesi utilizzano questa frase per suggerire leggerezza "C'est la vie"! Loris Schermi (curatore della mostra insieme a Paola Donato) ci dice invece, che è stato scelto anche per suggerire un richiamo ad una celebre frase di Duchamp: Rrose Sélavy.
Tutti e tre i significati sono perfettamente calzanti. La mostra espone la ricerca continua, della Zanfrisco, che prende ispirazione da tutto c'ho che a che fare con la sua vita, da quando si alza, a quando va a dormire, dal suo quotidiano, dal suo vissuto, dai suoi ricordi, dai suoni, rumori, percezioni di frasi di giornale, libri, cinema, telegiornali ed attualità.
«Qualsiasi cosa, letteratura, film, etc,  mi impressionano, tutto questo diventa del materiale, che verrà selezionato, rivisto da me, inserito in un archivio, diviso in maniera alfabetica dalla A alla Z. Possono essere aggettivi, verbi che per me sono importanti di cui trovo gli equivalenti in tedesco e francese. Perché le parole nascono nella lingua di dove ero in quel determinato momento,  in Germania o in Belgio. Dopo la catalogazione, il materiale lo  posso usare, o rimane li. Un po' come le parole, una volta che le hai acquisite, fanno parte del linguaggio, io lavoro in arte come si lavora in letteratura, è un linguaggio che rielaboro, continuamente»

lianazanfrisco_1Nella sala della galleria, ci sono appesi alle pareti, disegni, un grande ricamo di un comò, taccuini dipinti, e una proiezione di diapositive, dove vengono mostrate alcune immagini che sono custodite all'interno del suo archivio.

L'archivio è un lavoro straordinario e infinito costantemente in evoluzione. Liana Zanfrisco, molto gentilmente me lo ha mostrato, e solo sfogliandolo si può capire, la passione che guida ogni sua ricerca e il suo concepire l'arte. Il tutto è accompagnato da un sound collage, dove vi sono «suoni onomatopeici, giochi di parole e di rumori che sono delle cose elementari, naturali. Le proiezioni sono parte dell'archivio, tutti gli elementi che prendo alcuni dei quali ancora non li ho utilizzati, sono lì,  da diversi anni, non è detto che io non possa usarli».
Tra questi interessanti sono degli utensili da cucina, come una zuccheriera,  uno scopa,  una tazza, qualsiasi oggetto, che rimanda in qualche modo al ruolo della donna, che per la Zanfrisco ha un grande significato.
«Noi donne (artiste) siamo state molto fortunate. Anni prima il lavoro in arte della donna era inteso come bricolage, escluso dalle vie artistiche ufficiali. Poi ci sono state delle grandi artiste, che sono riuscite ad imporsi, hanno fatto come Fontana uno sgarro nell'arte. L'arte femminile è una qualità straordinaria. Sono nata, in una casa dove c'era un tavolo quadrangolare,( i miei genitori sono i sarti), ed il suono che ha accompagnato la mia vita è stato quello del taglio delle forbici affilate. Mi sono interessata subito al lavoro femminile, una occupazione straordinaria, elementare, di cura di se stessi, tutto questo che è naturale, mi piace ed entra nel mio lavoro, per questo C'est la vie. Io sono una che lavora in casa in tutti i sensi, invece di farsi l'orlo, faccio un disegno».

lianazanfrisco_4Un'altra componente molto importante dell'arte della Zanfrisco è il rapporto con il Surrealismo.
Nella parete della galleria è riportata la definizione che Comte de Lautréamont diede su questo celebre movimento artistico, in Tedesco. In italiano il suo significato è "Il surrealismo è bello come l'incontro di una macchina da cucire e un ombrello in un tavolo operatorio".
Questa citazione accompagna una installazione della Zanfrisco « Il Surrealismo è un movimento che si può sviluppare,  lo puoi continuare, andando oltre. Li ho giocato su questa frase, con degli oggetti comprati ad un mercatino. È un incontro casuale di uno sgabello da dentista con una pila di piatti sotto la luce di una lampada, è venuto così, così è stato, e ho voluto presentarlo così».

La percezione che si ha visitando questa mostra è l'aspetto ludico, il divertimento, la leggerezza, il talento e l'originalità, ma anche la grande umanità, cultura  e simpatia di Liana Zanfrisco.
Una grande immaginazione che anima la sua mente artistica, capace di regalare un sorriso e di immaginare anche mondi paralleli. «Siamo certi che quando noi non ci siamo gli oggetti non si muovano?».

Tutto questo secondo me può avvicinare il pubblico a comprendere un po' di più l'arte contemporanea.

Liana Zanfrisco C'est la vie Spazio Mu.Ga. via Giulia 108 - ROMA
Apertura: DAL 1 OTTOBRE AL 30 OTTOBRE
Orari: DAL LUNEDI AL VENERDI ORE 10.30-13.00 /16.00-19.00 O SU APPUNTAMENTO
Contatti: Spazio Mu.Ga. via Giulia n. 108 Roma - Tel. 06.45540484 cell 339.3965020
Curatori: Paola Donato e Loris Schermi tel. 06.86891121 cell. 347.7074779 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo./Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Organizzazione: Embrio.net www.embrio.net e Associazione Merzbau Arte e Cultura 
www.merzbau.it - Il Portale dell'Arte Contemporanea a Roma

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Il portale EZ Rome e' una testata giornalistica di carattere generalista registrata al tribunale di Roma - Numero 389/2008
Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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