Cosa: Lo spettacolo teatrale Maturina fantesca, erede di Leonardo Da Vinci di e con Patrizia La Fonte.
Dove e Quando: Al Teatro di Documenti di Roma, dal 13 al 15 marzo.
Perché: Un’occasione per scoprire il genio di Leonardo attraverso gli occhi inediti della sua governante reale.
L’eredità di un genio non si misura solo nei trattati d’anatomia o nelle sfumature dei suoi dipinti più celebri, ma anche nei legami quotidiani che hanno costellato la sua esistenza terrena. A ridosso dell’anniversario della scomparsa di Leonardo da Vinci, il Teatro di Documenti di Roma ospita un progetto di profonda ricerca storica e drammaturgica: Maturina fantesca, erede di Leonardo Da Vinci. Scritto e interpretato da Patrizia La Fonte, lo spettacolo riporta in vita una figura rimasta per secoli nell’ombra, nonostante il suo nome sia nero su bianco nel testamento autografo del Maestro.
Maturina non è un’invenzione narrativa, ma una donna in carne e ossa che scelse di seguire Leonardo fino in Francia, nell’ultima tappa della sua incredibile vita. Attraverso un monologo intenso e partecipato, il pubblico viene trasportato nel novembre del 1519 ad Amboise, all’interno del maniero di Clos Lucé. La morte di Leonardo, avvenuta il 2 maggio dello stesso anno mentre era ospite del Re Francesco I, ha lasciato un vuoto incolmabile e una serie di questioni pratiche e affettive che la fantesca si trova a gestire con pragmatica devozione.
La custode dei segreti di Clos Lucé
La scena si apre in un disimpegno adiacente alla cucina, un luogo di passaggio dove la polvere del tempo sembra depositarsi sugli scritti e sui ritratti su tavola che attendono di essere consegnati ai legittimi eredi. Maturina è lì, ultima governante e testimone silenziosa degli anni francesi del genio vinciano. Di lei la storia ufficiale ha conservato pochissime tracce, se non quelle disposizioni testamentarie che ne riconoscono il valore e la fedeltà. In questo allestimento, tuttavia, la fantesca prende parola, offrendo un punto di vista laterale e popolaresco sulle vicende di uno degli uomini più complessi dell’umanità.
Lei ha vissuto accanto a Leonardo, ne ha spiato le veglie notturne, ne ha curato i pasti e ha osservato le sue ossessioni. Nel suo narrare, Maturina non si limita a un ossequioso ricordo, ma esprime una propria visione del mondo e delle persone che ruotavano attorno al Maestro. Il suo è un ragionamento singolare, infarcito di quella saggezza pratica tipica di chi ha dovuto far quadrare i conti della realtà con le vette dell’intelletto altrui. Gli spettatori diventano così interlocutori diretti, quasi fossero visitatori giunti nel maniero per reclamare un pezzo di storia.
Tra Rinascimento e inquietudini contemporanee
Uno degli aspetti più affascinanti della messinscena di Patrizia La Fonte è l’utilizzo di una lingua antica, un idioma che richiama le sonorità del XVI secolo ma che riesce, con sorprendente agilità, a vestire i disagi e le incertezze del nostro presente. I pensieri di Maturina, pur ancorati al contesto del 1519, si allontanano dal rigido perimetro rinascimentale per suggerire le inquietudini dei tempi moderni. È un gioco di specchi dove il passato serve a decodificare le ansie di oggi, creando un ponte emotivo tra la fantesca e il pubblico in sala.
Maturina interroga i presenti: sono forse loro gli inviati incaricati di recuperare i codici per Francesco Melzi o Giacomo Caprotti? O sono banchieri in cerca di profitto e pellegrini in cerca di reliquie? La tensione drammatica sale quando si ipotizza l’acquisto di un’opera specifica, la Monna Vanna, nota anche come la Gioconda Nuda. In questo interrogarsi, la protagonista mette a nudo la mercificazione dell’arte e la fragilità della memoria, temi che risuonano con forza anche nel panorama culturale odierno.
Una produzione di ricerca al Teatro di Documenti
La scelta del Teatro di Documenti non è casuale. Lo spazio, fondato da Luciano Damiani, si presta perfettamente a un’operazione che mescola rigore storico e sperimentazione. La cura tecnica dell’allestimento vede la partecipazione di professionisti che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa e suggestiva. Le luci di Marco Golinucci e il lighting design di Ivano Salamida lavorano in sinergia per far emergere i volti e gli oggetti dall’oscurità del maniero, mentre la sartoria di Maedis restituisce la consistenza materica degli abiti dell’epoca.
Lo spettacolo, prodotto da Progetto Goldstein, si avvale dell’aiuto regia di Simona Oppedisano e delle foto di scena di Francesco Marioni, elementi che completano una visione artistica coerente. Maturina fantesca non è solo un omaggio a Leonardo, ma un atto di giustizia poetica verso chi, pur restando dietro le quinte della “Grande Storia”, ne ha permesso il quotidiano svolgimento. È la celebrazione della fedeltà, del lavoro oscuro e della capacità di osservazione di una donna che, nel silenzio di una cucina ad Amboise, ha compreso l’immensità del genio meglio di molti accademici.
Info utili
- Sede: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma.
- Date e orari: Venerdì 13 marzo ore 18:00; sabato 14 e domenica 15 marzo ore 20:30.
- Biglietti: Intero 15 euro, ridotto 12 euro.
- Tessera associativa: 3 euro.
- Contatti: Telefono 06/45548578; cellulare 328/8475891.
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