- Cosa: La commedia “BUIO”, scritta e diretta da Filippo Gentile con Ernesto Lama.
- Dove e Quando: Teatro Parioli Costanzo di Roma, dal 5 all’8 febbraio 2026.
- Perché: Un viaggio ironico e toccante tra i meandri della memoria e delle dinamiche familiari.
Il Teatro Parioli Costanzo si prepara ad accogliere, per la stagione teatrale 2025–2026, il ritorno di uno spettacolo che ha già saputo conquistare il pubblico grazie alla sua capacità di mescolare profondità emotiva e leggerezza: BUIO. Scritto e diretto da Filippo Gentile, lo spettacolo vede come protagonista Ernesto Lama, affiancato da un cast di talento composto da Savina Scaramuzzino, Andrea Corallo e Giulia Bornacin. In scena dal 5 all’8 febbraio 2026, questa rappresentazione si interroga su uno dei temi più fragili e fondamentali dell’esistenza umana: la memoria, e cosa resta di noi quando questa inizia inesorabilmente a svanire.
Non si tratta, tuttavia, di un dramma cupo, ma di una commedia che utilizza l’ironia come chiave di lettura per decodificare il dolore e la malattia. La narrazione si muove su un filo sottile, esplorando le seconde possibilità che la vita, talvolta in modi inaspettati e crudeli, ci offre per riscrivere la nostra storia personale. Al centro della vicenda troviamo Mario, un uomo che ha costruito la sua esistenza sull’egocentrismo e che ora, di fronte all’oblio imminente, cerca disperatamente di lasciare una traccia autentica di sé.
La memoria come seconda occasione
La trama ruota attorno alla figura di Mario, interpretato da Ernesto Lama. Mario è un uomo che ha vissuto “nell’ombra dell’egocentrismo”, caratterizzato da un cinismo che è stata una scelta di vita consapevole. Tuttavia, il destino bussa alla sua porta sotto forma di una demenza precoce. In un ultimo, disperato slancio di lucidità, decide di non arrendersi passivamente al buio che avanza. La sua soluzione è analogica e profondamente umana: registra su una cassetta la storia della sua vita.
Questo atto non è solo un tentativo di preservare i dati biografici, ma rappresenta una speranza di catarsi. Riascoltando la propria voce e i propri racconti, Mario si trova di fronte a una “tabula rasa”. La perdita di memoria, paradossalmente, diventa l’opportunità per diventare una persona migliore, per cambiare chi è partendo proprio da ciò che è stato. Filippo Gentile, nelle sue note di regia, sottolinea come lo spettacolo nasca da una necessità “educativa”: quella di lasciare un messaggio al pubblico, mostrando come i ricordi definiscano la nostra identità, anche quando vorremmo solo ignorarli o cancellarli.
Dinamiche familiari e conflitti generazionali
Accanto a Mario, la narrazione si arricchisce grazie alla presenza di personaggi che fanno da specchio e da contrasto alla sua figura. Marco, il fratello minore, è l’opposto speculare del protagonista: pragmatico, serio, un uomo “estremamente verticale”. La vita di Marco è stata segnata da perdite devastanti, avendo dovuto affrontare la morte della moglie e di un figlio, ritrovandosi a crescere da solo la figlia Elisa. La malattia di Mario costringe i due fratelli a una convivenza forzata, che diventa il terreno fertile per riscoprire il loro rapporto.
L’arma che entrambi scelgono per combattere la tragedia imminente è lo scherzo. L’ironia, che da sempre ha contraddistinto il loro legame, diventa lo strumento per esorcizzare la paura e per rintracciare un affetto mai sopito. In questo quadro si inserisce Elisa, una ventunenne tormentata dal lutto e in perenne conflitto con il padre. Costretta dagli eventi a fare da “balia” allo zio, Elisa si sente in gabbia, priva di figure di riferimento femminili e incapace di tessere nuovi rapporti per il terrore di subire altre perdite. Tuttavia, sarà proprio il rapporto con lo zio smemorato a inviarle un messaggio potente, innescando un processo di trasformazione.
Tra commedia e riflessione esistenziale
“BUIO” è un testo che, pur parlando di malattia, conflitti e lutto, mantiene saldamente la sua identità di commedia. La regia di Filippo Gentile punta a disinnescare la pesantezza dei temi trattati attraverso un ritmo narrativo che alterna momenti di riflessione a situazioni di brillante umorismo. La scelta di trattare la demenza non come una fine, ma come un “secondo protagonista” dell’intreccio narrativo, permette di esplorare la resilienza umana sotto una luce diversa.
La produzione, curata da Enzo Gentile, si avvale delle scene di Andrea Nelson Cecchini e dei costumi di Monica Rosini per creare un ambiente che riflette lo stato interiore dei personaggi. Le luci di Peppe Montella e le musiche di Claudia Caprera contribuiscono a sottolineare i passaggi emotivi dalla lucidità alla confusione, dal ricordo all’oblio. Lo spettacolo invita lo spettatore a riflettere sul valore del tempo e delle relazioni, suggerendo che, forse, è proprio nel momento in cui perdiamo le nostre certezze che siamo costretti a ritrovare la nostra umanità più profonda.
Info utili
Ecco i dettagli per assistere allo spettacolo:
- Indirizzo: Teatro Parioli Costanzo, Via Giosuè Borsi 20, Roma.
- Date e Orari:
- Giovedì 05/02/2026: ore 21:00
- Venerdì 06/02/2026: ore 21:00
- Sabato 07/02/2026: ore 21:00
- Domenica 08/02/2026: ore 17:00
- Prezzi Biglietti (Weekend):
- Poltronissima platea: Intero € 34,00
- Poltrona platea: Intero € 32,00
- Galleria: Intero € 27,00
- Prezzi Biglietti (Infrasettimanale):
- Poltronissima platea: Intero € 32,00 / Ridotto € 29,00
- Poltrona platea: Intero € 30,00 / Ridotto € 27,00
- Galleria: Intero € 25,00 / Ridotto € 23,00
- Parcheggi: Sono disponibili diverse autorimesse convenzionate in zona (Parioli 31, First Garage, F2 Parking) con tariffe agevolate per gli spettatori.
(Crediti foto di Massimiliano Fusco)
