
Classico della letteratura inglese, ultimo lavoro della stagione 2013 del Globe Theatre, iniziata a luglio con Giulietta e Romeo per la regia di Gigi Proietti e programmata sotto la direzione artistica dello stesso Proietti per festeggiare il decennale del teatro elisabettiano nato il 27 settembre 2003 con le luci della prima notte bianca a Roma.
La tragedia scritta nel 1605 in cinque atti, in versi e in prosa, è di forte impatto psicologico, per i sentimenti e le vicende tormentate dei protagonisti ed impersona il dramma dei padri incapaci di capire veramente i propri figli e di cedere alle loro adulazioni e vuole essere anche una riflessione sul potere e gli effetti che esso produce sulla psiche umana.
Come dice lo stesso regista, il testo è affidato quasi esclusivamente alla dolcezza, alla energia e alla determinazione di giovani attori che cercano di interpretare i ruoli in modi diversi dagli schemi recitativi tradizionali, ma riuscendo a dare ai personaggi la stessa forza espressiva ed interpretativa.
In questa opera l’animo umano viene analizzato intensamente in tutte le sue sfaccettature.
Re Lear è la tragedia dell’amore in senso universale, dell’odio, della vendetta, della sofferenza, della violenza, dei tradimenti. La scenografia è ridotta all’essenziale, senza troppi elementi decorativi. Emergono esclusivamente le azioni con la loro forte emotività.

Nel frattempo scoppia la battaglia disastrosa per i francesi. Edmund prima di morire, confessa al fratello Edgar di aver ordinato l’uccisione di Cordelia e di Lear. La revoca dell’ordine arriva troppo tardi.
Il dramma si conclude con Lear che, tra le braccia il cadavere della figlia Cordelia, muore per lo struggente dolore.
Ricordiamo e facciamo tesoro della bella frase di Cordelia che dice con saggezza Ama e fai silenzio.
