Cosa: Una programmazione variegata che spazia dal teatro civile di Il gigante e Bent alla comicità di Scusate il ritardo, fino al teatro ragazzi.
Dove e Quando: Teatro Tor Bella Monaca, dal 26 gennaio al 1 febbraio 2026.
Perché: Un’offerta culturale che unisce l’impegno sociale della memoria storica alla leggerezza della satira moderna e del gioco scenico.
Il Teatro Tor Bella Monaca si conferma un presidio culturale fondamentale per la Capitale, inaugurando l’ultima settimana di gennaio con una proposta che intreccia sapientemente linguaggi differenti e tematiche di stringente attualità. La programmazione si apre con una riflessione profonda sulla storia e sui diritti umani, per poi lasciare spazio alla comicità multimediale e alla magia delle fiabe popolari, offrendo al pubblico romano un ventaglio di emozioni che vanno dalla denuncia civile al puro intrattenimento.
La memoria come impegno civile: Il gigante e Bent
La settimana si apre nel segno della riflessione con Il gigante, scritto e diretto da Paolo Maria Congi, in scena il 27 e 28 gennaio. Quest’opera si configura come una performance immersiva dove la parola si fa corpo scenico, supportata da una sofisticata ricerca video e sonora a cura di Gerardo Vitale. Al centro del racconto vi è il dramma del genocidio palestinese, esplorato non solo come cronaca, ma come indagine universale sul rapporto asimmetrico tra potere e oppressione. Il “Gigante” del titolo diviene così il simbolo di una forza che schiaccia, mentre gli attori danno voce a una terra segnata dall’odio, cercando di trasformare la testimonianza in visione poetica. Attraverso proiezioni ritmate e paesaggi sonori, lo spettatore viene trasportato in un flusso emotivo che spiega come l’odio trovi le sue radici più profonde nell’ingiustizia e nella privazione della memoria.
Proseguendo sul solco della memoria storica, dal 29 al 31 gennaio il palco ospita Bent di Martin Sherman, per la regia di Riccardo Giannini. Interpretato da Luca Ferrante e Michele Lombardi, lo spettacolo affronta una delle pagine più buie e meno discusse del Novecento: la persecuzione degli omosessuali durante il regime nazista. Basata sul famigerato paragrafo 175 del codice penale tedesco, la pièce racconta la lotta per la dignità e il potere salvifico dell’amore in un contesto di totale disumanizzazione. Rappresentato per la prima volta nel 1979 a Londra, Bent mantiene intatta la sua forza dirompente, ponendo interrogativi inquietanti sulla realtà contemporanea e utilizzando, a tratti, una tagliente ironia per far risaltare l’orrore della discriminazione.
Comicità e solidarietà con Scusate il ritardo
Il 28 e 29 gennaio l’atmosfera cambia registro con Scusate il ritardo, il primo progetto teatrale di Lele Sarallo, noto speaker e showman molto seguito sul web. Accompagnato da Alessio Moneta, Serena Pistilli e dal musicista Mattia Del Forno, Sarallo porta in scena un’esperienza eclettica che fonde sketch comici, musica e satira sociale. Lo spettacolo gioca con la quotidianità e il futuro, mettendo in scena personaggi paradossali come il supereroe Tarderman e interagendo costantemente con un’intelligenza artificiale, specchio ironico delle nostre dipendenze tecnologiche. La presenza di Serena Pistilli aggiunge una sfumatura cinematografica e televisiva al cast, garantendo un ritmo incalzante che alterna risate a momenti di riflessione surreale sulle dinamiche di coppia e sulla società odierna.
L’evento non è solo un’occasione di svago, ma si sposa con una nobile causa. Per queste date è prevista la partecipazione straordinaria di Mirko Frezza e parte del ricavato delle serate sarà devoluto al progetto zittocancro!. Questa iniziativa è volta a sostenere l’assistenza privata oncologica, trasformando l’atto del partecipare a uno spettacolo teatrale in un gesto concreto di solidarietà. La capacità di unire il talento di artisti popolari alla beneficenza sottolinea il ruolo del teatro come centro di aggregazione sociale e di mutuo soccorso, capace di parlare al cuore del pubblico non solo attraverso la recitazione, ma anche attraverso l’impegno sociale attivo.
Fiaba e mito: Il soldatino di stagno per i più piccoli
La programmazione si conclude domenica 1 febbraio alle ore 17:00 con un appuntamento dedicato alle famiglie e ai giovani spettatori: Il soldatino di stagno. Scritto e diretto da Giandomenico Sale, lo spettacolo rilegge il classico di Hans Christian Andersen intrecciandolo con le tradizioni e i miti del Meridione italiano. In scena, una “Magara del Sud” diventa la custode di canti e ferite antiche, dando vita a due pupazzi che rappresentano le sue parti interiori: il Soldatino, simbolo di una mancanza profonda, e la Ballerina, incarnazione di un desiderio negato. Attraverso le coreografie di Marco Lattuchelli e le illustrazioni video di Chiara Scarponi, la fiaba si trasforma in un viaggio iniziatico tra acqua, buio e fuoco.
Questa versione del Soldatino di stagno si distingue per la sua capacità di mescolare la narrazione dal vivo con incanti e rituali popolari, portando in scena un mondo fatto di gesti e sonorità tradizionali. Il finale, pur nella sua malinconia, lancia un messaggio di speranza: dalle ceneri dei due protagonisti resta un piccolo cuore di stagno, segno tangibile che l’amore vero è capace di sopravvivere a ogni distruzione. È un’opera che educa alla sensibilità, invitando i bambini e gli adulti a riconoscere il valore dei sentimenti anche quando sembrano consumati dal tempo o dalle avversità.
Info utili
- Indirizzo: Via Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti (raggiungibile con Metro C o Linea Bus 20).
- Orari: Spettacoli serali ore 21:00; domenica ore 17:30.
- Biglietti: Intero 12,00 Euro; Ridotto 10,00 Euro; Giovani 8,00 Euro.
- Contatti: Telefono 062010579 (dalle 10:30 alle 19:30); WhatsApp 3920650683.
- Parcheggio: Ampia disponibilità in loco.
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