Lunedì, 09 Dicembre 2019

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Continuano gli appuntamenti del Meic del ciclo “Storie: Incontri di letteratura”, questa volta è il turno di “Idiota è una parola gentile” (Asino d’oro edizioni, 2019), quarto romanzo di Gianluca Wayne Palazzo, romano, professore di italiano, scrittore e dottore di ricerca, ed è una prova di grande maturità umana e stilistica: la trama del romanzo si snoda su di una difficile maturazione psicologica e umana del protagonista, Giaime, che deve affrontare il lutto del padre, un padre assente e presente al tempo stesso, che pesa sul protagonista come se fosse ancora vivo e la cui storia oscura, indecifrabile, rischia di affondare tutti i membri della famiglia.

Giame, pur sentendosi inetto e inadeguato alla vita, quasi perennemente impreparato ad affrontarla (si è appena separato dalla sua compagna Alexandra perché non si sente capace di amarla), deve così evitare che la sua famiglia cada in pezzi. Ci riuscirà grazie all’amore e grazie a un libro: L’idiota di Dostoevskij, da cui prende spunto il titolo. Nessuno come l’autore russo aveva infatti aperto le voragini dell’interiorità umana ed è da questo che Wayne Palazzo parte: indagare l’interiorità di una persona che non ha nessun connotato eroico e che deve agire ugualmente da eroe. Dare senso alla bontà, all’amore: questa la sfida. In un tempo che vede la bontà come un limite dell’uomo, assimilata all’ingenuità e all’idiozia, appunto, Wayne propone ai buoni di fare i conti con la loro “maledetta bontà”. Questo romanzo è anche un affresco tutto romano, ambientato nel popolare quartiere del Pigneto, teatro di storie pasoliniane, periferiche, disperato, che creano uno sfondo suggestivo e autentico, sapido di vita vissuta (il Pigneto è il quartiere in cui abita l’autore).

Su giudittalegge.it è uscito un grazioso decalogo che ci indica dieci (ironici) buoni motivi per NON leggerlo. Il decimo dice di non leggerlo «Perché potreste rimettere in discussione tutte le vostre convinzioni sull’amore». Non serve altro per sottolineare la forza di questo libro, che chiede molto e dà molto al lettore.

Ad accompagnare l’autore nella presentazione ci sarà come sempre Vincenzo Lisciani Petrini, professore di italiano e latino, scrittore e dottore di ricerca, e le letture saranno come consuetudine ad opera dell’attore Simone Bobini.

Il Meic è lieto di ospitare Wayne Palazzo è il suo romanzo, che offrirà di certo spunti di riflessione così urgente per l’attualità. L’appuntamento è nella sala della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini, Piazza dell’Oro 4, il 13 dicembre, dalle 21.00 alle 22.30

Fonte Ufficio Stampa MEIC Sant'Ivo

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