Cosa: Lo spettacolo teatrale Eichmann – Dove inizia la notte di Stefano Massini.
Dove e Quando: Al Teatro Trastevere di Roma, dal 16 al 18 gennaio 2026.
Perché: Un’indagine profonda sulla natura del male, inteso non come mostruosità eccezionale ma come ingranaggio burocratico e umano.
L’appuntamento culturale di metà gennaio al Teatro Trastevere propone una riflessione necessaria e quanto mai attuale attraverso la penna di Stefano Massini. Con lo spettacolo Eichmann – Dove inizia la notte, la regia di Monica Falconi porta in scena un’analisi che trascende la cronaca storica per farsi interrogativo filosofico e politico. Non si tratta di una semplice rievocazione dell’Olocausto, bensì di un’esplorazione del concetto universale di crimine contro l’umanità, analizzato attraverso la figura di uno dei suoi più noti esecutori.
L’opera si inserisce in un solco narrativo che mira a scuotere le coscienze, evitando la retorica della memoria fine a se stessa. La scelta di focalizzarsi su Adolf Eichmann permette di indagare le radici del male inteso come meccanismo umano, un fenomeno che non resta confinato in un’epoca specifica o in un determinato popolo, ma che si manifesta come una possibilità tragicamente ricorrente nella storia della civiltà.
L’umanità del male e la burocrazia dell’orrore
Il testo di Stefano Massini sceglie di non rappresentare Eichmann come un mostro mitologico o un’entità aliena alla sensibilità umana. Al contrario, il protagonista emerge come un uomo normale, un individuo perfettamente inserito in un sistema che ha saputo legittimare l’orrore trasformandolo in procedura, dovere e lavoro quotidiano. Questa prospettiva, che richiama la celebre analisi di Hannah Arendt, pone l’accento sulla pericolosità della deresponsabilizzazione individuale all’interno degli apparati statali e ideologici.
In questa messa in scena, l’attenzione si sposta dall’eccezionalità del gesto criminale alla sua normalizzazione. Il male diventa un ufficio, una pratica da sbrigare, un obiettivo da raggiungere con efficienza burocratica. Questo approccio costringe lo spettatore a confrontarsi con una realtà inquietante: il male non è la prerogativa di pochi individui deviati, ma una potenzialità che riguarda chiunque nel momento in cui si accetta di diventare un semplice ingranaggio di un meccanismo superiore, rinunciando al proprio giudizio critico.
Un ponte tra i genocidi di ieri e di oggi
La forza della regia di Monica Falconi risiede nel costruire un confronto serrato tra il passato e il presente. Lo spettacolo non permette al pubblico di rifugiarsi nella distanza rassicurante della storia, ma mette in relazione i genocidi del passato con quelli che ancora oggi si consumano sotto gli occhi del mondo. La storia, suggerisce l’opera, non procede per fratture nette, ma per ricorsi e ripetizioni, dove l’orrore si ripresenta ciclicamente cambiando forma ma mantenendo intatta la sua sostanza distruttiva.
Le interpretazioni di Alessandro Giova e Laura Garofoli danno voce a questa verità scomoda, evidenziando come il confine tra innocenza e responsabilità sia estremamente labile. In scena emerge con forza l’idea che chi nasce vittima possa, in circostanze diverse, trasformarsi in carnefice. Questo ribaltamento di ruoli serve a sottolineare che la vigilanza etica deve essere costante, poiché la “notte dell’umanità” può iniziare in qualsiasi momento in cui l’indifferenza o la delega della morale prendono il sopravvento.
Il teatro come spazio di interrogazione etica
Il Teatro Trastevere si conferma come uno spazio dedicato a produzioni che non temono di affrontare i nodi più oscuri della convivenza umana. La produzione dell’Associazione Palcoscenici Produzioni Teatrali punta a un coinvolgimento attivo dello spettatore, non limitandosi all’intrattenimento ma spingendo verso una riflessione profonda sulle dinamiche politiche e sociali che portano alla disumanizzazione dell’altro.
La domanda centrale che attraversa l’intera pièce, ovvero dove inizi davvero la notte dell’umanità, rimane aperta e viene consegnata al pubblico come un monito. Attraverso il dialogo tra i personaggi e la scansione dei tempi scenici, lo spettacolo invita a riconoscere i segnali del ritorno del “medesimo orrore”, offrendo gli strumenti culturali per interpretare le complessità del nostro tempo e la fragilità delle democrazie di fronte alla tentazione della violenza sistematizzata.
Info utili
- Indirizzo: Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
- Orari: Giorni feriali ore 21:00, festivi ore 17:30
- Biglietti: Intero 13,00 € – Ridotto 10,00 € (è prevista la tessera associativa)
- Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
