- Cosa: La prima romana dello spettacolo “Cani lunari” di Francesco Marilungo, un’indagine sul corpo estatico e il rituale.
- Dove e Quando: Spazio Rossellini (Roma), venerdì 13 marzo 2026, ore 20:30.
- Perché: Un’occasione per esplorare il nuovo lavoro del vincitore del Premio Ubu 2024, in un dialogo tra fenomeni ottici naturali e antiche suggestioni stregonesche.
La scena contemporanea romana si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione Scintille 2026. Venerdì 13 marzo, il palcoscenico dello Spazio Rossellini diventerà il teatro di una trasformazione profonda con la prima romana di Cani lunari, la nuova creazione firmata da Francesco Marilungo. Prodotto da Körper con il Centro Nazionale di Produzione della Danza Orbita|Spellbound, lo spettacolo arriva nella Capitale dopo aver già suscitato grande interesse nel circuito nazionale, confermando Marilungo come una delle voci più lucide e innovative della danza d’autore italiana.
Non si tratta di un semplice spettacolo coreografico, ma di un’esperienza che invita lo spettatore a un viaggio tra la materia fisica e quella eterea. Dopo il trionfo di Stuporosa, che ha conquistato il Premio Ubu 2024 come miglior spettacolo di danza, Marilungo sceglie di virare verso atmosfere differenti, abbandonando il lamento funebre per avventurarsi nei territori dell’estasi. È una danza che parla di corpi che si modificano, che perdono i propri contorni umani per farsi veicolo di una forza ancestrale, quasi magica, capace di interrogare lo sguardo del pubblico sulla natura stessa della percezione.
Un fenomeno ottico come metafora dell’animo
Il titolo, Cani lunari, deriva direttamente da un affascinante fenomeno ottico: la rifrazione della luce della luna attraverso i cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera, che genera un alone circolare, quasi un cerchio di protezione o una corona attorno al satellite. Questa suggestione visiva diventa la chiave di lettura per l’intero impianto drammaturgico. Come la luce viene deviata e trasformata, così i corpi dei performer si lasciano plasmare da una pressione invisibile, diventando l’espressione tangibile di uno stato alterato di coscienza.
La ricerca di Marilungo scava profondo, cercando di restituire attraverso il movimento ciò che spesso le parole non riescono a definire: il limite tra il reale e l’immaginario, tra ciò che è razionalmente spiegabile e ciò che sfugge alla logica. Il corpo, in questo contesto, cessa di essere solo uno strumento tecnico per diventare un campo di battaglia. È un corpo che risuona con le leggi della fisica, ma che allo stesso tempo invoca una dimensione irrazionale, richiamando alla mente quelle figure arcaiche — come la strega — che nella tradizione popolare rappresentavano proprio questa capacità di mediare tra mondi distanti.
La danza come rito collettivo e personale
L’estetica di questo nuovo lavoro si distacca nettamente dal passato dell’autore. Se in Stuporosa il fulcro era il pianto rituale, inteso come atto necessario di elaborazione del lutto, qui il focus si sposta sulla possibilità dell’estasi. Non un’estasi mistica in senso religioso, ma una condizione di sospensione che permette all’individuo di connettersi con una sfera più vasta, quasi magica. Il pensiero magico diventa così la lente attraverso cui osservare la contemporaneità, un modo per riscoprire il valore profondo del rito in un’epoca che sembra aver dimenticato il potere trasformativo del gesto.
Per il pubblico romano, questo evento rappresenta una tappa fondamentale della stagione curata da Valentina Marini. Lo Spazio Rossellini, luogo simbolo di una certa vocazione alla ricerca e alla sperimentazione, si conferma lo scenario ideale per accogliere un’opera che richiede attenzione e capacità di abbandonarsi al flusso creativo. La collaborazione con ATCL arricchisce ulteriormente l’iniziativa, sottolineando l’importanza di fare rete per portare produzioni di alta qualità coreografica a contatto con un pubblico sempre più consapevole ed esigente, lontano dalle soluzioni scontate e dai linguaggi più convenzionali.
Oltre il palcoscenico: una sfida intellettuale
Cani lunari non è un’opera chiusa in sé stessa, ma un organismo vivo che dialoga apertamente con le tematiche care alla danza contemporanea europea. Vincitore del prestigioso Premio CollaborAction del Network Anticorpi XL, il progetto testimonia quanto sia vitale il sostegno alla creazione coreografica emergente. La coreografia di Marilungo, coadiuvata dal talento di un cast di alto livello, trasforma ogni replica in un atto unico.
L’invito allo spettatore è quello di lasciarsi trasportare dalla visione, di non cercare una narrazione lineare — che forse non esiste — ma di lasciarsi colpire dalle suggestioni visive e sonore che compongono lo spettacolo. È un’occasione per riflettere su come, ancora oggi, il teatro e la danza possano parlare di antichissime paure e speranze, usando le tecnologie e le sensibilità del presente. Cani lunari si candida, dunque, a essere uno dei tasselli più significativi di questo percorso di ricerca, un momento in cui la bellezza formale si sposa con una densità di significati capace di risuonare ben oltre la durata della performance.
Info utili
- Luogo: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Data: Venerdì 13 marzo 2026.
- Orario: Ore 20:30.
- Informazioni: biglietteria@orbitaspellbound.com | +39 329 550 8072.
(Credit ph Luca Del Pia)
