Cosa: GIULIETTA E ROMEO – stai leggero nel salto, un concerto scenico scritto e diretto da Roberto Latini.
Dove e Quando: TeatroBasilica di Roma, dal 12 al 15 febbraio 2026.
Perché: Una rilettura essenziale che esplora l’istante puro dell’incontro amoroso prima che diventi tragedia.
Il palcoscenico del TeatroBasilica si prepara ad accogliere una delle storie più celebri della letteratura mondiale, ma spogliata di ogni sovrastruttura per ritrovare l’essenza del sentimento. Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto, con la drammaturgia e la regia di Roberto Latini, non è la messa in scena integrale della tragedia shakespeariana, bensì un’indagine emotiva e sonora che si concentra esclusivamente sui momenti in cui i due amanti sono insieme. In un’epoca di velocità e frammentazione, lo spettacolo invita il pubblico a soffermarsi sull’occasione dell’amore, su quel “salto” che richiede, oggi come allora, una leggerezza quasi metafisica.
Un concerto scenico tra parola e suono
L’opera si configura come un vero e proprio concerto scenico, dove la parola non è solo veicolo di significato, ma diventa materia sonora. Roberto Latini, accompagnato sul palco da Federica Carra, costruisce una partitura che attraversa le poche scene in cui i due protagonisti condividono lo spazio e il tempo. La struttura si articola in cinque quadri, concepiti come i movimenti di una suite musicale, dove la parola detta e ascoltata crea un’apertura temporale che sembra sottrarsi al divenire tragico del destino.
La dimensione sonora è curata da Gianluca Misiti, le cui musiche dialogano costantemente con la recitazione, mentre il disegno luci di Max Mugnai e i costumi di Daria Latini contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa. L’inserimento di contributi video tratti da L’amore ist nicht une chose for everybody (loving kills) del Collettivo Treppenwitz aggiunge un ulteriore strato di riflessione contemporanea sulla natura del desiderio e del sentimento amoroso, rendendo la performance un’esperienza multidisciplinare che interroga profondamente lo spettatore.
La tragedia del futuro mancato
Al centro della riflessione di Latini non c’è la morte dei due giovani, ma la nostalgia del possibile. La tragedia di Romeo e Giulietta viene riletta come la tragedia dell’occasione mancata, di quel futuro intravisto attraverso una porta socchiusa che non arriverà mai a compiersi. È il racconto di un sentimento che si muove tra l’entusiasmo dell’incontro e la consapevolezza, quasi innata, della delusione che attende sull’altro piatto della bilancia. Questa interpretazione tocca corde universali, ricordando a chiunque abbia amato quanto sia brutale la verità quando somiglia troppo alla realtà già conosciuta.
Il testo scava nella memoria collettiva e individuale: i pensieri dei protagonisti sono i pensieri che ognuno di noi ha formulato alla stessa età, o in momenti diversi della vita in cui ci si è sentiti pronti al salto. La vera tragedia, suggerisce lo spettacolo, è il tempo che passa e che ci allontana dai ragazzi che siamo stati. Eppure, proprio in quel disincanto, la bellezza dell’amore può ancora intercettarci, a patto di rispettare l’unica condizione necessaria: la capacità di stare leggeri nel salto, di affrontare il vuoto con uno slancio che sia allo stesso tempo di vita e di cuore.
Un’indagine sull’essenza dell’incontro
La scelta di focalizzarsi solo sulle scene di coppia trasforma il dramma in un dialogo intimo e assoluto. Dall’incontro iniziale (“esaudisci”) al celebre balcone (“cento parole nella tua voce”), passando per il matrimonio clandestino, l’alba del distacco e infine la cripta, il percorso è una discesa nel profondo del legame tra due esseri umani. Non c’è il rumore del mondo esterno, non ci sono le faide familiari o i personaggi secondari: ci sono solo loro due, soli, immersi nelle parole che si scambiano e nel silenzio che le circonda.
Questa produzione della Compagnia Lombardi-Tiezzi si inserisce perfettamente nel percorso artistico del TeatroBasilica, luogo che conferma la sua vocazione per un teatro di ricerca, capace di rinnovare i classici senza tradirne lo spirito originario. La regia di Roberto Latini riesce a trasformare la “storia più triste del mondo” in un inno alla fragilità e alla bellezza del presente, ricordandoci che, nonostante il finale sia già scritto, è nell’istante del salto che risiede tutta la nostra umanità.
Info utili
- Date e orari: Dal 12 al 14 febbraio 2026 ore 21:00; domenica 15 febbraio ore 16:30.
- Indirizzo: Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma.
- Contatti: Telefono +39 392 9768519 | Email info@teatrobasilica.com
(Credi ph: Daniela Neri)
