- Cosa: La mini rassegna teatrale “DESIDERIOKDIVORA”, che porta in scena i classici di Wilde e della mitologia greca con uno sguardo contemporaneo.
- Dove e Quando: Teatro Nuovo Piccolo Garbatella, il 14 e 15 marzo 2026.
- Perché: Per indagare, attraverso due figure tragiche intramontabili, l’eterno conflitto tra il desiderio ardente e le imposizioni della morale.
Il palcoscenico del Teatro Nuovo Piccolo Garbatella si prepara ad accogliere una riflessione profonda sulla natura umana e sulla fragilità dell’animo, grazie alla proposta della Realtà Teatrale Skenexodia. Nell’ambito della mini rassegna intitolata “DESIDERIOKDIVORA”, il pubblico romano avrà l’opportunità di immergersi in due interpretazioni drammatiche di grande spessore: il celebre Dorian Gray e la mitologica Fedra. Due personaggi che, sebbene separati dai secoli e dalle geografie, si ritrovano a danzare pericolosamente sul confine sottile che divide la bellezza dalla rovina e la verità dall’apparenza.
La scelta curatoriale di accostare queste due icone non appare casuale, ma suggerita da una profonda affinità elettiva. Sia Dorian che Fedra incarnano, infatti, la tensione drammatica di chi cerca di conciliare pulsioni interiori insopprimibili con un contesto sociale che chiede ordine, decoro e, soprattutto, una facciata impeccabile. Attraverso la regia di Luca Guerini, questi spettacoli non si limitano a riproporre i classici, ma ne scavano le motivazioni psicologiche, rendendo tangibile quella distruzione che inevitabilmente si verifica quando la passione, scissa dall’etica, diventa l’unico motore delle azioni umane.
Il ritratto dell’anima tra le ombre degli anni Trenta
Il primo appuntamento è dedicato a Dorian Gray, la figura che forse più di ogni altra rappresenta l’ossessione per l’eterno splendore esteriore. In questa messa in scena, il regista sceglie di trasporre il romanzo di Oscar Wilde negli anni Trenta del Novecento, un’epoca carica di contraddizioni. L’estetica scelta si ispira alle atmosfere pittoriche di Jack Vettriano, dove l’eleganza formale nasconde sempre un senso di inquietudine strisciante. In quel periodo storico, segnato dalle ferite della Grande Depressione e da un clima di costante precarietà economica e politica, il bisogno di rifugiarsi in un lusso sfrenato e in piaceri fugaci diventava quasi una necessità per la borghesia dell’epoca.
Dorian, giovane uomo di una bellezza abbacinante, diviene il catalizzatore di questo vuoto interiore. La narrazione teatrale pone l’accento sulla scissione tra l’uomo e la sua immagine: mentre il protagonista vive una vita di dissolutezza, influenzato dal cinismo di Lord Henry Wotton, il ritratto realizzato da Basil Hallward si fa carico, con un lento e inesorabile processo, di tutta la corruzione e dei peccati accumulati. È un gioco di specchi tragico, in cui la bellezza, priva di una bussola morale, si trasforma in una maschera grottesca. Lo spettacolo esplora come questo desiderio di rimanere intatti nel tempo si scontri brutalmente con la realtà del decadimento, portando Dorian non solo alla rovina fisica, ma a quella spirituale, in un climax di tensione emotiva che interroga direttamente lo spettatore sul prezzo reale delle nostre ambizioni più egoistiche.
Fedra e la frattura sociale del Sessantotto
Domenica 15 marzo l’attenzione si sposta sul mito greco con Fedra, opera che affronta uno dei tabù più radicati nella cultura occidentale: il desiderio proibito che travolge ogni ragione. In questo caso, il regista Luca Guerini compie un salto temporale netto, ambientando la tragedia nel 1968. Una scelta che appare non solo stilistica, ma profondamente politica. Il 1968 è stato l’anno della grande rottura, della crisi definitiva dell’autorità costituita, della messa in discussione dei legami familiari e dell’ordine gerarchico. Collocare Fedra in questo contesto significa trasformare il suo tormento interiore in un simbolo della crisi di un’intera generazione che, nel tentativo di abbattere le vecchie leggi, si ritrova smarrita di fronte a passioni che non riesce a gestire.
La Fedra che viene portata in scena è una donna prigioniera di un sentimento che sa essere distruttivo. Il silenzio con cui vive il proprio conflitto diventa, col passare dei minuti, una pressione insopportabile che sfocia nell’accusa ingiusta verso l’oggetto del suo desiderio, innescando una reazione a catena che non lascerà scampo a nessuno. La produzione sottolinea come l’incapacità di governare le proprie parole e i propri impulsi possa trasformarsi in una forza cieca, capace di travolgere le vite di chiunque si trovi sul suo cammino. La tragedia non nasce dall’esterno, ma dall’urgenza di una verità che, una volta rivelata, porta con sé solo amarezza e distruzione. L’adattamento invita a riflettere su quanto, anche nel mondo iper-connesso di oggi, la gestione dei sentimenti e delle relazioni rimanga una delle sfide più complesse e pericolose dell’esistenza.
Un teatro di carne e verità
Oltre alla forza delle storie e alla qualità della regia, queste due serate al Teatro Nuovo Piccolo Garbatella si distinguono per un approccio recitativo che mira all’autenticità. La presenza di un cast numeroso e variegato permette di esplorare le dinamiche relazionali tra i personaggi con grande dinamismo. Dalla complessità dei rapporti tra Dorian, Basil e Lord Henry, fino alle dinamiche familiari di Fedra, con la figura di Teseo e dell’Ippolito, ogni interprete è chiamato a restituire non solo la parola, ma il peso emotivo dei silenzi e degli sguardi. È un teatro che non ha paura di mostrarsi nella sua nudità, tanto metaforica quanto reale, poiché entrambi gli spettacoli contengono scene di nudo integrale.
Questa scelta, lungi dall’essere provocatoria per il solo gusto di esserlo, si inserisce nel solco di una ricerca estetica che vuole spogliare l’attore di ogni artificio, riportandolo alla condizione primordiale di corpo che soffre, gioisce e desidera. La collaborazione con il Centro Sperimentale Artistico delle Marche arricchisce ulteriormente il progetto, confermando l’importanza di queste sinergie nel panorama culturale attuale. Partecipare a questa mini rassegna significa, in ultima analisi, confrontarsi con il lato oscuro della bellezza e con la forza travolgente delle passioni umane, uscendo dalla sala con la consapevolezza che, a distanza di secoli, i nostri demoni sono rimasti esattamente gli stessi.
Info utili
- Luogo: Teatro Nuovo Piccolo Garbatella, via Ignazio Persico, 80/A – 00154 Roma.
- Date e orari:
- Dorian Gray: Sabato 14 marzo 2026, ore 21:00.
- Fedra: Domenica 15 marzo 2026, ore 17:00.
- Costo ingresso: € 18,00.
- Info e prenotazioni: officinemac.aps@gmail.com – tel. 338.411.6671.
- Avvertenza: Gli spettacoli contengono scene di nudo integrale non volgare.
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