- Cosa: Nostalgia, spettacolo di Giovanni Insaudo (DanceHaus più).
- Dove e Quando: Spazio Rossellini, venerdì 30 gennaio ore 20.30.
- Perché: Una riflessione coreografica unica sulla memoria e sull’istante che segue la performance.
La capitale si prepara ad accogliere una delle voci più interessanti della nuova scena coreutica europea. Nell’ambito di Scintille, la stagione danza 2026 curata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita | Spellbound, arriva in Prima Romana il lavoro di Giovanni Insaudo. Dopo il successo dell’apertura all’Ambra Jovinelli affidata al maestro Virgilio Sieni, la direzione artistica di Valentina Marini punta i riflettori su una generazione di creatori capaci di indagare il movimento con linguaggi ibridi e contemporanei.
Il 30 gennaio, lo Spazio Rossellini diventerà il teatro di una profonda indagine emotiva. Nostalgia, insignito del riconoscimento come miglior coreografo emergente al Premio Danza&Danza 2024, non è semplicemente uno spettacolo, ma un dispositivo scenico che interroga il pubblico sul valore del tempo, del ricordo e di quell’impalpabile desiderio di trattenere ciò che è per natura effimero. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla trasformazione incessante, Insaudo ci invita a fermarci e a guardare indietro, non con tristezza, ma con la consapevolezza che ogni frammento vissuto contribuisce a definire la nostra identità presente.
L’attimo sospeso tra la fine e l’applauso
Il cuore pulsante di Nostalgia risiede in una scelta drammaturgica audace e raffinata. La rappresentazione focalizza la sua attenzione su un arco temporale solitamente trascurato o considerato marginale: quei preziosi, elettrici istanti che intercorrono tra la fine dell’esecuzione tecnica e il primo applauso del pubblico. È un limbo, una terra di mezzo dove il danzatore non è più personaggio ma non è ancora ritornato pienamente persona; è il momento in cui l’adrenalina incontra la consapevolezza della fine.
Giovanni Insaudo sfida la cronologia tradizionale della performance teatrale. Invece di seguire uno sviluppo lineare, l’opera dilata questo momento di transizione, trasformando il saluto finale in un’immagine iconografica da analizzare e decostruire. La domanda che sottende l’intero lavoro è quasi metafisica: l’artista smette mai veramente di esibirsi o rimane, in qualche modo, intrappolato in una dimensione “altra”? Attraverso i corpi dei danzatori Sandra Salietti Aguilera e Hélias Dorvault (o Thomas Martino nel secondo cast), lo spettacolo esplora lo spettro caotico delle emozioni che attraversano chi sta sul palco, offrendo al pubblico una prospettiva ribaltata e intima dell’atto performativo.
Un mosaico visivo oltre la cronologia
Per tradurre in scena la complessità del ricordo, Insaudo si avvale di un linguaggio multimediale che arricchisce la grammatica della danza. L’opera include infatti un video in formato docufilm performativo, utilizzato non come semplice sfondo estetico, ma come vero e proprio strumento narrativo. Questa scelta permette di costruire la scena attraverso una sequenza non convenzionale, mimando il funzionamento stesso della memoria umana. I ricordi, infatti, non tornano alla mente seguendo una linea retta o un ordine cronologico preciso; riaffiorano per associazioni, lampi, frammenti disordinati.
Lo spettacolo diventa così un’esperienza di spostamento percettivo per lo spettatore. Il pubblico non si limita ad osservare una coreografia, ma si ritrova immerso nel processo creativo e nelle sensazioni viscerali che esso suscita nei danzatori. La “nostalgia” del titolo si rivela essere un sentimento ambivalente: malinconico per ciò che è passato, ma straordinariamente positivo per la capacità di rendere eterni, attraverso il ricordo, attimi unici e irripetibili. Insaudo trasforma il desiderio di rivivere il passato in un motore creativo che spinge la danza verso nuove forme di espressione, supportato da un tappeto sonoro eclettico che spazia da Woodkid a Son Lux.
Scintille 2026: Roma capitale della danza
La presentazione di Nostalgia si inserisce perfettamente nel disegno artistico di Scintille, la stagione 2026 che conferma Roma come polo nevralgico della danza contemporanea in Italia. Orbita | Spellbound, con il sostegno del MIC e della Regione Lazio, ha costruito un cartellone che si estende fino al 15 maggio, abitando quattro luoghi simbolo della cultura cittadina: il Teatro Ambra Jovinelli, lo Spazio Rossellini, il Teatro Biblioteca Quarticciolo e il Teatro Palladium.
Questa stagione rappresenta un unicum per la Capitale: quattro mesi di programmazione interamente dedicati all’arte coreutica, che mettono in dialogo i grandi maestri con gli esponenti del nuovo panorama europeo. La presenza di produzioni come quella di DanceHaus più dimostra la volontà di creare ponti tra diverse realtà produttive e di offrire al pubblico romano uno sguardo ampio e diversificato sulle tendenze attuali. In un contesto culturale spesso frammentato, iniziative come questa, realizzate in collaborazione con ATCL e le istituzioni locali, sono fondamentali per mantenere vivo il tessuto artistico della città e per educare lo sguardo degli spettatori verso forme di bellezza sempre nuove e stimolanti.
Info utili
- Indirizzo: Spazio Rossellini, via della Vasca Navale 58, Roma.
- Orario: Venerdì 30 gennaio, inizio spettacolo ore 20.30.
- Info biglietteria: Disponibile contattando i canali ufficiali di Orbita | Spellbound o telefonicamente dal lunedì al venerdì (11:00-16:00).
(Foto: Giovanni Insaudo “Nostalgia”; credit ph S. Lazzaro ©dancehauspiù)
