- Cosa: Lo spettacolo teatrale La battaglia delle rane e dei topi, riadattamento per ragazzi della celebre Batracomiomachia.
- Dove e Quando: Al Teatro di Documenti di Roma, domenica 1° marzo alle ore 16:00.
- Perché: Una parodia epica e satirica che utilizza il mondo animale per smascherare l’assurdità e l’inutilità di ogni conflitto bellico.
L’appuntamento con il teatro ragazzi a Roma si arricchisce di una proposta di alto valore culturale e civile. Domenica 1° marzo, il suggestivo scenario del Teatro di Documenti ospita La battaglia delle rane e dei topi, un’opera che affonda le sue radici nel mito ma parla con estrema attualità al pubblico contemporaneo. Sotto la sapiente regia di Flavia Giovannelli, questo riadattamento della Batracomiomachia attribuita a Omero trasforma un classico della letteratura greca in un’esperienza scenica vivace, profonda e profondamente istruttiva per le nuove generazioni.
La vicenda prende le mosse da un evento apparentemente insignificante: l’incontro fortuito, in uno stagno, tra un topo e una rana. Quello che inizia come un gesto di cortesia e aiuto reciproco — il trasporto del roditore verso l’altra riva — si trasforma drammaticamente in un incidente che funge da scintilla per una guerra totale. È il pretesto narrativo perfetto per analizzare come, spesso, i grandi conflitti della storia umana nascano da incomprensioni o eventi fortuiti, alimentati poi dall’orgoglio e dalla retorica del potere.
Un’epica in miniatura tra satira e realtà
Il cuore pulsante di questa rappresentazione risiede nella sua natura di parodia della guerra di Troia. Se nell’Iliade gli eroi combattevano per onore, terra e amore, qui sono le creature più piccole della terra a darsi battaglia per il controllo di uno stagno. L’opera satirica originale viene riletta in chiave moderna per mettere a nudo il paradosso della violenza: lo stagno, che per sua natura è fonte di cibo, ristoro e vita per tutte le specie coinvolte, si muta improvvisamente in un tetro campo di battaglia e di morte.
Le due attrici in scena, Marzia Di Giulio e Tiziana Di Nunno, sorreggono l’intera narrazione attraverso un ritmo incalzante che non lascia spazio alla noia. La scelta stilistica della regia punta tutto su un gioco grottesco di straniamento, una tecnica che permette agli spettatori, piccoli e grandi, di osservare l’orrore del conflitto da una distanza critica. Questo approccio salva l’opera dalla facile retorica pacifista, preferendo invece un divertimento amaro che spinge alla riflessione profonda sull’inutilità dei muri e delle armi.
L’estetica dello stagno e la forza del racconto
L’allestimento scenico si avvale della creatività di Carmela Spiteri, che firma scene e costumi capaci di evocare il mondo palustre con inventiva e suggestione. In questo microcosmo, i due popoli si armano e si fronteggiano, ricalcando i vizi e le debolezze degli esseri umani. Il passaggio continuo tra l’elemento epico, fatto di grandi proclami e armature improvvisate, e quello drammatico, legato alla perdita e alla distruzione dell’ambiente comune, crea un corto circuito emotivo di grande impatto.
La produzione, curata da Aps Auriga, conferma l’impegno del Teatro di Documenti nel proporre contenuti che vadano oltre il semplice intrattenimento. Raccontare la storia di “tutte le guerre” attraverso la metafora animale significa fornire ai ragazzi gli strumenti critici per decodificare il mondo che li circonda. Lo spettacolo diventa così un manifesto contro l’indifferenza, un invito a preservare i nostri “stagni” quotidiani dalla follia distruttrice dell’odio, mantenendo sempre vivo il senso del grottesco e dell’ironia come armi di difesa intellettuale.
Info utili
- Data e Orario: Domenica 1° marzo, ore 16:00
- Luogo: Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma (Testaccio)
- Biglietto singolo: 10 euro (più 3 euro di tessera per gli adulti)
- Promozioni gruppi: 25 euro per gruppi di 3 persone; 30 euro per gruppi di 4 persone
- Contatti: 06/45548578 – 328/8475891
- Sito web: www.teatrodidocumenti.it
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