Lunedì, 26 Ottobre 2020

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Mauro_Zarate_cropLa Roma si aggiudica il primo derby stagionale, come da pronostico. La Lazio, inaspettatamente superiore sul piano del gioco per quasi 80’, perde senza demeriti. I giallorossi continuano la loro marcia di avvicinamento alla zona Champions, la Lazio resta ancorata ai bassifondi della classifica.

Contrariamente alle attese la partita dell’Olimpico nel primo tempo è tanto equilibrata quanto poco spettacolare. Gli uomini di Ranieri partono meglio, cercando di sfondare soprattutto dalla parte di Riise. La squadra di Ballardini, forte di un centrocampo foltissimo, prende presto le misure ai giallorossi che, costantemente pressati, stentano a produrre gioco. Col passare dei minuti la Lazio prende coraggio e comincia adi pungere in contropiede. Zarate all’11’ parte palla al piede e giunto al limite dell’area anziché servire i compagni tenta un dribbling di troppo, perdendo palla.  Al 13’ la gara viene interrotta a causa del lancio di numerose bombe carta sugli spalti. Si riprende dopo 6’ e la Lazio continua a controllare il gioco, purtroppo senza riuscire a creare pericoli concreti alla porta difesa da Julio Sergio. Dal canto suo, Muslera vive il primo tempo da spettatore. Ripresa, Ranieri che ha già sostituito Mexes con Cassetti, inserisce Brighi in luogo di un nervoso Menez, dando maggior vigore al suo centrocampo. Ballardini inserisce Foggia per Matuzalem, infortunatosi alla fine del primo tempo. Il copione della partita non cambia, la Lazio gioca con più aggressività, la Roma cerca la ripartenza ma le occasioni da gol latitano. L’incontro si accende al 15’: Zarate salta Burdisso e dall’interno dell’area scocca un destro che si infrange sul palo alla destra di Julio Sergio proteso in tuffo. Sul rimpallo la palla viene raccolta da Mauri che batte di sinistro: il portiere brasiliano indossa il mantello da Superman e nega il gol ai biancocelesti con un intervento prodigioso. La Roma soffre, ma al 22’ costruisce una buona occasione con Perrotta che incorna un buon cross di Vucinic. La Lazio continua a spingere senza riuscire a sfondare la linea difensiva della Roma che, in contropiede, al 34’ passa in vantaggio. Vucinic riceve palla sulla destra, vede l’inserimento di Cassetti e lo serve con un cross basso: l’esterno giallorosso colpisce di prima intenzione e piazza la palla nell’angolo alla destra dell’estremo biancoceleste. La partita finisce qui per la squadra ospite, che rischia anche il raddoppio su un gran tiro di Riise, chiamato al tiro da Totti. C’è ancora spazio per l’espulsione di Pizzarro e per l’incomprensibile ingresso in campo di Dabo al posto di Baronio al 44’ a cui segue il logico ingresso in campo di Taddei per Vucinic. Il verdetto del derby è molto amaro per la Lazio, ancora una volta invisa alla buona sorte. Il palo di Zarate, il miracolo di Julio Sergio su Mauri e il tiro della domenica trovato da Cassetti sono ulteriori segni di un’annata nera. I giallorossi vincono senza giocare, subendo i biancocelesti per quasi 80’. Purtroppo così va il derby: non conta come, conta vincerlo.

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Direttore responsabile: Raffaella Roani - ISSN: 2036-783X

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