- Cosa: Due concerti dedicati a Le Quattro Stagioni di Vivaldi, accostate a brani di Bach e Telemann, eseguiti dall’Orchestra Roma Sinfonietta.
- Dove e Quando: Mercoledì 11 marzo all’Auditorium “Ennio Morricone” di Tor Vergata e giovedì 12 marzo al Teatro di Villa Lazzaroni.
- Perché: Un’occasione per ascoltare l’orchestra prediletta da Ennio Morricone in un repertorio classico intramontabile, arricchito da solisti di nuova generazione.
La musica classica possiede il raro potere di trascendere il tempo, rendendo attuali composizioni nate secoli fa. Roma Sinfonietta, ensemble d’eccellenza che ha legato indissolubilmente il proprio nome a quello del Maestro Ennio Morricone, torna protagonista sul palcoscenico romano con un progetto che celebra uno dei capolavori più amati di sempre: Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Non si tratta tuttavia di una semplice riproposizione filologica, ma di un viaggio musicale che intende ricollegare il virtuosismo del “Prete Rosso” con il panorama compositivo europeo dell’epoca, accostando alle sue celebri stagioni il genio di Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann.
L’eredità di Vivaldi tra mito e realtà
È quasi impossibile oggi immaginare un mondo in cui Le Quattro Stagioni non facciano parte del nostro paesaggio sonoro quotidiano. Eppure, la storia della musica ci insegna quanto la fortuna critica degli autori sia volatile. Fino alla metà del XX secolo, gran parte della produzione di Vivaldi era avvolta nell’oblio, oscurata da una visione distorta della musica barocca, spesso relegata a un ruolo di secondo piano rispetto alla solidità architettonica di Bach. La riscoperta di questo repertorio ha cambiato radicalmente la percezione del Settecento musicale, trasformando il concerto vivaldiano in un simbolo di vivacità e invenzione melodica senza pari.
Oggi, le innumerevoli incisioni disponibili, dai grandi maestri del Novecento fino alle più recenti interpretazioni su strumenti d’epoca, testimoniano la pervasività di queste opere. Roma Sinfonietta affronta questo titano del repertorio classico non con la polvere dei musei, ma con un approccio vitale. Il concerto non si limita a eseguire le note, ma mira a restituire l’esuberanza di un autore capace di tradurre in musica il fruscio del vento, il canto degli uccelli e la durezza del gelo invernale, elementi che rendono Le Quattro Stagioni non solo un esercizio tecnico, ma un vero e proprio racconto narrativo.
Nuovi talenti e tradizione barocca
Una delle caratteristiche distintive di questo doppio appuntamento romano risiede nella scelta artistica dei solisti. Per offrire una lettura quanto più dinamica e fresca del capolavoro vivaldiano, l’orchestra ha optato per una rotazione: in ogni “Stagione” si esibirà un violinista diverso. Alessandra Rigliari affronterà la luminosità della Primavera, Elisabetta Paolini la calura dell’Estate, Lev Bogino si cimenterà nell’Autunno e Samuele Aceto chiuderà il cerchio con il rigore dell’Inverno. Questa scelta non è solo un omaggio alla giovinezza dei solisti, tutti profili di grande promessa, ma funge da prisma capace di rifrangere l’opera di Vivaldi attraverso quattro diverse sensibilità interpretative.
La direzione dell’orchestra segue la prassi del Settecento, affidando la guida al “Maestro di concerto”, in questo caso il primo violino Marco Fiorentini. Fiorentini, figura di spicco nel panorama concertistico nazionale e internazionale, incarna perfettamente lo spirito di un leader che guida i compagni dall’interno della sezione d’archi. Il suo ruolo non è solo quello di coordinare i tempi e gli attacchi, ma di creare un dialogo serrato e vibrante tra i professori d’orchestra, garantendo una coesione timbrica che esalta la complessità contrappuntistica delle partiture barocche.
Il dialogo col Settecento: Telemann e Bach
La seconda parte dei concerti apre uno squarcio affascinante sulla produzione dei contemporanei di Vivaldi, ponendo l’accento su due figure che hanno definito i contorni della musica tedesca dell’epoca. Il Concerto in sol maggiore per viola di Georg Philipp Telemann offre un contrappunto perfetto alla brillantezza del violino vivaldiano, mettendo in luce uno stile fluido e piacevole che all’epoca godeva di una popolarità immensa. Sarà il violista Lorenzo Rundo, musicista di solida formazione accademica, a interpretare questa pagina, dimostrando le doti cantabili dello strumento che spesso resta nell’ombra.
Il gran finale è riservato al Concerto in la minore per violino di Johann Sebastian Bach. Riflettere su Bach oggi richiede uno sforzo di astrazione: siamo abituati a considerarlo il vertice assoluto della musica occidentale, ma è utile ricordare come, ai suoi tempi, fosse spesso percepito come un musicista provinciale, lontano dal gusto alla moda. Ascoltare questo concerto, con Marco Fiorentini che torna in veste di solista, è un modo per ricontestualizzare la sua genialità, spogliandola dell’aurea di sacralità che i secoli le hanno conferito e riscoprendo la freschezza di un compositore che, pur operando in un contesto circoscritto, gettava le basi per il futuro della musica colta.
Info utili
- Auditorium “Ennio Morricone” (Tor Vergata): Mercoledì 11 marzo, ore 18:00. Via Columbia 1.
- Teatro di Villa Lazzaroni: Giovedì 12 marzo, ore 20:30. Via Appia Nuova 522.
- Parcheggio: Disponibile gratuitamente presso via Tommaso Fortifiocca 71 per la data di Villa Lazzaroni.
- Prenotazioni Villa Lazzaroni: Tel. 392 4406597; email info@teatrovillalazzaroni.it; sito www.teatrovillalazzaroni.com; prevendita i-ticket.it.
- Prenotazioni Tor Vergata: Tel. 06 3236104. I biglietti possono essere prenotati telefonicamente e ritirati in loco il giorno stesso, oppure acquistati direttamente prima dell’inizio del concerto.
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