Cosa: Lo spettacolo teatrale “Giustizia è fatta!”, prodotto dalla compagnia Sipario7 e basato sul saggio di Giovanni Adducci.
Dove e Quando: AR.MA Teatro (Via Ruggero di Lauria 22, Roma); 30 e 31 gennaio alle ore 20:30, 1 febbraio alle ore 18:00.
Perché: Un’opera corale che intreccia storia e attualità per riflettere sulla violenza istituzionale, il potere e la condizione femminile attraverso i secoli.
Il sipario dell’AR.MA Teatro di Roma si apre su una delle questioni più spinose e dibattive della storia dell’umanità: il diritto di uccidere in nome della legge. Debutta nella Capitale Giustizia è fatta!, una produzione firmata dalla compagnia Sipario7 che promette di scuotere le coscienze degli spettatori. Tratto dal libro del professor Giovanni Adducci, Storia di Due Famosi Esecutori di Giustizia, lo spettacolo non si limita a una ricostruzione storica, ma scava nei meccanismi psicologici e sociali che sottendono alla pena di morte.
La narrazione si sviluppa come un viaggio nel tempo e nello spazio, mettendo a nudo la crudeltà di un sistema che, pur cambiando strumenti — dalla scure alla sedia elettrica —, mantiene intatta la propria logica di sopraffazione. Attraverso una regia curata da Francesco Bazzurri, l’opera mette in scena un cortocircuito emotivo tra chi esegue la sentenza e chi la subisce, portando alla luce le contraddizioni di una società che trasforma l’esecuzione in un rito collettivo.
Il volto dei boia: da Mastro Titta alla sedia elettrica
Il cuore della pièce risiede nel confronto speculare tra due figure emblematiche del “braccio della legge”. Da una parte troviamo Mastro Titta, il leggendario boia di Roma che per decenni è stato l’ombra scura dello Stato Pontificio; dall’altra Robert Greene Elliott, l’esecutore che negli Stati Uniti ha legato il suo nome alla sedia elettrica. Nonostante i secoli di distanza, entrambi incarnano la medesima funzione: essere il braccio violento di un ordine costituito che cerca nella morte del colpevole la propria legittimazione.
Accanto a loro, lo spettacolo introduce la figura di Thomas Howard, giornalista del New York Daily News. La sua presenza è fondamentale per comprendere la deriva moderna della giustizia: la spettacolarizzazione del dolore. Howard rappresenta l’occhio indiscreto che trasforma l’ultimo respiro di un condannato in una notizia da prima pagina, in un’immagine da consumare avidamente. La violenza cessa di essere un atto riparatore (se mai lo è stato) per diventare merce, un prodotto mediatico che alimenta la curiosità morbosa del pubblico.
La ribellione delle donne contro il potere patriarcale
Uno degli aspetti più intensi e necessari di Giustizia è fatta! è il focus sulle figure femminili, descritte come icone di una ribellione disperata. Beatrice Cenci e Ruth Snyder, pur appartenendo a epoche diverse, sono accomunate dallo stesso destino: entrambe sono state vittime di abusi e di una violenza sistemica prima di diventare carnefici per necessità di sopravvivenza. Beatrice, simbolo della lotta contro l’oppressione patriarcale della Roma barocca, e Ruth, intrappolata in un matrimonio tossico nell’America del XX secolo, rappresentano la risposta estrema a un potere che non le ha mai protette.
Lo spettacolo sottolinea come la loro condanna a morte non sia stata solo una punizione per il crimine commesso, ma un atto punitivo contro la loro insubordinazione sociale. In un mondo dominato da uomini, il loro “no” è stato considerato intollerabile. La regia mette sotto accusa una giustizia che spesso ignora le radici della violenza di genere, preferendo eliminare il sintomo (la reazione della donna) piuttosto che affrontare la malattia (la violenza maschile normalizzata).
Un processo collettivo alla coscienza sociale
Il lavoro corale portato in scena da Sipario7 non offre facili assoluzioni né sentenze definitive. Al contrario, l’obiettivo è trasformare il teatro in un’aula di tribunale dove l’imputata è la giustizia stessa. Attraverso le interpretazioni di un cast numeroso, tra cui Salvatore Ranucci, Giuseppe Baglioni e Romina D’Amico, lo spettatore viene interrogato direttamente: chi ha il diritto di decidere della vita altrui? Quanto conta l’errore giudiziario in un sistema che non ammette appelli postumi?
L’opera intreccia sapientemente storia, cronaca e mito per evidenziare come la società spesso assista complice a questi riti di sangue, talvolta addirittura applaudendo. Giustizia è fatta! diventa così un grido necessario contro l’indifferenza e un invito a riflettere su quanto, ancora oggi, il concetto di “legge” sia distante da quello di “umanità”. È un invito a guardare oltre la superficie della legalità per riscoprire il valore inalienabile della vita.
Info utili
- Dove: AR.MA Teatro, Via Ruggero di Lauria 22, Roma (Zona Metro Cipro).
- Quando: Venerdì 30 e sabato 31 gennaio ore 20:30; domenica 1 febbraio ore 18:00.
- Prenotazioni: 339 6459653.
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