Sala operatoria virtuale e studenti di medicina che possono esercitarsi su “pazienti-manichino”, alias “malati virtuali” che parlano, respirano e si lamentano. E in caso di cure sbagliate? Possono anche morire. Non sono le scene di un film ma è realtà. Al Centro simulazione medica e training (CeSiMet) dell’Università di Tor Vergata ha fatto il suo debutto la “sala operatoria virtuale”. E studiare medicina a Roma diventa più concreto. Non più studenti che imparano “il mestiere” solo sui libri ma a gruppi di 4 o 5 alla volta potranno operare chirurgicamente, intubarlo, praticare un angioplastica o un massaggio cardiaco, rianimarlo, effettuare visite ortopediche o urologiche e allenarsi a mettere i punti per suturare la pelle dopo una ferita, anch’essa virtuale; mentre, da un monitor il resto del gruppo potrà seguire le operazioni in aula. L’esercitazione si concluderà con un responso: un computer collegato ai macchinari e il docente analizzeranno l’operazione mostrando e dove necessario correggendo gli errori. Si tratta di un Centro, il secondo in Italia dopo quello di Perugia, di particolare interesse per l’Ateneo di Tor Vergata che permetterà sia di “potenziare” l’offerta didattica attraverso l’unione della teoria alla pratica che di avvalersi di supporti tecnologici, con i quali gli studenti, potranno valutare, in tempo reale, il loro operato in base a come risponderanno i “malati virtuali”.